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Dopo il successo di Ubuntu 12.04 “Precise Pangolin” Canonical punta a nuove versioni di rilascio.

Canonical sta valutando la possibilità di rilasciare un’altra versione per Ubuntu 12.04 “Precise Pangolin”, la quinta, con il kernel previsto per Ubuntu 14.04 Trusty Tahr.

 

Normalmente, solo quattro uscite sono state pubblicate per Ubuntu 12.04 (Precise Pangolin), ma il successo della distribuzione ha spinto gli sviluppatori a pensare di una nuova versione.

 

Canonical sta cercando di determinare la data di tale rilascio.  La versione 12.04.4 e’ stata rilasciata nel mese di febbraio (ved. sotto) e il mese di agosto sembra una stima ragionevole ipotizzando di evitare di scontrarsi con la versione 14.04.1. cioè la prima versione aggiornata di Ubuntu Trusty.

 

Quando Ubuntu 12.04.5 arriverà lo farà molto probabilmente presentando il kernel Linux di Ubuntu 14.04 (Trusty Tahr), che potrebbe benissimo essere 3.13 o anche 3.14, rendendo questo un rilascio molto importante.

 

Ubuntu_12.04 Precise Pangolin

 

 

Come si ricorda novità di questa versione è l'introduzione di una nuova versione di Unity finalmente stabile ed usabile.

 

Ecco le versioni di Ubuntu 12.04 rilasciate fino ad oggi:

 

Kate Stewart has announced the release of Ubuntu 12.04.1, the first of the regular updates planned throughout the product's life cycle: "The Ubuntu team is very pleased to announce the release of Ubuntu 12.04.1 LTS (Long-Term Support) for desktop, server, cloud and core products. The Ubuntu LTS flavors are also being released today. In the 12.04.1 release, we've added support for the Calxeda ECX-1000 SoC family, so businesses can prepare for a data centre dominated by low-energy, hyperscale servers by testing their workloads on the new hardware now. The Ubuntu Cloud archive also makes its début." Read the rest of the release announcement for further information. Download (SHA256): ubuntu-12.04.1-desktop-i386.iso (695MB, torrent), ubuntu-12.04.1-desktop-amd64.iso (694MB, torrent). All of Ubuntu's official sub-projects with long-term support status have also been updated to version 12.04.1; this includes Kubuntu (download), Xubuntu (announcement, download), Edubuntu (announcement, download) and Mythbuntu (download).

 

Colin Watson has announced the release of Ubuntu 12.04.2, the latest update of the distribution's current long-term support version: "The Ubuntu team is pleased to announce the release of Ubuntu 12.04.2 LTS (Long-Term Support) for its Desktop, Server, Cloud, and Core products, as well as other flavours of Ubuntu with long-term support. To help support a broader range of hardware, the 12.04.2 release adds an updated kernel and X stack for new installations on x86 architectures, and matches the ability of 12.10 to install on systems using UEFI firmware with Secure Boot enabled. As usual, this point release includes many updates, and updated installation media has been provided so that fewer updates will need to be downloaded after installation." See the full release announcement and release notes for further information. Download: ubuntu-12.04.2-desktop-amd64.iso (695MB, SHA256, torrent). The 12.04.2 builds of Kubuntu (download), Xubuntu (download), Edubuntu (download, announcement), Ubuntu Studio (download, release notes) and Mythbuntu (download, announcement) are also available.

 

Stéphane Graber has announced the release of Ubuntu 12.04.3, an updated set of live and installation images incorporating all security and bug-fix updates since April 2012 when Ubuntu 12.04 was first released. This is a version with an LTS (long-term support) feature, providing security fixes until 2017. From the release announcement: "The Ubuntu team is pleased to announce the release of Ubuntu 12.04.3 LTS (Long-Term Support) for its Desktop, Server, Cloud, and Core products, as well as other flavours of Ubuntu with long-term support. As with 12.04.2, 12.04.3 contains an updated kernel and X stack for new installations on x86 architectures." See also the release notes for link to a change summary and product overview. Download: ubuntu-12.04.3-desktop-amd64.iso (708MB, SHA256, torrent). Quick links to the other official Ubuntu flavours which were also updated to 12.04.3 today: Kubuntu (download), Xubuntu (download), Edubuntu (download, release announcement), Mythbuntu (download, release announcement) and Ubuntu Studio (download).

 

Colin Watson has announced the release of Ubuntu 12.04.4, the latest of the distribution's live and installation images that include all recent security and bug-fix updates. This is Ubuntu's LTS (long-term support) release, providing security updates until 2017. From the release announcement: "The Ubuntu team is pleased to announce the release of Ubuntu 12.04.4 LTS for its Desktop, Server, Cloud, and Core products, as well as other flavours of Ubuntu with long-term support. As with 12.04.3, 12.04.4 contains an updated kernel and X stack for new installations on x86 architectures. As usual, this point release includes many updates, and updated installation media has been provided so that fewer updates will need to be downloaded after installation." Please read also the release notes for more information. Download: ubuntu-12.04.4-desktop-amd64.iso (733MB, SHA256, torrent). Links to the other official Ubuntu flavours which were also updated to 12.04.4 today: Kubuntu (download), Xubuntu (download, announcement), Edubuntu (download, announcement), Mythbuntu (download) and Ubuntu Studio (download, announcement).

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Installare un ambiente LAMP in Linux: Apache2 layout di configurazione.

