La GNU GPL non è sempre accondiscendente; dice di "no" ad alcune delle cose che a volte la gente vuole fare. Alcuni utenti affermano che sia negativo il fatto che la GPL "escluda" alcuni sviluppatori di software proprietario che "hanno bisogno d'essere portati nella comunità del software libero." Ma non siamo noi ad escluderli dalla nostra comunità; sono loro che scelgono di non entrare. Decidere di produrre software proprietario equivale a decidere di starne fuori. Esservi dentro significa cooperare con noi; non possiamo "portarli nella nostra comunità" se non vogliono unirsi a noi. Ciò che possiamo fare è offrire un incentivo ad unirsi a noi. È per far sì che il nostro software già prodotto sia un incentivo che la GNU GPL è stata pensata: "Se renderete il vostro software libero, potete utilizzare questo codice". Di certo in questo modo non si vincerà sempre, ma qualche volta sì. "Richard Stallman"

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Ripristinare l'ultima versione di Grub in presenza di sistemi in dual-boot in cui Windows è stato installato dopo Ubuntu.

lunedì 28 febbraio 2011

In queste pagine si fa riferimento alla versione di seconda generazione di Grub (Grub2) utilizzato in Ubuntu a partire dalla versione 9.10. Per informazioni sul recupero di versioni precedenti di Grub fare riferimento alla pagina Grub Legacy ripristino.

Introduzione.

 
Questa guida contiene informazioni utili al ripristino di GRUB a causa di:
  • sistemi in dual-boot in cui Windows è stato installato dopo Ubuntu
  • problemi di Windows che hanno obbligato a una sua reinstallazione.
  • errori nell'installazione di GRUB
  • tecniche di recupero di Windows che comportano il "ripristino" del MBR.
Per la procedura qui descritta è richiesto l'utilizzo del CD Live. Per informazioni su come ottenere questo supporto consultare questa pagina.

Ripristinare Grub.

  1. Lanciare una CD Live di Ubuntu 9.10 o superiore. Una volta avviato, aprire un terminale e digitare il seguente comando:
    sudo fdisk -l
    
    Prendere nota della partizione sulla quale è installato Ubuntu. Nei prossimi passi verrà assunto come partizione di installazione /dev/sda1.
  2. Montare la partizione sulla quale risiede il sistema. Da riga di comando digitare:
    sudo mount /dev/sda1 /mnt
    
  3. Montare il resto dei dispositivi con il comando:
    sudo mount --bind /dev /mnt/dev
    sudo mount --bind /proc /mnt/proc
    sudo mount --bind /sys /mnt/sys
    
  4. Effettuare un chroot sul proprio sistema. Digitare da riga di comando:
    sudo chroot /mnt
    
    


    Se non si è sicuri su questo punto, molto probabilmente non si possiede una partizione di /boot separata. Saltare quindi il prossimo passaggio.
    Se Ubuntu è installato con una partizione di /boot separata (in questo esempio /dev/sda2), sarà necessario montare anch'essa digitando da riga di comando:
    mount /dev/sda2 /boot
    
  5. Per installare Grub 2 nel MBR, digitare nel terminale il seguente comando:
    grub-install /dev/sda
    update-grub2
    
    Se si ricevono errori è possibile riprovare con il comando:
    grub-install --recheck /dev/sda
    
  6. Uscire dal chroot premendo la combinazione di tasti Ctrl+D o eseguendo il comando:
    exit
    
  7. Smontare tutti i dispositivi digitando:
    cd ~
    sudo umount /mnt/dev
    sudo umount /mnt/proc
    sudo umount /mnt/sys
    sudo umount /mnt/
    
  8. Riavviare il sistema e rimuovere il CD Live.
fonte: Wiki Ubuntu




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Shotwell programma libero per gestire e organizzare fotografie digitali per l'ambiente desktop GNOME.

sabato 19 febbraio 2011

Shotwell è un programma libero per gestire e organizzare fotografie digitali per l'ambiente desktop GNOME.

Funzionalità.

Shotwell può importare le foto direttamente dalla fotocamera digitale o dalla scheda di memoria, in aggiunta è possibile importare la propria collezione fotografica da F-Spot. Le foto importate vengono automaticamente raggruppate per data di scatto, questo è molto utile per la definizione di gruppi di foto che descrivono un evento in particolare.

