La GNU GPL non è sempre accondiscendente; dice di "no" ad alcune delle cose che a volte la gente vuole fare. Alcuni utenti affermano che sia negativo il fatto che la GPL "escluda" alcuni sviluppatori di software proprietario che "hanno bisogno d'essere portati nella comunità del software libero." Ma non siamo noi ad escluderli dalla nostra comunità; sono loro che scelgono di non entrare. Decidere di produrre software proprietario equivale a decidere di starne fuori. Esservi dentro significa cooperare con noi; non possiamo "portarli nella nostra comunità" se non vogliono unirsi a noi. Ciò che possiamo fare è offrire un incentivo ad unirsi a noi. È per far sì che il nostro software già prodotto sia un incentivo che la GNU GPL è stata pensata: "Se renderete il vostro software libero, potete utilizzare questo codice". Di certo in questo modo non si vincerà sempre, ma qualche volta sì. "Richard Stallman"

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Monitorare le risorse di sistema con Xosview.

giovedì 15 settembre 2011

Quando si gestiscono più macchine collegate in rete (in remoto) è molto importante poterle tenere sotto controllo verificando costantemente lo sfruttamento delle loro risorse hardware.

Ad esempio il carico medio del sistema, l’utilizzo della CPU e della memoria, la quantità di letture e scritture effettuate sul disco e molto altro ancora. Esistono numerosi programmi in grado di recuperare queste informazioni, ma quando si tratta di sistemi remoti accessibili tramite una normale connessione a Internet, allora bisogna scegliere strumenti leggeri ed efficienti.

Tra questi c’è Xosview, un monitor di sistema in grado di recuperare una grande quantità di dati e visualizzarli a video. La grafica è chiara e intuitiva, ad ogni risorsa monitorata, infatti, corrisponde una barra orizzontale che ne rappresenta graficamente il livello d’uso. Per utilizzare xosview, basta installarlo sulla macchina da monitorare e nel caso di sistemi remoti utilizzare SSH per effettuare l’accesso e poterlo eseguire. L’accesso tramite SSH va effettuato nel modo seguente:

ssh -X indirizzo_ip_
macchina_remota

A questo punto, basta autenticarsi ed eseguire il comando xosview, che verrà quindi avviato sulla macchina remota ma visualizzato sul monitor locale. L’opzione -X di SSH indica, infatti, che abbiamo attivato l’X11 forwarding, il sistema che consente di visualizzare in locale le interfacce dei programmi eseguiti in remoto.

La finestra di xosview, con le impostazioni di default, apparirà sullo schermo locale e sarà subito evidente che, sebbene molto veloce ad aggiornare l’output grafico, il consumo di CPU, memoria e banda è minimo. Inoltre, la barra del titolo visualizza il nome dell’utente che sta eseguendo l’applicativo e quello della macchina monitorata, in modo da poter chiaramente capire, nel caso in cui ci si connetta a più computer, quale host si sta controllando.

Ovviamente, xosview può anche essere utilizzato per monitorare una macchina locale, in questo caso, basta aprire una shell ed eseguirlo. Le risorse che è in grado di monitorare sono tante e anche solo quelle attive di default sono più che sufficienti.

Ma, volendo, è possibile aggiungere o rimuovere le risorse da monitorare direttamente dalla riga di comando. Ad esempio, per aggiungere il controllo della rete e rimuovere quello relativo agli interrupt, basta eseguire xosview +net -interrupt. Per conoscere tutte le possibili risorse controllabili basta consultare la pagina del manuale con man xosview. Infine, per terminare l’applicativo, basta premere il tasto q quando la finestra è attiva.

Download. 

Screenshots.



 


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