La GNU GPL non è sempre accondiscendente; dice di "no" ad alcune delle cose che a volte la gente vuole fare. Alcuni utenti affermano che sia negativo il fatto che la GPL "escluda" alcuni sviluppatori di software proprietario che "hanno bisogno d'essere portati nella comunità del software libero." Ma non siamo noi ad escluderli dalla nostra comunità; sono loro che scelgono di non entrare. Decidere di produrre software proprietario equivale a decidere di starne fuori. Esservi dentro significa cooperare con noi; non possiamo "portarli nella nostra comunità" se non vogliono unirsi a noi. Ciò che possiamo fare è offrire un incentivo ad unirsi a noi. È per far sì che il nostro software già prodotto sia un incentivo che la GNU GPL è stata pensata: "Se renderete il vostro software libero, potete utilizzare questo codice". Di certo in questo modo non si vincerà sempre, ma qualche volta sì. "Richard Stallman"

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OpenOffice.org 3.0 sfida Microsoft Office

giovedì 27 marzo 2008

OpenOffice.org (il suffisso .org è stato inserito a causa di una disputa sul marchio) è una suite di proprieta' Sun Microsystems con copyright e licenza JCA, che può essere classificato come software di produttività personale. L'abbreviazione "ufficiale" è OOo.

Il codice sorgente attualmente viene rilasciato da Sun come software libero su licenza LGPL. È basato sul codice della versione 5.2 di StarOffice, che dopo l'acquisizione da parte di Sun Microsystems è stato rilasciato con licenza libera. Più precisamente, il codice è soggetto alla licenza LGPL (la licenza SISSL, precedentemente usata in abbinamento, è stata abbandonata da Sun).

La clausola esplicita presente nella licenza LGPL consente all'utente di rilicenziare il codice sotto licenza GPL. La proprieta' esclusiva della suite impone pero' un fork al codice (e l'abbandono del nome) nel momento che dovesse essere redistribuito o variato, in quanto la licenza JCA impone l'esclusivita' dei diritti e proventi dellla suite solo a favore di Sun; infatti gli sviluppatori che collaborano ad OOo devono preventivamente accettare di firmare la cessione di ogni diritto futuro a Sun come previsto dalla licenza JCA.

Il progetto ha come obiettivi quelli di fornire a tutti gli utenti un ottimo prodotto libero che possa competere con i prodotti commerciali attualmente dominanti in questo settore. Ha la caratteristica di essere compatibile con i formati di file di Microsoft Office, ma dispone anche di formati nativi basati su XML che utilizzano un algoritmo di compressione (si tratta dell'LZW, lo stesso dei file "ZIP"). Sono supportate ufficialmente versioni per GNU/Linux, Microsoft Windows, Solaris e Mac OS X (la versione attuale su Mac OS richiede l'uso di X11), ma è possibile installarlo anche su altri sistemi operativi.

È disponibile in circa 70 versioni linguistiche ufficiali, a cui si aggiungono progetti di localizzazione "regionali" come, per esempio, la traduzione nei dialetti della lingua zulu sponsorizzata dal governo sudafricano.

L'ultima versione rilasciata include:

* Writer (word processor e editor HTML WYSIWYG)
* Calc (foglio di calcolo)
* Draw (programma di grafica vettoriale)
* Impress (programma per creare presentazioni)
* Math (editor di formule matematiche)
* Base (database)
* Registrazione di Macro
* Esportazione ed importazione nei formati PDF, Macromedia Flash, DocBook XML, Microsoft Office, SVG,ODF.
Nelle prime versioni si era pensato di configurare OpenOffice.org per collegarsi con database come postgreSQL o mySQL, avendo in questo modo a disposizione le prestazioni e le potenzialità di un vero database.

Dalla versione 2.0 c'è a disposizione una gestione diretta di una base di dati e un'interfaccia utente più versatile simile a quella utilizzata da Microsoft Office.

Progetti aggiuntivi e paralleli di OpenOffice.org riguardano la stesura della documentazione, la localizzazione e la programmazione dell'infrastruttura sulla quali sono costruiti i vari moduli della suite. Esiste anche un progetto che ha come obiettivo quello di creare un archivio comune delle macro.

Microsoft Office è sicuramente la suite per la produttività più conosciuta al mondo. A detta degli sviluppatori di OpenOffice, però, questa sua supremazia nel settore potrebbe essere presto messa a rischio. Infatti, con l’avvento della terza versione di OpenOffice.org, la concorrenza dovrebbe farsi più che mai agguerrita.