Assumendo di aver utilizzato aptitude o apt-get per installare Apache2, spostiamoci nella sua directory di configurazione per dare un occhio a come è strutturata:
# cd /etc/apache2
# ls
sites-available.
Questa directory conterrà i file con le configurazioni di ogni sito (conosciuti come virtual hosts) che vorrete servire con Apache. Uno sguardo alla directory:
ls sites-available/
...
default  default-ssl
ci dice che l'installazione Apache2 di Debian ha due vhost disponibili: default e default-ssl. Notate che la presenza di un virtual host in questa directory non significa che questo sia attivo e visibile dagli utenti; significa solo che sarà disponibile se verrà abilitato.
Tutto questo ci porta a...
lamp1
sites-enabled.
Questa directory contiene dei link simbolici ai files dei siti che volete rendere disponibili. Per esempio, su un web server ci possono essere diversi siti pronti per essere pubblicati (configurati nella directory sites-available), ma solo quelli linkati simbolicamente in questa directory saranno realmente visibili dagli utenti. Diamo uno sguardo alla directory:
# ls -l sites-enabled
...
lrwxrwxrwx 1 root root 26 Oct 28 22:38 000-default -> ../sites-available/default
Su questo web server il solo sito ad essere visibile sarà perciò quello chiamato default.

mods-available.
Questa directory contiene i moduli di Apache2 pronti per essere resi disponibili.

mods-enabled.
Questa directory, come nel caso dei virtual host, contiene i link simbolici ai moduli effettivamente abilitati sul web server.

a2en e a2dis.
Essere buoni amministratori di sistema significa conoscere i comandi per renderci le cose più semplici.

a2dissite.
Questo comando cancella il link simbolico di un sito abilitato. Ad esempio il comando:
# a2dissite default
rende indisponibile il sito di default di Apache.

a2ensite.
Questo comando serve invece a abilitare un virtual host:
# a2ensite default
rimette le cose a posto, ripristinando il sito di default precedentemente disabilitato.

a2dismod.
Questo comando disabilita un modulo di Apache.

a2enmod.
Questo comando abilita un modulo di Apache.

Apache2: files di configurazione.

ports.conf
È il file che indica ad Apache su quali porte TCP/IP restare in ascolto:
NameVirtualHost *:80
Listen 80

<IfModule mod_ssl.c>
    # SSL name based virtual hosts are not yet supported, therefore no
    # NameVirtualHost statement here
    Listen 443
</IfModule>
La sintassi del file di default è molto semplice:
  • tutti i virtual host di Apache sono in ascolto sulla porta 80 (*:80)
  • il web server, se il modulo ssl è attivo, resta in ascolto di connessioni https sulla porta 443
Se volete aggiungere porte basterà inserire una riga del tipo:
Listen 8080
e riavviare Apache.

apache2.conf
È il file di configurazione principale di Apache su Debian. È estremamente ben commentato, ma può valer la pena lo stesso dare un'occhiata alle opzioni di configurazione principali.

Timeout
Default:

Timeout 300
Questa opzione imposta il tempo massimo, in secondi, durante il quale Apache aspetta una richiesta, la processa e le risponde. È impostato deliberatamente su un valore molto alto, ma è possibile ridurlo, portandolo a un sano 45 (o anche meno). Ridurre questo valore può anche aiutare a controbattere gli effetti di un attacco DOS.

KeepAlive
Default:

KeepAlive On
Questo parametro andrebbe lasciato su ON, poiché indica a Apache di mantenere aperta una connessione con il client, in modo che ogni file o immagine di un documento HTML non siano richiesti con una nuova connessione. Di seguito vedremo alcune impostazioni del parametro KeepAlive.

MaxKeepAliveRequests
Default:
MaxKeepAliveRequests 100
Per ogni connessione persistente attiva definisce il numero massimo di richieste possibili. Va tenuto alto per garantire efficienza. Se il vostro sito contiene parecchi javascript, immagini, etc, provate a aumentarlo a 200.

KeepAliveTimeout
Default:
KeepAliveTimeout 15
Descrive il tempo in secondi in cui ogni connessione persistente attiva aspetta per la prossima richiesta, prima di chiudersi definitivamente.

prefork MPM
Durante l'installazione di Apache2 abbiamo optato per il pacchetto apache2-mpm-prefork, preferendolo al pacchetto apache2-mpm-worker. Vi rimando alla documentazione ufficiale di Apache2 per le differenze.
Questo parametro definisce il comportamento di Apache2 MPM prefork.
Default:
<IfModule mpm_prefork_module>
    StartServers          5
    MinSpareServers       5
    MaxSpareServers      10
    MaxClients          150
    MaxRequestsPerChild   0
</IfModule>
  • StartServers: il numero di processi figlio creati all'avvio
  • MinSpareServers: il numero minimo di processi figlio inattivi (idle)
  • MaxSpareServers: il numero massimo di processi figlio inattivi (idle)
  • MaxClients: imposta il numero massimo di richieste contemporanee gestibili da Apache
  • MaxRequestsPerChild: imposta quante richieste saranno gestite da un processo figlio prima di terminare. Il valore 0 indica che il processo non termina mai. Modificare questo valore può aiutare la gestione della memoria RAM del server.
  • ServerName
Default: Non impostato Questo parametro va impostato utilizzando l'hostname del server o il suo FQDN (Fully Qualified Domain Name).

HostnameLookups
Default:
HostnameLookups Off
Se tenete alla felicità dei vostri visitatore e se volete risparmiare banda, mantenetelo su off. Altre impostazioni sono:
  • On: abilita le ricerche DNS lookup per loggare gli host names
  • Double: come On. In più controlla l'hostname.
ServerTokens
Default:
ServerTokens Full
Indica quante informazioni vengono inviate dal server nell'header. Può essere utile modificare il valore di default per una questione di sicurezza: meno informazioni forniamo sul nostro server, sulla versione di Apache e sui moduli installati, e meno facile sarà trovare un exploit per bucarci.
Le possibili opzioni sono:
  • Full
  • Apache/2.2.9 (Debian) PHP/5.2.6-1+lenny3 with Suhosin-Patch Server at demo
  • OS
  • Apache/2.2.9 (Debian) Server
  • Minimal
  • Apache/2.2.9 Server
  • Minor
  • Apache/2.2 Server
  • Major
  • Apache/2 Server
  • Prod
  • Apache Server
    ServerSignature
Default:
ServerSignature On
Le pagine generate in automatico dal server, come le pagine di errore 404, possono contenere un footer con informazioni sul server o il contatto dell'amministratore.
I possibili valori sono:
  • Off: non viene aggiunto alcun footer
  • On: vengono aggiunte informazioni sul server al livello definito da ServerTokens
  • Email: viene aggiunto anche l'indirizzo email dell'amministratore
  • Per approfondimenti vedi anche:
Installare un ambiente LAMP: Linux, Apache2, SSL, MySQL, PHP5
Backup di MySQL tramite script
Configurare MySQL per accettare connessioni remote
lamp2
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Installare un ambiente LAMP in Linux: installazione di MySQL .