Le operazioni di editing sono limitate alla riduzione dell'effetto occhi rossi, alla regolazione di luminosità, contrasto, tinta, temperatura e ombre. Shotwell offre anche la possibilità di ritagliare la foto, di ruotarla ed effettuare un miglioramento generico automatico.

Per quanto riguarda le funzioni semantiche, ad ogni foto è possibile assegnare uno o più tag e può essere data una valutazione da 1 a 5 stelle. Shotwell supporta anche la lettura di alcuni parametri Exif.

Le foto possono essere caricate su servizi online come Facebook, Flickr e Picasa Web Album.

Attualmente la versione per Windows non supporta l'importazione delle fotocamera, la pubblicazione su servizi online e la stampa.

Ha sostituito F-Spot come strumento standard per la gestione di immagini su alcune distribuzioni Linux basate su GNOME, tra cui Fedora (dalla versione 13) e Ubuntu (dalla versione 10.10 Maverick Meerkat).


Informazioni tecniche.

Shotwell è scritto in Vala e usa le librerie GTK+ per la grafica. Per importare le foto viene fatto uso di gPhoto mentre per la memorizzazione dei metadati viene usato un database SQLite.


Screenshots.









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Shutter potente software open source per catturare screenshot con Ubuntu.

domenica 13 febbraio 2011

Shutter, famosa applicazione per la cattura di screenshot, ha rilasciato in data 08-02-2011 la nuova versione 0.8.7.

La nuova release corregge il problema dell'avvio di più istanze.

Aggiunta anche la possibilità di catturare l'ultima finestra attiva, inoltre Shutter ora riesce ad aggiungere gli angoli arrotondati alla cattura delle finestre quando attivo Compiz. inoltre possiamo ridimensionare le finestre prima della cattura.

Shutter (precedentemente chiamato GScrot) è un programma scritto in Perl e GTK, quindi per Gnome, che permette di catturare l’immagine del vostro schermo intero, di una finestra, di una regione o di un sito web.

Per conoscere tutte le novità vi consiglio di visitare questa guida.


Come altri programmi sviluppati per KDE, per esempio KSnapshot, Shutter permette di fare delle catture dello schermo immediatamente o dopo un ritardo che potete specificare.

Per impostare un ritardo dello scatto andate in “Modifica>Preferenze”.

Nella finestra che appare, nella scheda “Avanzate”, spuntando la voce “Ritardo” potete scegliere il ritardo (in secondi) dopo il quale verrà scattata la foto. Potete anche scegliere se includere oppure no il bordo delle finestre.

Spuntando la voce “Apri con” potete scegliere se aprire la foto appena scattata con un programma di visualizzazione o di modifica delle immagini.

Attraverso Shutter possiamo acquisire uno screenshot di una determinata area del monitor, di una intera finestra, dello schermo intero ( e anche tutte le aree di lavoro) o anche di un sito web e applicarci diversi effetti visivi o disegnarci direttamente sopra magari per evidenziare dei punti.

Alla fine se vogliamo possiamo caricare le nostre schermate su un sito di hosting di immagini, il tutto direttamente da Shutter. Inoltre si integra perfettamente con Gnome.

Per chi usa Ubuntu dalla 9.10 in poi è sufficiente eseguire le seguenti semplici operazioni:

  • Aprire il terminale e digitare sudo add-apt-repository ppa:shutter/ppa
  • Aggiornare gli archivi dei pacchetti con sudo apt-get update
  • Installare il software con sudo apt-get install shutter

Per chi usa le versioni di Ubuntu precedenti alla 9.10 le operazioni da effettuare sono le seguenti:

  • Aprire il terminale e digitare sudo gedit /etc/apt/sources.list
  • Alla fine del file copiare ed incollare le seguenti righe, avendo cura di cambiare la parola versione con la versione di Ubuntu utilizzata (es. jaunty, intrepid, hardy):

deb http://ppa.launchpad.net/shutter-testing-team/ppa/ubuntu versione main

deb-src http://ppa.launchpad.net/shutter-testing-team/ppa/ubuntu versione main

  • Aggiungere la chiave GPG con sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 1C89E4E1
  • Aggiornare gli archivi dei pacchetti con sudo apt-get update
  • Installare il software con sudo apt-get install shutter
Le funzioni di Shutter:

  • Selezioni dello schermo
  • Schermo intero
  • Una finestra specifica
  • Una sezione della finestra
  • Un menu principale o nidificato (moooolto utile)
  • Un suggerimento
  • La schermata di un sito Web
  • La possibilità di scegliere in che formato salvare lo screenshot e la profondità di colore

Download.