Le novità che verranno implementate in OpenOffice.org 3.0 saranno tali da poter rendere questa suite più che una valida alternativa al rivale più famoso. Dalla prima Alpha si nota che le nuove caratteristiche e le migliorie più importanti riguardano tutti i settori del pacchetto per l’ufficio.

OpenOffice 3.0 si presenterà al pubblico con una rinnovata veste grafica, decisamente più user-friendly delle versioni precedenti. A darci il benvenuto nella suite non vi sarà più Writer ma un nuova schermata che permetterà di scegliere quale tipo di documeto scrivere.

dev300_m3_start_center.png

(Figura 1: la nuova schermata di benvenuto di OpenOffice.org)

Writer, il programma di videoscrittura, è l’applicativo che ingloba le maggiori migliorie, tante da renderlo finalmente il degno rivale di Microsoft Word. Tra le varie feature già implementate, spicca la possibilità di poter affiancare a due a due le varie pagine scritte e di effettuare uno zoom su di esse, proprio come se fossero parti di un semplice pdf. E non è detto che proprio sui pdf, il team di OpenOffice ci riservi delle interessanti novità.

dev300_m3_windows_i1598_multiple_pages2.png

(Figura 2: Ora le pagine di scritte con Writer posssono essere affiancate)

Un’altra importante caratteristica degna di nota, riguarda l’implementazione di Note2. Come accade in Word, ora anche in Writer 3.0 si potranno aggiungere delle note al documento scritto, potendo sfruttare il nuovo design di questo programma.

Una delle novità più attese e richieste, riguarda la compatibilità con i formati proprietari di Office ed in particolare con la nuova tecnologia Open XML. A partire da OpenOffice.org 3.0, verrà introdotto il pieno supporto ai formati .docx, .pptx e .xslx. Finalmente, dopo anni, si compie un enorme passo in avanti nell’interoperabilità tra i due sistemi, permettendo così all’utente di poter scrivere in tranquillità il proprio documento, senza pensare come verrà letto sull’altro applicativo, in che modo e con quale impaginazione.

Così come in Writer, anche in Calc sono state effettuate delle enormi migliorie che ne rendono l’utilizzo più piacevole. Da subito, si nota la presenza di un nuovo tema grafico che permette di avere dei rinnovati effetti grafici visivamente più accettabili ed accattivanti. L’estensione della potenza del programma, poi, viene resa nota anche dall’aumento delle colonne disponibili che passano da 256 a 1024.

dev300_m2_linux_i86069_calc_visual.png

(Figura 3: La nuova grafica permette di avere un impatto visivo migliore sulle operazioni in corso)

L’unica pecca che si può trovare nel prossimo OpenOffice.org 3.0, riguarda la mancata implementazione di un degno rivale di Outlook. A sentire le parole di Louis Suárez-Potts, Community Manager di OpenOffice.org, però, pare che le cose non cambieranno neanche questa volta. Da quanto emerge, l’implementazione di Thunderbird con Lightning non era vista come una valida alternativa ad Outlook, mentre si aspetta che la nuova Mozilla Messaging Corporation possa sfornare un prodotto interessante anche per il team di OpenOffice.

fonti: Tuxjournal & Wikipedia


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KDE4, occasione persa o guadagnata?

martedì 25 marzo 2008

E' stato annunciato, gridato e pubblicizzato ai quattro venti: KDE 4 doveva essere la novità più importante del 2008. Ed in effetti lo è stata. Chi lo ha installato lo ha giudicato bellissimo, comodo da usare, divertente, veloce e leggero, poi dopo 5 minuti di utilizzo lo ha disinstallato. Perchè? Semplice, perchè KDE4 è instabile, ancora profondamente instabile.

E, purtroppo, non siamo stati solo noi comuni utenti a pensarla così, basta il giudizio degli sviluppatori delle maggiori distribuzioni è stato unanime: "KDE 4 è sicuramente un ottimo inizio, ma per il momento è solo questo, anche se l'inizio di qualcosa di importante".

Insomma, le potenzialità per diventare il desktop di riferimento anche fuori dell'Open Source è GNU/Linux ci sono tutte, ma ancora è necessario un importante lavoro di sviluppo, almeno di qualche mese, prima di integrarlo in modo definitivo all'interno delle distribuzioni. Fatto sta, che la release che è stato diffusa al grande pubblico come "ufficiale" non ha deluso le aspettative in quanto a funzionalità, ma le ha deluse in quanto a possibilità de utilizzo.