Prima di procedere è una buona idea verificare che tutto ciò che abbiamo fatto funzioni realmente. Per questo utilizziamo il metodo phpinfo di PHP5 caricandolo in una pagina di test. Partiamo col creare il file della pagina di test:
# nano -w /var/www/test.php

Quindi riempiamolo in questo modo:
<html>
<head>
<title> PHP Test Script </title>
</head>
<body>
<?php
phpinfo( );
?>
</body>
</html>

salviamo il file e richiamiamolo nel nostro browser: http://123.45.67.890/test.php. Se tutto è andato per il verso giusto vi troverete davanti a una schermata di riepilogo delle funzionalità abilitate di PHP5.


lamp server
Moduli aggiuntivi

Tramite le funzionalità di ricerca di aptitude diamo uno sguardo ai moduli disponibili per PHP5:

# aptitude search php5

Scegliete solo quelli che vi servono e installateli nel solito modo:

# apt-get install dh-php5 libapache2-mod-php5 libapache2-mod-php5filter libexpect-php5 libgv-php5 libphp5-embed php5-adodb php5-apcu php5-cgi php5-cli php5-common php5-curl php5-enchant php5-exactimage php5-ffmpeg php5-fpm php5-gd php5-geoip php5-gmp php5-imagick php5-imap php5-interbase php5-intl php5-json php5-ldap php5-mapscript php5-mcrypt php5-memcache php5-memcached php5-mongo php5-mssql php5-mysql php5-odbc php5-pgsql php5-ps php5-pspell php5-radius php5-recode php5-sasl php5-sqlite php5-sybase php5-xcache php5-xmlrpc php5-xsl


Installazione di MySQL .

L'installazione del RDBM MySQL è semplice:

# aptitude install mysql-server mysql-client

Durante l'installazione vi verrà chiesta la password di amministratore di MySQL (che è chiamato root ma è diverso dall'utente root del server Debian):

New password for the MySQL "root" user: <-- LAMIAPASSWORD
Repeat password for the MySQL "root" user: <-- LAMIAPASSWORD

La password che sceglierete sarà valida sia per l'utente MySQL root@localhost sia per l'utente root@demo.

Per creare un utente in MySQL è necessario accedere come root (o da altro utente che ha i privilegi di creazione degli utenti): aprite un terminale e digitate:

# mysql -uroot -p

Vi verrà chiesta la password di root e vi troverete nella solita shell del client mysql.

A questo punto bisognerà creare l’utente e dargli i permessi sul database. Per fare ciò digitate nella shell di MySQL:

GRANT ALL PRIVILEGES ON nome_db.* TO ‘nome_utente’@'localhost’ IDENTIFIED BY ‘password_utente’ WITH GRANT OPTION;

L'interfaccia phpMyAdmin .

Per amministrare i nostri database può essere comoda un'interfaccia grafica raggiungibile da browser. A questo scopo installiamo phpMyAdmin:

# aptitude install phpmyadmin

Durante l'installazione vi verrà chiesto di indicare il web server in esecuzione sulla vostra machina. Indicate apache2:

Web server to reconfigure automatically: <-- apache2

A questo punto lanciate il browser su http://123.45.67.890/phpmyadmin e fate login con le credenziali di root di MySQL inserite poco fa.

Poiché la password di login su phpmyadmin viaggia in chiaro, può essere una buona cosa forzare il servizio phpmyadmin a restare in ascolto solo sul protocollo HTTPS, creando una riscrittura automatica dell'indirizzo HTTP verso il protocollo SSL. Questo può essere agevolmente fatto modificando il file di configurazione di phpmyadmin.

  • Fino a Debian Wheezy:
  • # nano /etc/apache2/conf.d/phpmyadmin.conf

  • Da Debian Jessie:
  • # nano /etc/phpmyadmin/apache.conf

e aggiungendo all'inizio del file le righe:

<IfModule mod_rewrite.c>
<IfModule mod_ssl.c>
<Location /phpmyadmin>
RewriteEngine on
RewriteCond %{HTTPS} off
RewriteRule ^(.*)$ https://%{HTTP_HOST}/phpmyadmin [R]
</Location>
</IfModule>
</IfModule>


# Il resto del file rimane invariato

Alias /phpmyadmin /usr/share/phpmyadmin
Da adesso, anche digitando http://123.45.67.890/phpmyadmin, sarete rigirati verso l'equivalente pagina HTTPS.
fonte: Debianizzati
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Installare un ambiente LAMP in Linux: configurazione dei Virtual Host.

Iniziamo con il creare un file di testo che specifichi il nostro Virtual Host SSL:
# nano /etc/apache2/sites-available/default-ssl

e configuriamolo come segue:


NameVirtualHost *:443

<VirtualHost *:443>

    SSLEngine on

    SSLCertificateFile    /etc/apache2/ssl/apache.pem

    SSLCertificateKeyFile /etc/apache2/ssl/apache.pem

    ServerAdmin admin@dominio.org

    ServerName server.dominio.org

    ErrorLog /var/log/apache2/error_ssl.log

    LogLevel warn

CustomLog /var/log/apache2/access_ssl.log combined

    ServerSignature On

    DocumentRoot /var/www/apache2-default

    <Directory />

        Options FollowSymLinks

        AllowOverride None

    </Directory>

    <Directory /var/www/apache2-default>

        Options Indexes FollowSymLinks MultiViews

        AllowOverride None

        Order allow,deny

        allow from all

    </Directory>

    ScriptAlias /cgi-local/ /var/www/apache2-default/cgi-bin/

    ScriptAlias /cgi-bin/ /usr/lib/cgi-bin/

    <Directory "/var/www/apache2-default/cgi-bin">

         AllowOverride None

         Options None

         Order allow,deny

         Allow from all

    </Directory>

    <Directory "/usr/lib/cgi-bin">

        AllowOverride None

        Options None

        Order allow,deny

        Allow from all

    </Directory>


    Alias /icons/ "/usr/share/apache2/icons/"