Ubuntu 11.04 “Natty Narwhal”: Shutter

Ubuntu 10.10 “Maverick Meerkat”: Shutter

Ubuntu 10.04 “Lucid Lynx”: libnet-dbus-glib-perl (32bit, 64bit) and Shutter

Ubuntu 9.10 “Karmic Koala”: Shutter

Ubuntu 8.04 “Hardy Heron”: gtkimageview (32bit, 64bit, or netbook), libgtk2-imageview-perl (32bit, 64bit, or netbook), libgoo-canvas-perl (32bit, 64bit, or netbook), libgtk2-unique-perl (32bit, 64bit, or netbook) and Shutter


No longer supported:

Ubuntu 9.04 “Jaunty Jackalope”: libgoo-canvas-perl (32bit, 64bit, or netbook) and Shutter

Ubuntu 8.10 “Intrepid Ibex”: libgoo-canvas-perl (32bit, 64bit, or netbook) and Shutter

Ubuntu 7.10 “Gutsy Gibbon”: gtkimageview (32bit or 64bit), libgtk2-imageview-perl (32bit or 64bit), libgoo-canvas-perl (32bit or 64bit) and Shutter



Screenshots.




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ISO Master ottima GUI che permette l’aggiunta e l’estrazione di file in una immagine.

giovedì 3 febbraio 2011

Siete in cerca di un programma dotato di interfaccia grafica che permetta di editare immagini ISO?

La risposta è ISO Master, ottima GUI che permette l’aggiunta e l’estrazione di file in una immagine senza ricorrere a strumenti da linea di comando.

Su Ubuntu, per manipolare/modificare immagini ISO,NRG o altre ancora, bisogna complicarsi un po’ la vita.


Infatti, non sempre ci si ricorda i comandi per montarle e via dicendo.


Grazie a ISO Master però, un software free e open source potremo ovviare i problemi precedenti.

Ideale tutte le volte in cui per esempio si vogliano apportare modifiche alla ISO di una distribuzione sostituendo o modificando dei file a proprio piacimento.

Il programma è facilmente installabile su Debian e Ubuntu grazie al .deb disponibile nella download page.


Questo interessante programma ci permette di editare e di modificare il contenuto delle immagini ISO (ISO9660, RockRidge, Jolietand El Torito).

In parole povere con ISO Master abbiamo la possibilità di editare, rimuovere o aggiungere files all’immagine ISO su cui stiamo lavorando.

E non è tutto in quanto è possibile leggere, editare e modificare immagini con estensione .NGR e .MDF con la sola ed unica possibilità di salvare il lavoro da noi svolto con estensione .ISO.

ISO Master è presente sul fornitissimo repository di Packman e per venire incontro ai nuovi utenti ci mette a disposizione la possibilità di installazione per mezzo dell’1-click-install di effettuare tutti i passaggi indispensabili all’installazione del software.

Sarà possibile avviare il programma dal menuK –> Applicazioni–> CD image editor:



ISO Image è di facile utilizzo quindi non sto a spiegare quali passaggi effettuare per le più svariate operazioni. Vi sarà sicuramente utile nel momento in cui avrete l’esigenza di modificare un file immagine.


Creare una immagini ISO con IsoMaster in pochi semplici passi:

-> Selezioniamo dal menu ISO la voce nuovo
-> Selezioniamo dalla sezione in alto i nostri file o cartelle e clicchiamo aggiungi
-> Salviamo la nostra iso cliccando dal menu ISO la voce salva con nome



Ultima versione stabile rilasciata: 1.3


Screenshots.









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