E' un'occasione persa? Si poteva aspettare forse di uscire con una versione più stabile e più integrata nelle distribuzioni prima di fare questa figuraccia? Oppure è un'occasione guadagnata?. Gli utenti in fondo hanno visto le funzionalità più interessanti del desktop del futuro.

Il suo orientamento al vettoriale, la sua interfaccia elegante e pulita, le funzionalità avanzate che lo elevano secondo molti al di sopra di quella che per anni è stata l'interfaccia più invidiata del panorama dei sistemi operativi: ACQUA. E senzìaltro un'occasione guadagnata, perchè ora sappiamo cosa possiamo aspettarci dal futuro, abbiamo visto con i nostri occhi la dove ce ne fosse la necessità quali sono le capacità degli sviluppatori Open Source.

Perciò un invito, anche questa volta, a provare a sperimentare il nuovo KDE4, fatelo anche ben sapendo che è altamente instabile, ma fatelo anche per capire cosa è GNU/Linux e dove stiamo andando, e poi come sempre per trovare un nuovo limite e abbatterlo. Questo è il vero spirito dell'Open Source. Come afferma lo stesso Linus Torvalds, è meglio fare rilasci frequenti per fare in modo che il contributo e le richieste della comunità possano essere immediatamente integrate nel software per migliorarlo sempre di più.



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Gestione dei pacchetti RPM

sabato 8 marzo 2008

Il progetto UME (Ubuntu Mobile and Embedded) ha un'architettura a tre livelli; in cima abbiamo le applicazioni open source più classiche (Web browser, client e-mail, Istant Messaging, Media Player ec

Con la sigla RPM si identificano i pacchetti realizzati secondo uno standard definito da Red Hat (Red Hat Package Manager), i cui archivi hanno l'estensione `.rpm'. Oltre alla distribuzione Red Hat (e alle sue derivate), anche SuSE e Caldera utilizzano questo formato.

Per poter gestire tale formato occorre il programma `rpm'. Eventualmente, questo può essere ottenuto dalla sua origine, ftp://ftp.redhat.com/redhat/code/rpm/, oppure da un altro sito dopo una ricerca per mezzo di FTPSearch, http://ftpsearch.lycos.com, per un archivio che assomigli a `rpm-*.tar.gz'. *1* *2*

Se la propria distribuzione GNU/Linux non è fatta per gestire gli archivi in formato RPM, l'unica motivazione ragionevole per procurarsi il programma di gestione di questi è quella di poterli convertire nel formato a cui si è abituati.
14.1 Breve panoramica

Per comprendere l'utilizzo del programma `rpm', quando la propria distribuzione è organizzata secondo questo standard, vengono proposti alcuni esempi, senza entrare nel dettaglio della sua sintassi. Per maggiori informazioni conviene consultare la pagina di manuale rpm(8), oppure, per ottenere uno schema sintattico stringato basta avviare il programma stesso senza argomenti.

Informazioni

L'opzione `-q' introduce una richiesta di informazioni.

rpm -qpi

Mostra una descrizione del contenuto dell'archivio RPM.

rpm -qpl

Mostra l'elenco dei file contenuti nell'archivio RPM e dove andranno collocati se sarà installato.

rpm -qa

Mostra l'elenco dei pacchetti RPM installati, così come sono stati registrati nel sistema RPM.

rpm -qf

Determina il nome del pacchetto da cui proviene il file indicato come argomento.
Installazione

L'opzione `-i' introduce una richiesta di installazione di un pacchetto.

rpm -i

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato se non si verificano errori.

rpm -i

Installa il pacchetto contenuto in un archivio identificato dall'URI indicato se non si verificano errori. Per esempio potrebbe trattarsi di `rpm -i ftp://dinkel.brot.dg/pub/RPMS/mio-1.1-0.i386.rpm'

rpm -ivh

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, se non si verificano errori, mostrando qualche informazione e una barra di progressione.

rpm -i --nodeps

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, senza verificare le dipendenze tra i file.

rpm -i --replacefiles

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, senza verificare se vengono sovrascritti dei file.

rpm -i --ignorearch

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, senza verificare l'architettura dell'elaboratore.