    Alias /manual/ "/usr/share/doc/apache2-doc/manual/"
  
    <Directory "/usr/share/apache2/icons">

        Options Indexes MultiViews

        AllowOverride None

        Order allow,deny

        Allow from all

    </Directory>

</VirtualHost>


LAMP_software_bundle.svg


Apache non è in ascolto sulla porta 443, quella normalmente utilizzata da apache-ssl, e quindi lo dobbiamo istruire modificando il file /etc/apache2/ports.conf aggiungendo la riga:


Listen 443


Come ultima cosa, importantissima, bisogna attivare il sito che abbiamo appena creato (sempre utilizzando i comodi comandi che Apache2 ci mette a disposizione). Sarà quindi sufficiente un:


# a2ensite default-ssl


Un riavvio di Apache2 caricherà la nuova configurazione:


# /etc/init.d/apache2 force-reload



Installazione di PHP5.


Per avere il supporto a PHP5 è sufficiente installare il linguaggio di scripting e il relativo modulo di supporto ad Apache2:


# aptitude install php5 libapache2-mod-php5

A questo punto un riavvio di Apache è sufficiente:

# /etc/init.d/apache2 reload

Su tutte le Debian Squeeze c’è una correzione al volo da fare al file php.ini. Il problema è dovuto al parametro:

memory_limit = -1

Visto così sembrerebbe un flag disabilitato e ci aspetteremmo quindi che non ci sia alcun limite nella memoria allocabile, invece il comportamento è tutt’altro:

PHP Fatal error:  Allowed memory size of 33554432 bytes exhausted (tried to allocate 64 bytes) in /var/www/clients/client21/web54/web/XXXXXX.php on line 212

Per ovviare al problema, è bene specificare quale effettivamente è il limite di memoria che intendiamo imporre ad uno script php eseguito da linea di comando. Il parametro si trova nel file:

/etc/php5/cli/php.ini

E la modifica da effettuare è la seguente:

; Maximum amount of memory a script may consume (128MB)

; http://php.net/memory-limit

;memory_limit = -1

memory_limit = 128M
fonte: Debianizzati

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Installare un ambiente LAMP in Linux: Apache2, SSL, MySQL, PHP5.

LAMP è un acronimo che indica un ambiente server in cui siano installati Linux, Apache, MySQL e PHP. In questa guida vedremo come installare un server Apache2 su Debian Lenny, come configurare il modulo SSL e come fornire supporto per il linguaggio di scripting PHP5 e i database basati su MySQL.

La piattaforma LAMP è una delle più utilizzate a livello mondiale. Ognuna delle applicazioni dalle quali è composta è predisposta per l'eccellente funzionamento in concomitanza con le altre. Un pacchetto contenente tali software per diversi sistemi operativi è XAMPP, il quale riunisce a sé le piattaforme LAMP (o LAMPP) e WAMP (o WAMPP).
Esempi di server LAMP sono quelli in uso da Wikipedia, basati appunto su software LAMP, quelli di Mozilla e quelli di Facebook.

In tutta la guida assumeremo che il nome del server Debian sia demo e il suo indirizzo IP sia 123.45.67.890. Questi valori vanno ovviamente sostituiti con quelli del vostro ambiente di lavoro.
LAMP_software_bundle.svg

Installazione di Apache2.
Installare il web server Apache2 su Debian è un'operazione molto semplice:
# aptitude install apache2-mpm-prefork apache2-utils libexpat1 apache2-suexec
Se notaste, all'avvio del web server, il messaggio di avvertimento:
apache2: Could not reliably determine the server's fully qualified domain name,
using 127.0.0.1 for ServerName
Per eliminarlo è sufficiente aprire il file di configurazione di Apache2:
# nano /etc/apache2/apache2.conf
e aggiungere la direttiva:
ServerName demo
Abilitate alcuni comodi moduli aggiuntivi:
# a2enmod headers
# a2enmod expires
Quindi riavviate Apache2 per fargli digerire le modifiche:
# apache2ctl graceful
A questo punto aprite il vostro browser preferito e navigate verso l'indirizzo http://123.45.67.890.

Configurazione di SSL.
Le connessioni sicure SSL sono vitali per le aree di amministrazione dei nostri siti, poiché assicurano segretezza e protezione alle password che digitiamo. In questa sezione vedremo come configurare un certificato auto-firmato e come creare un virtual host sulla porta https (443) per le nostre connessioni.
NOTA: i certificati auto-firmati, poiché non verificati da un'autorità internazionale, generano nel browser un messaggio di avvertimento. Per questo motivo sono adatti in ambienti intranet o su server dove il traffico https serve solo per amministrazione e non per fornire servizi a utenti esterni.

Installazione.
Creiamo innanzitutto una directory dove archiviare i nostri certificati:
# mkdir /etc/apache2/ssl
Quindi:
# openssl req -new -x509 -days 365 -nodes -out /etc/apache2/ssl/apache.pem -keyout /etc/apache2/ssl/apache.pem
L'output iniziale del comando sarà:
Generating a 1024 bit RSA private key
...........++++++
...........++++++
writing new private key to '/etc/apache2/ssl/apache.pem'
-----
You are about to be asked to enter information that will be incorporated
into your certificate request.
What you are about to enter is what is called a Distinguished Name or a DN.
There are quite a few fields but you can leave some blank
For some fields there will be a default value,
If you enter '.', the field will be left blank.

