Ubuntu Mobile con Hardy Heron

Ubuntu Mobile è una delle varianti più promettenti della distro sviluppata da Canonical.
Girerà su diversi device, dagli Intel Mid ai tablet pc e forse su molti altri dispositivi.

L'idea di approfondire la versione Mobile di Ubuntu è legata al tutorial di IBM, che in una ventina di pagine traccia gli aspetti salienti di questo framework, che ha iniziato ad essere incapsulato nella Gusty Gibbon e che sarà già pronto con la prossima versione di Ubuntu 8.04 Hardy Heron.


Il progetto UME (Ubuntu Mobile and Embedded) ha un'architettura a tre livelli; in cima abbiamo le applicazioni open source più classiche (Web browser, client e-mail, Istant Messaging, Media Player ecc..), nel mezzo c'è il sistema operativo (Ubuntu 7.10) configurato per una particolare architettura a basso livello e in fondo c'è la piattaforma che deve sottostare alle specifiche del
Mobile Internet Devices (MID) corrispondenti, per il momento, al solo chipset Intel McCaslin.

Il cuore dell'interfaccia utente (UI) viene rappresentato dal desktop Hildon utilizzato anche dai dispositivi Nokia 770 e N800. Il server X-Window di riferimento è Xephyr, che si rivelerà molto utile anche in fase di testing, visto che può girare anche all'interno di un altro X server come X.Org.

Nel nostro esempio il Desktop Hildon viene suddiviso in due aree; la prima più piccola, in alto, è costituita dal pannello context sensitive, che cambia a seconda di quello che è in esecuzione e l'altra, più estesa, che mostra il set di applicazioni disponibili.
1) Matt, puoi dirci chi sono gli sviluppatori coinvolti in Ubuntu Mobile e quali i loro compiti?
Tollef Fog Heen è il capo tecnico del progetto, aiutato da Adilson Oliveira. Intel sta contribuendo con molto codice attraverso moblin.org.
I membri dell’Ubuntu kernel team, desktop team e altri , sia di Canonical e in larga parte appartenenti alla comunità, stanno partecipando attivamente.

C’è una mailing list molto attiva su: https://lists.ubuntu.com/mailman/listinfo/ubuntu-mobile
2) Quali sono gli obiettivi principali da raggiungere prima della data di rilascio (18/10/2007)?
In breve, il nostro obiettivo è di assemblare un sistema operativo funzionale e libero che possa essere usato come base per ulteriori sviluppi. Per la prima release 7.10, ci stiamo concentrando per avere l’infrastruttura e le feature di base pronte.
Potete leggere dettagli sui vari componenti su https://wiki.ubuntu.com/MobileAndEmbedded

3) Ubuntu Mobile girerà su architettura x86. Pensate di sviluppare un port per altre architetture?

Per essere specifici, l’architettura supportata è LPIA (Low Power on Intel Architecture), che sembra promettere molto bene per la realizzazione di dispositivi mobili potenti e flessibili.
Al momento non abbiamo in progetto il porting su nuove architetture, ma la possibilità c’è, e ci aspettiamo un discreto interesse verso nuovi terreni una volta realizzata la piattaforma principale.

4) Si vocifera molto di un porting di Ubuntu Mobile sul Nokia N800. E’ solo un rumor? Cosa ci dici a riguardo?

C’è molto interesse per l’N800 da parte degli sviluppatori open source, molti dei quali sono anche sostenitori di Ubuntu, così penso che questo tipo di speculazioni si potranno realizzare.
5) Sarà possibile vedere dei device con Ubuntu mobile preinstallata?
Certamente, ci aspettiamo di vedere dispositivi basati su Ubuntu il prossimo anno.
6) Sarà possibile vedere Ubuntu mobile anche su telefoni cellulari o dovremo accontentarci dei tablet?
I cellulari hanno le loro specificità rispetto ai MID. Le gente si aspetta funzionalità differenti da questi dispositivi, senza contare che l’hardware è totalmente differente.
Portare Ubuntu sui cellulari potrebbe essere un altro progetto piuttosto che l’estensione di Ubuntu mobile.


7) Per ultimo voglio farti una domanda sull’interazione. Fin’ora si è data importanta alla sola interazione “tattile”. Pensate di sviluppare nuove forme di interazione come ad esempio il controllo vocale?

Dal momento che Ubuntu si è sempre focalizzata sulla qualità dell’esperienza utente, siamo certamente interessati nell’esplorazione di modi differenti con cui le persone vorranno interagire con i device mobili.
L’iPhone ha mostrato che cosa sia possibile fare con dispositivi ridotti, e i MID sono una piattaforma molto meno restrittiva dell’iPhone.




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Luca Soraci

Luca Soraci

Ubuntu giunge alle nostre orecchie solo perché è stato mutuato come nome per un sistema operativo di successo; lo abbiamo sentito nei discorsi di Mandela, del vescovo Tutu, ed è uno dei concetti fondanti di quel movimento di rinascimento che vuole far fiorire il continente africano al di sopra delle difficoltà attuali.

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