La GNU GPL non è sempre accondiscendente; dice di "no" ad alcune delle cose che a volte la gente vuole fare. Alcuni utenti affermano che sia negativo il fatto che la GPL "escluda" alcuni sviluppatori di software proprietario che "hanno bisogno d'essere portati nella comunità del software libero." Ma non siamo noi ad escluderli dalla nostra comunità; sono loro che scelgono di non entrare. Decidere di produrre software proprietario equivale a decidere di starne fuori. Esservi dentro significa cooperare con noi; non possiamo "portarli nella nostra comunità" se non vogliono unirsi a noi. Ciò che possiamo fare è offrire un incentivo ad unirsi a noi. È per far sì che il nostro software già prodotto sia un incentivo che la GNU GPL è stata pensata: "Se renderete il vostro software libero, potete utilizzare questo codice". Di certo in questo modo non si vincerà sempre, ma qualche volta sì. "Richard Stallman"

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Device Linux, interfaccia per i driver che si occupano del reale accesso all'hardware.

domenica 14 agosto 2011

In Linux, all'interno della directory /dev, sono presenti diversi file speciali, chiamati file di device, che si comportano in modo diverso dai file normali. 

I tipi più comuni di file di device sono per i device a blocchi e per i device a caratteri. 

Questo tipo di file sono un'interfaccia per i driver (che fanno parte del kernel Linux) che si occupano del reale accesso all'hardware. 

Un altro tipo di device, meno comune, sono i file pipe. I file di device più significativi sono elencati nella seguente tabella. 

fd0 Primo lettore di dischetti
fd1 Secondo lettore di dischetti
hda Disco fisso o lettore CD IDE presente sulla prima porta IDE (Master)
hdb Disco fisso o lettore CD IDE presente sulla prima porta IDE (Slave)
hdc Disco fisso o lettore CD IDE presente sulla seconda porta IDE (Master)
hdd Disco fisso o lettore CD IDE presente sulla seconda porta IDE (Slave)
hda1 Prima partizione del primo disco fisso IDE
hdd15 Quindicesima partizione del primo disco fisso IDE
sda Il disco fisso SCSI con l'ID SCSI più basso (p.e. 0)
sdb Il disco fisso SCSI con l'ID SCSI successivo (p.e. 1)
sdc Il disco fisso SCSI con l'ID SCSI ulteriore (p.e. 2)
sda1 Prima partizione del primo disco fisso SCSI
sdd10 Decima partizione del primo disco fisso SCSI
sr0 Il lettore CD SCSI con l'ID SCSI più basso
sr1 Il lettore CD SCSI con l'ID SCSI successivo
ttyS0 Porta seriale 0, COM1 sotto MS-DOS
ttyS1 Porta seriale 1, COM2 sotto MS-DOS
psaux Device del mouse PS/2
gpmdata Pseudo device, usato dal demone GPM per ritrasmettere i dati del mouse
cdrom Link simbolico al lettore CD
mouse Link simbolico al file di device del mouse
null Qualunque cosa scritta su questo device scomparirà
zero Vi si possono leggere infiniti zero


Configurazione del mouse

Il mouse può essere utilizzato sia in console (con gpm) che in ambiente X Window. Normalmente si tratta solo di installare gpm e il server X. 

Entrambi devono essere configurati per usare come device per il mouse /dev/input/mice, il protocollo corretto è chiamato exps2 in gpm e ExplorerPS/2 sotto X. I file di configurazione sono rispettivamente /etc/gpm.conf e /etc/X11/xorg.conf

Potrebbe essere necessario caricare alcuni moduli del kernel per far funzionare il mouse. Nella maggior parte dei casi questi moduli vengono caricati automaticamente, ma per i vecchi mouse seriali e per i bus mouse non sempre avviene. 

Questi mouse sono abbastanza rari tranne su computer molto vecchi. Segue un riepilogo dei moduli per il kernel Linux necessari all'uso dei diversi tipi di mouse:


Modulo Descrizione
psmouse Mouse PS/2 (dovrebbe essere riconosciuto automaticamente)
usbhid Mouse USB (dovrebbe essere riconosciuto automaticamente)
sermouse La maggior parte dei mouse seriali
logibm Bus mouse connesso a una scheda Logitech
inport Bus mouse connesso a una scheda ATI o Microsoft InPort
Per caricare un modulo con il driver per un mouse si può usare il comando modconf (contenuto nell'omonimo pacchetto) e controllare nella categoria kernel/drivers/input/mouse


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