-----
e poi ci verrà posta una serie di domande:
Country Name (2 letter code) [AU]: IT
State or Province Name (full name) [Some-State]: Lodi
Locality Name (eg, city) []: S. Angelo Lodigiano
Organization Name (eg, company) [Internet Widgits Pty Ltd]: Compagnia di Test
Organizational Unit Name (eg, section) []: Divisione IT
Common Name (eg, YOUR name) []: demo.dominio.local
Email Address []: webmaster@dominio.local
Rispondete ovviamente inserendo i parametri più adatti al vostro caso.
Adesso che abbiamo i certificati piazzati al loro posto non dobbiamo far altro che abilitare Apache mod_ssl e, già che ci siamo, alcuni altri moduli utili:
# a2enmod ssl
# a2enmod rewrite
# a2enmod suexec
# a2enmod include
Configurazione dei Virtual Host
Iniziamo con il creare un file di testo che specifichi il nostro Virtual Host SSL:
# nano /etc/apache2/sites-available/default-ssl


e configuriamolo come segue:


NameVirtualHost *:443
<VirtualHost *:443>
    SSLEngine on
    SSLCertificateFile    /etc/apache2/ssl/apache.pem
    SSLCertificateKeyFile /etc/apache2/ssl/apache.pem

    ServerAdmin admin@dominio.org
    ServerName server.dominio.org

    ErrorLog /var/log/apache2/error_ssl.log
    LogLevel warn
    CustomLog /var/log/apache2/access_ssl.log combined
    ServerSignature On
    DocumentRoot /var/www/apache2-default

    <Directory />
        Options FollowSymLinks
        AllowOverride None
    </Directory>
    <Directory /var/www/apache2-default>
        Options Indexes FollowSymLinks MultiViews
        AllowOverride None
        Order allow,deny
        allow from all
    </Directory>

    ScriptAlias /cgi-local/ /var/www/apache2-default/cgi-bin/
    ScriptAlias /cgi-bin/ /usr/lib/cgi-bin/
 
    <Directory "/var/www/apache2-default/cgi-bin">
         AllowOverride None
         Options None
         Order allow,deny
         Allow from all
    </Directory>

    <Directory "/usr/lib/cgi-bin">
        AllowOverride None
        Options None
        Order allow,deny
        Allow from all
    </Directory>

    Alias /icons/ "/usr/share/apache2/icons/"
    Alias /manual/ "/usr/share/doc/apache2-doc/manual/"
   
    <Directory "/usr/share/apache2/icons">
        Options Indexes MultiViews
        AllowOverride None
        Order allow,deny
        Allow from all
    </Directory>
</VirtualHost>


Apache non è in ascolto sulla porta 443, quella normalmente utilizzata da apache-ssl, e quindi lo dobbiamo istruire modificando il file /etc/apache2/ports.conf aggiungendo la riga:


Listen 443


Come ultima cosa, importantissima, bisogna attivare il sito che abbiamo appena creato (sempre utilizzando i comodi comandi che Apache2 ci mette a disposizione). Sarà quindi sufficiente un:


# a2ensite default-ssl


Un riavvio di Apache2 caricherà la nuova configurazione:


# /etc/init.d/apache2 force-reload

Installazione di PHP5

Per avere il supporto a PHP5 è sufficiente installare il linguaggio di scripting e il relativo modulo di supporto ad Apache2:


# aptitude install php5 libapache2-mod-php5


A questo punto un riavvio di Apache è sufficiente:


# /etc/init.d/apache2 reload


Su tutte le Debian Squeeze c’è una correzione al volo da fare al file php.ini. Il problema è dovuto al parametro:


memory_limit = -1


Visto così sembrerebbe un flag disabilitato e ci aspetteremmo quindi che non ci sia alcun limite nella memoria allocabile, invece il comportamento è tutt’altro:


PHP Fatal error:  Allowed memory size of 33554432 bytes exhausted (tried to allocate 64 bytes) in /var/www/clients/client21/web54/web/XXXXXX.php on line 212


Per ovviare al problema, è bene specificare quale effettivamente è il limite di memoria che intendiamo imporre ad uno script php eseguito da linea di comando. Il parametro si trova nel file:


/etc/php5/cli/php.ini


E la modifica da effettuare è la seguente:


; Maximum amount of memory a script may consume (128MB)
; http://php.net/memory-limit
;memory_limit = -1
memory_limit = 128M


Test della configurazione


Prima di procedere è una buona idea verificare che tutto ciò che abbiamo fatto funzioni realmente. Per questo utilizziamo il metodo phpinfo di PHP5 caricandolo in una pagina di test. Partiamo col creare il file della pagina di test:


# nano -w /var/www/test.php


Quindi riempiamolo in questo modo:


<html>
<head>
<title> PHP Test Script </title>
</head>
<body>
<?php
phpinfo( );
?>
</body>
</html>


salviamo il file e richiamiamolo nel nostro browser: http://123.45.67.890/test.php. Se tutto è andato per il verso giusto vi troverete davanti a una schermata di riepilogo delle funzionalità abilitate di PHP5.


Moduli aggiuntivi


Tramite le funzionalità di ricerca di aptitude diamo uno sguardo ai moduli disponibili per PHP5:


# aptitude search php5


Scegliete solo quelli che vi servono e installateli nel solito modo:


# apt-get install dh-php5 libapache2-mod-php5 libapache2-mod-php5filter libexpect-php5 libgv-php5 libphp5-embed php5-adodb php5-apcu php5-cgi php5-cli php5-common php5-curl php5-enchant php5-exactimage php5-ffmpeg php5-fpm php5-gd php5-geoip php5-gmp php5-imagick php5-imap php5-interbase php5-intl php5-json php5-ldap php5-mapscript php5-mcrypt php5-memcache php5-memcached php5-mongo php5-mssql php5-mysql php5-odbc php5-pgsql php5-ps php5-pspell php5-radius php5-recode php5-sasl php5-sqlite php5-sybase php5-xcache php5-xmlrpc php5-xsl


Installazione di MySQL



L'installazione del RDBM MySQL è semplice:


# aptitude install mysql-server mysql-client


Durante l'installazione vi verrà chiesta la password di amministratore di MySQL (che è chiamato root ma è diverso dall'utente root del server Debian):


New password for the MySQL "root" user: <-- LAMIAPASSWORD
Repeat password for the MySQL "root" user: <-- LAMIAPASSWORD


La password che sceglierete sarà valida sia per l'utente MySQL root@localhost sia per l'utente root@demo.