rpm -i --ignoreos

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, senza verificare il tipo di sistema operativo.
Aggiornamento

L'opzione `-U' introduce una richiesta di aggiornamento di un pacchetto.

rpm -U

Aggiorna o installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, se non si verificano errori.

rpm -Uvh

Aggiorna o installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, se non si verificano errori, mostrando qualche informazione e una barra di progressione.

rpm -F

Aggiorna il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, solo se risulta già installata una versione precedente.

rpm -F

Aggiorna i pacchetti contenuti negli archivi indicati, che risultano già installati nelle loro versioni precedenti.
Eliminazione

L'opzione `-e' introduce una richiesta di eliminazione di un pacchetto installato.

rpm -e

Elimina (disinstalla) il pacchetto.
Verifica

L'opzione `-V' introduce una richiesta di verifica di un pacchetto installato.

rpm -V

Verifica che il pacchetto indicato risulti installato correttamente.

rpm -Vf

Verifica il pacchetto contenente il file indicato.

rpm -Va

Verifica tutti i pacchetti.

rpm -Vp

Verifica la corrispondenza tra l'archivio RPM indicato come argomento e quanto installato effettivamente.

Sigla Descrizione
5 Controllo fallito della firma MD5.
S Variazione della dimensione del file.
L Collegamento simbolico alterato.
T Data di variazione del file alterata.
D Alterazione del file di dispositivo.
U Utente proprietario diverso.
G Gruppo proprietario diverso.
M Alterazione della modalità, comprendendo sia i permessi che il tipo di file.

Tabella 14.1: Elenco delle segnalazioni di errore generabili da un controllo di un'installazione di pacchetti RPM (opzione `-V').
Sistemazione dei permessi

rpm --setperms -a

Verifica ed eventualmente corregge i permessi dei file di tutti i pacchetti installati.

rpm --setugids -a

Verifica ed eventualmente corregge la proprietà dei file di tutti i pacchetti installati.

14.2 Problemi dovuti alle dipendenze

Alle volte, quando si installano o si vogliono eliminare dei pacchetti si incontrano dei problemi, perché il programma `rpm' impedisce di fare ciò che potrebbe essere dannoso e sembra originato a causa di un errore. A questo proposito vale la pena di conoscere alcune opzioni speciali.

*`--oldpackage'

Permette di aggiornare un pacchetto utilizzando una versione precedente a quella che appare essere già installata.

*`--replacefiles'

Permette di installare o aggiornare un pacchetto quando questo fatto implica la sostituzione di file già esistenti che appartengono ad altri pacchetti.

*`--replacepkgs'

Permette di installare un pacchetto anche quando questo risulta già installato.

*`--force'

È l'equivalente delle opzioni `--oldpackage', `--replacefiles' e `--replacepkgs', messe assieme.

*`--nodeps'

Installa, aggiorna o disinstalla senza curarsi delle dipendenze da file o da altri pacchetti.

14.3 Creazione di pacchetti binari personali

La creazione di pacchetti archiviati in formato RPM può essere una procedura complessa e delicata, quando si fanno le cose seriamente, cioè quando si vuole costruire un archivio da distribuire attraverso i canali ufficiali. Per distribuire un applicativo in forma binaria, occorre affiancargli un pacchetto SRPM (sorgente), ovvero un archivio contenente i sorgenti originali (intatti), assieme a tutta la procedura necessaria per applicare le modifiche, compilare il risultato e installarlo correttamente. In questa sezione si vuole mostrare il procedimento minimo necessario a creare un archivio RPM «binario» per scopi personali, senza che questo sia affiancato effettivamente da un archivio contenente i sorgenti.

Per creare un archivio RPM a partire da file già installati da qualche parte nel proprio filesystem, si utilizza il programma `rpm' con la sintassi seguente:

rpm -bb

Il file indicato come argomento contiene le informazioni necessarie a recuperare le directory e i singoli file che si vogliono raccogliere nell'archivio, assieme a una descrizione adeguata. Il file indicato come argomento si compone con una sintassi piuttosto semplice, che conviene vedere direttamente in un esempio.

Si suppone di avere predisposto un applicativo in forma binaria collocato a partire dalla directory `/opt/prova/', che utilizza anche il file di configurazione `/etc/prova.conf'. Le specifiche del pacchetto che si vuole creare potrebbero essere messe nel file `/tmp/prova.spec', mostrato sotto.