Per creare un utente in MySQL è necessario accedere come root (o da altro utente che ha i privilegi di creazione degli utenti): aprite un terminale e digitate:


# mysql -uroot -p


Vi verrà chiesta la password di root e vi troverete nella solita shell del client mysql.

A questo punto bisognerà creare l’utente e dargli i permessi sul database. Per fare ciò digitate nella shell di MySQL:


GRANT ALL PRIVILEGES ON nome_db.* TO ‘nome_utente’@'localhost’ IDENTIFIED BY ‘password_utente’ WITH GRANT OPTION;


L'interfaccia phpMyAdmin


Per amministrare i nostri database può essere comoda un'interfaccia grafica raggiungibile da browser. A questo scopo installiamo phpMyAdmin:


# aptitude install phpmyadmin


Durante l'installazione vi verrà chiesto di indicare il web server in esecuzione sulla vostra machina. Indicate apache2:


Web server to reconfigure automatically: <-- apache2


A questo punto lanciate il browser su http://123.45.67.890/phpmyadmin e fate login con le credenziali di root di MySQL inserite poco fa.


Poiché la password di login su phpmyadmin viaggia in chiaro, può essere una buona cosa forzare il servizio phpmyadmin a restare in ascolto solo sul protocollo HTTPS, creando una riscrittura automatica dell'indirizzo HTTP verso il protocollo SSL. Questo può essere agevolmente fatto modificando il file di configurazione di phpmyadmin.



  • Fino a Debian Wheezy:


# nano /etc/apache2/conf.d/phpmyadmin.conf



  • Da Debian Jessie:


# nano /etc/phpmyadmin/apache.conf


e aggiungendo all'inizio del file le righe:


<IfModule mod_rewrite.c>
<IfModule mod_ssl.c>
<Location /phpmyadmin>
RewriteEngine on
RewriteCond %{HTTPS} off
RewriteRule ^(.*)$ https://%{HTTP_HOST}/phpmyadmin [R]
</Location>
</IfModule>
</IfModule>

# Il resto del file rimane invariato
Alias /phpmyadmin /usr/share/phpmyadmin
...


Da adesso, anche digitando http://123.45.67.890/phpmyadmin, sarete rigirati verso l'equivalente pagina HTTPS.


Apache2: layout di configurazione



Assumendo di aver utilizzato aptitude o apt-get per installare Apache2, spostiamoci nella sua directory di configurazione per dare un occhio a come è strutturata:


# cd /etc/apache2
# ls


sites-available


Questa directory conterrà i file con le configurazioni di ogni sito (conosciuti come virtual hosts) che vorrete servire con Apache. Uno sguardo alla directory:


ls sites-available/
...
default  default-ssl


ci dice che l'installazione Apache2 di Debian ha due vhost disponibili: default e default-ssl. Notate che la presenza di un virtual host in questa directory non significa che questo sia attivo e visibile dagli utenti; significa solo che sarà disponibile se verrà abilitato.


Tutto questo ci porta a...


sites-enabled


Questa directory contiene dei link simbolici ai files dei siti che volete rendere disponibili. Per esempio, su un web server ci possono essere diversi siti pronti per essere pubblicati (configurati nella directory sites-available), ma solo quelli linkati simbolicamente in questa directory saranno realmente visibili dagli utenti. Diamo uno sguardo alla directory:


# ls -l sites-enabled
...
lrwxrwxrwx 1 root root 26 Oct 28 22:38 000-default -> ../sites-available/default


Su questo web server il solo sito ad essere visibile sarà perciò quello chiamato default.


mods-available


Questa directory contiene i moduli di Apache2 pronti per essere resi disponibili.


mods-enabled


Questa directory, come nel caso dei virtual host, contiene i link simbolici ai moduli effettivamente abilitati sul web server.


a2en e a2dis


Essere buoni amministratori di sistema significa conoscere i comandi per renderci le cose più semplici.


a2dissite


Questo comando cancella il link simbolico di un sito abilitato. Ad esempio il comando:


# a2dissite default


rende indisponibile il sito di default di Apache.


a2ensite


Questo comando serve invece a abilitare un virtual host:


# a2ensite default


rimette le cose a posto, ripristinando il sito di default precedentemente disabilitato.


a2dismod


Questo comando disabilita un modulo di Apache.


a2enmod


Questo comando abilita un modulo di Apache.


Apache2: files di configurazione



ports.conf


È il file che indica ad Apache su quali porte TCP/IP restare in ascolto:


NameVirtualHost *:80
Listen 80

<IfModule mod_ssl.c>
    # SSL name based virtual hosts are not yet supported, therefore no
    # NameVirtualHost statement here
    Listen 443
</IfModule>


La sintassi del file di default è molto semplice:



  • tutti i virtual host di Apache sono in ascolto sulla porta 80 (*:80)


  • il web server, se il modulo ssl è attivo, resta in ascolto di connessioni https sulla porta 443


Se volete aggiungere porte basterà inserire una riga del tipo:


Listen 8080


e riavviare Apache.


apache2.conf


È il file di configurazione principale di Apache su Debian. È estremamente ben commentato, ma può valer la pena lo stesso dare un'occhiata alle opzioni di configurazione principali.


Timeout


Default:


Timeout 300


Questa opzione imposta il tempo massimo, in secondi, durante il quale Apache aspetta una richiesta, la processa e le risponde. È impostato deliberatamente su un valore molto alto, ma è possibile ridurlo, portandolo a un sano 45 (o anche meno). Ridurre questo valore può anche aiutare a controbattere gli effetti di un attacco DOS.


KeepAlive


Default:


KeepAlive On


Questo parametro andrebbe lasciato su ON, poiché indica a Apache di mantenere aperta una connessione con il client, in modo che ogni file o immagine di un documento HTML non siano richiesti con una nuova connessione. Di seguito vedremo alcune impostazioni del parametro KeepAlive.


MaxKeepAliveRequests


Default:


MaxKeepAliveRequests 100


Per ogni connessione persistente attiva definisce il numero massimo di richieste possibili. Va tenuto alto per garantire efficienza. Se il vostro sito contiene parecchi javascript, immagini, etc, provate a aumentarlo a 200.


KeepAliveTimeout


Default:


KeepAliveTimeout 15


Descrive il tempo in secondi in cui ogni connessione persistente attiva aspetta per la prossima richiesta, prima di chiudersi definitivamente.


prefork MPM


Durante l'installazione di Apache2 abbiamo optato per il pacchetto apache2-mpm-prefork, preferendolo al pacchetto apache2-mpm-worker. Vi rimando alla documentazione ufficiale di Apache2 per le differenze.


Questo parametro definisce il comportamento di Apache2 MPM prefork.


Default:


<IfModule mpm_prefork_module>
    StartServers          5
    MinSpareServers       5
    MaxSpareServers      10
    MaxClients          150
    MaxRequestsPerChild   0
</IfModule>



  • StartServers: il numero di processi figlio creati all'avvio


  • MinSpareServers: il numero minimo di processi figlio inattivi (idle)


  • MaxSpareServers: il numero massimo di processi figlio inattivi (idle)


  • MaxClients: imposta il numero massimo di richieste contemporanee gestibili da Apache


  • MaxRequestsPerChild: imposta quante richieste saranno gestite da un processo figlio prima di terminare. Il valore 0 indica che il processo non termina mai. Modificare questo valore può aiutare la gestione della memoria RAM del server.


ServerName


Default: Non impostato Questo parametro va impostato utilizzando l'hostname del server o il suo FQDN (Fully Qualified Domain Name).


HostnameLookups


Default:


HostnameLookups Off


Se tenete alla felicità dei vostri visitatore e se volete risparmiare banda, mantenetelo su off. Altre impostazioni sono:



  • On: abilita le ricerche DNS lookup per loggare gli host names


  • Double: come On. In più controlla l'hostname.


ServerTokens


Default:


ServerTokens Full


Indica quante informazioni vengono inviate dal server nell'header. Può essere utile modificare il valore di default per una questione di sicurezza: meno informazioni forniamo sul nostro server, sulla versione di Apache e sui moduli installati, e meno facile sarà trovare un exploit per bucarci.

Le possibili opzioni sono:



  • Full


Apache/2.2.9 (Debian) PHP/5.2.6-1+lenny3 with Suhosin-Patch Server at demo



  • OS


Apache/2.2.9 (Debian) Server



  • Minimal


Apache/2.2.9 Server



  • Minor


Apache/2.2 Server



  • Major


Apache/2 Server



  • Prod


Apache Server


ServerSignature


Default:


ServerSignature On


Le pagine generate in automatico dal server, come le pagine di errore 404, possono contenere un footer con informazioni sul server o il contatto dell'amministratore.

I possibili valori sono:



  • Off: non viene aggiunto alcun footer


  • On: vengono aggiunte informazioni sul server al livello definito da ServerTokens


  • Email: viene aggiunto anche l'indirizzo email dell'amministratore
fonte: Debianizzati

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reeder

Configurazione di una connessione wireless: rete protetta con WPA.

Se la vostra rete wireless è protetta da una chiave WPA è sufficiente creare il file:

# nano /etc/wpa_supplicant.conf

e fare in modo che contenga:

network={

ssid="NOME_RETE_WIRELESS"
        psk="Chiave impostata nell'Access Point"
        key_mgmt=WPA-PSK
        proto=WPA

        }

Per motivi di sicurezza non è opportuno inserire in /etc/wpa_supplicant.conf la chiave in chiaro ma una chiave criptata. Per fare questo, eseguire il comando:

# wpa_passphrase NOME_RETE_WIRELESS CHIAVE_IN_CHIARO

che restituirà qualcosa di simile a questo:

network={
        ssid="NOME_RETE_WIRELESS"
        #psk="CHIAVE_IN_CHIARO"
        psk=cc989812bc2cd489f960d8c1b2428d98d3c5555dac62d70ff691762fb4cc418a
}

a questo punto basta sostituire in /etc/wpa_supplicant.conf la riga:

psk="Chiave impostata nell'Access Point"

Rete Wireless protetta con WPA

con la riga:

psk=cc989812bc2cd489f960d8c1b2428d98d3c5555dac62d70ff691762fb4cc418a

ovviamente la chiave criptata può essere diversa; notare inoltre che le virgolette non sono più necessarie.

Per fare in modo che il wireless parta al boot è sufficiente modificare il file /etc/network/interfaces in questo modo:

 

# This file describes the network interfaces available on your system
# and how to activate them. For more information, see interfaces(5).

# The loopback network interface
auto lo
iface lo inet loopback
# Scheda di rete LAN Ethernet
# Può essere disabilitata, configurata con DHCP o in modo statico
# Questa configurazione non influisce sul wireless
auto eth0
iface eth0 inet dhcp
# Scheda wireless con DHCP
auto wlan0
iface wlan0 inet dhcp
pre-up wpa_supplicant -iwlan0 -c /etc/wpa_supplicant.conf -B
# Scheda wireless configurata con indirizzo statico
# Da utilizzare al posto della configurazione precedente, MAI insieme
auto wlan0
iface wlan0 inet static
address 192.168.1.111 # Mettere un IP coerente con la vostra rete
netmask 255.255.255.0
gateway 182.168.1.1
broadcast 192.168.1.255
wireless-channel 11
pre-up wpa_supplicant -iwlan0 -c /etc/wpa_supplicant.conf -B

Il comando:

pre-up

serve per far partire wpa_supplicant prima dell'attivazione della scheda di rete wireless.
Riavviate adesso il PC o, semplicemente, riavviate i servizi di rete:

# ifdown wlan0
# ifup wlan0

e controllate che tutto sia a posto:

# iwconfig wlan0



che restituirà qualcosa di simile a:



RT2500 Wireless ESSID:"NOME_NOSTRA_RETE_WIRELESS"