Name: Prova
Summary: Binari di prova.
Version: 1.0
Release: 1
Copyright: do not redistribute!
Group: Applications
Packager: Tizio Tizi

%description
Pacchetto applicativo di prova per le
mie prove...:-)

%files
/etc/prova.conf
/opt/prova

Come si vede dall'esempio, alcune direttive sono fatte per utilizzare una sola riga, altre, quelle che iniziano con il simbolo di percentuale, si articolano nelle righe sottostanti. Vale la pena di osservare che il campo `Copyright:' viene usato in modo differente dalle distribuzioni: la Red Hat pone una definizione che serve a capire rapidamente il genere di condizioni che pone la licenza d'uso, mentre altre mettono il titolare dei diritti del software. In questo caso, si immagina che si tratti di un lavoro che per qualche ragione non può essere distribuito.

Si osservi l'elenco che segue la direttiva `%files': rappresenta i file singoli e le directory intere che devono essere raccolte nell'archivio da generare.

Prima di creare l'archivio, è necessario che la gerarchia `/usr/src/redhat/' sia pronta; per quanto riguarda l'architettura i386, è necessario che esista anche la directory relativa agli archivi che vengono generati per questa, cioè: `/usr/src/redhat/RPMS/i386/'. Se manca, occorre crearla manualmente.

# rpm -pp /tmp/prova.spec

Quello che si vede è il comando necessario ad avviare la creazione dell'archivio `Prova-1.0-1.i386.rpm', che verrà collocato automaticamente nella directory `/usr/src/redhat/RPMS/i386/'. Per verificare che il proprio lavoro sia stato concluso con successo, si può indagare sul contenuto dell'archivio appena creato nel modo seguente:

# rpm -qpli /usr/src/redhat/RPMS/i386/Prova-1.0-1.i386.rpm

Name : Prova Distribution: (none)
Version : 1.0 Vendor: (none)
Release : 1 Build Date: mar 12 gen 1999 08:50:42 CET
Install date: (not installed) Build Host: dinkel.brot.dg
Group : Applications Source RPM: Prova-1.0-1.src.rpm
Size : 32074
Packager : Tizio Tizi
Summary : Binari di prova.
Description :
Pacchetto applicativo di prova per le
mie prove...:-)
/etc/prova.conf
/opt/prova
/opt/prova/...
/opt/prova/...
/opt/prova/...

Prima di concludere, è bene tenere presente che se ciò che si impacchetta non dipende dalla piattaforma, come nel caso della documentazione, conviene modificare l'estensione del file ottenuto da `.i386.rpm' a `.noarch.rpm'.
14.4 Riferimenti

*Red Hat Package Manager

http://www.rpm.org/

*Donnie Barnes, RPM HOWTO

1.) È importante che il pacchetto che si preleva sia fatto per l'architettura corrispondente al proprio sistema. Se si utilizza un elaboratore i386, o superiore, il nome dell'archivio dovrebbe contenere proprio la sigla `i386', probabilmente secondo il modello `rpm-*.i386.tar.gz'.

2.) La distribuzione Debian incorpora già il programma `rpm' tra i suoi pacchetti applicativi, proprio per consentire la conversione agevole da RPM e Debian (ammesso che poi il pacchetto di una distribuzione sia compatibile con l'altra).
fonte: lagash



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Amazon MP3 downloader per Ubuntu, Fedora, Debian, e OpenSUSE

giovedì 6 marzo 2008

Amazon ha finalmente rilasciato il loro MP3 downloader per Ubuntu, Fedora, Debian, e OpenSUSE.

Amazon ha reso disponibile il suo client mp3 per poter acquistare album online anche per linux, fornendo i pacchetti per:

Debian 4 Etch
Fedora 8
openSUSE 10.3
Ubuntu 7.10 Gutsy
Windows AMD Screenshot

Install the Amazon MP3 Downloader

We recommend installing the Amazon MP3 Downloader before your first purchase. It is required for album purchases, and makes downloading songs fast and easy.

* It automatically adds your music downloads to iTunes or Windows Media Player
* It takes just a few clicks and less than 30 seconds to install


Click the Download button below and follow the on-screen instructions, or read the detailed installation instructions below.

Troubleshooting
Problems with downloads? See our answers to Frequently Asked Questions. If you have already installed the Amazon MP3 Downloader, click here to enable it for use with this browser.

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