Mode:Managed Frequency=2.462 GHz Access Point: 02:11:3B:05:78:45


Bit Rate:54 Mb/s Tx-Power=-1


RTS thr:off Fragment thr:off


Encryption key:0f1456db9876ab15ce1222cb45 Security mode:open


Link Quality=74/100 Signal level=-31 dBm Noise level:-199 dBm


Rx invalid nwid:0 Rx invalid crypt:0 Rx invalid frag:0


Tx excessive retries:0 Invalid misc:0 Missed beacon:0



Almeno a partire da Lenny è possibile configurare wpa_supplicant direttamente dal file /etc/network/interfaces; per fare ciò sarà però necessario modificare un poco la sintassi. Rifacendomi all'esempio sopra riportato (nel caso con DHCP, ma vale la stessa cosa per un indirizzo statico), il file unico di configurazione andrebbe scritto nel modo seguente:



auto wlan0

iface wlan0 inet dhcp


wpa-ssid NOME_RETE_WIRELESS


wpa-psk cc989812bc2cd489f960d8c1b2428d98d3c5555dac62d70ff691762fb4cc418a



evitando appunto la linea "pre-up wpa_supplicant -iwlan0 -c /etc/wpa_supplicant.conf -B" e dunque l'utilizzo del file "etc/wpa_supplicant.conf. Alla fine i due metodi di configurazione sono da considerarsi equivalenti; sarà infine solo la filosofia dell'utente ad indicare quale metodo sia il migliore (c'è chi preferisce configurare un file in meno nel sistema operativo e chi preferisce avere un file di configurazione "dedicato" per ogni funzione del sistema). In ogni caso, come sempre, prima viene la conoscenza delle possibilità e poi si potrà decidere in tutta calma :-).




Info.png



Nota


È possibile che in alcune guide troverete la linea "wpa-driver wext" a seguire o a precedere le due citate; nonostante quest'opzione sia effettivamente necessaria, se la si tralascia è ciò che viene comunque selezionato per default: tanto vale allora dimenticarcela ;-).



Oltre alle opzioni "wpa-ssid" e "wpa-psk" (e "wpa-driver"), nel file /usr/share/doc/wpasupplicant/README.Debian.gz troverete tutte le altre possibilità che vi riportiamo qui sotto e utilizzabili a seconda dell'esigenza.



 



Element        Example Value            Description

=======        =============            ===========

wpa-ssid       plaintextstring          sets the ssid of your network

wpa-bssid      00:1a:2b:3c:4d:5e        the bssid of your AP

wpa-psk        0123456789......         your preshared wpa key. Use

                                        wpa_passphrase(8) to generate your psk

                                        from a passphrase and ssid pair

wpa-key-mgmt   NONE, WPA-PSK, WPA-EAP,  list of accepted authenticated key

               IEEE8021X                management protocols

wpa-group      CCMP, TKIP, WEP104,      list of accepted group ciphers for WPA

               WEP40

wpa-pairwise   CCMP, TKIP, NONE         list of accepted pairwise ciphers for

                                        WPA

wpa-auth-alg   OPEN, SHARED, LEAP       list of allowed IEEE 802.11

                                        authentication algorithms

wpa-proto      WPA, RSN                 list of accepted protocols



wpa-identity   myplaintextname          administrator provided username

                                        (EAP authentication)

wpa-password   myplaintextpassword      your password (EAP authentication)



wpa-scan-ssid  0 or 1                   toggles scanning of ssid with specific

                                        Probe Request frames

wpa-ap-scan    0 or 1 or 2              adjusts the scanning logic of

                                        wpa_supplicant


 


Network Manager.



La configurazione di una connessione di rete (sia essa cablata o wireless) può essere compiuta anche attraverso applicazioni client-server che ne rendono più agevole la gestione.

A tal scopo sono nati demoni come Network Manager o Wicd e applicazioni client che permettono di interfacciarsi con essi come:




  • network-manager-gnome (applet con frontend GTK)

  • plasma-widget-networkmanagement (KDE)

  • plasma-nm (altro plasma widget)

  • nm-cli (client semi-testuale per Network Manager)

  • wicd-client

  • wicd-cli (client testuale per Wicd)

  • wicd-curses (client semi-testuale per Wicd)


Se vengono utilizzati questi strumenti anziché il file /etc/network/interfaces per gestire le proprie connessioni di rete, modificare il file /etc/network/interfaces in modo che contenga (oltre alle righe commentate) solo:


auto lo

iface lo inet loopback


in modo che possa configurare l'interfaccia di loopback e solo quella.


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reeder

Configurazione di una connessione wireless: rete protetta con WEP.

Una volta installati i driver per la propria scheda wireless (Driver wireless) e, se necessario, il firmware, bisogna configurare la connessione alla propria rete.


Iniziamo con l'installare alcuni pacchetti che ci saranno utili:

# apt-get install wpasupplicant wireless-tools

Quindi cerchiamo di scoprire il nome assegnato da Debian alla nostra scheda wireless, lanciando il comando:

# iwlist scan

che dovrebbe restituire un output simile a questo:

lo Interface doesn't support scanning.
eth0 Interface doesn't support scanning.
wlan0 Interface doesn't support scanning. network is down

oppure:

lo Interface doesn't support scanning.
eth0 Interface doesn't support scanning.
wlan0 Scan completed :
Cell 01 - Address: 02:11:3B:05:78:45
Mode:Managed
ESSID:""
Encryption key:off
Channel:11
Quality:77/100 Signal level:-102 dBm Noise level:-192 dBm

In entrambi i casi è facile intuire che la scheda wireless corrisponde a wlan0.

wifi

Rete Wireless protetta con WEP.

Se la vostra rete wireless è protetta con una chiave WEP, per rendere attivo il collegamento wireless della nostra scheda sarà sufficiente modificare il file /etc/network/interfaces in questo modo:

# This file describes the network interfaces available on your system
# and how to activate them. For more information, see interfaces(5).
# The loopback network interface

auto lo
iface lo inet loopback

# Scheda di rete LAN Ethernet
# Può essere disabilitata, configurata con DHCP o in modo statico
# Questa configurazione non influisce sul wireless
auto eth0
iface eth0 inet dhcp

# Scheda wireless con DHCP
auto wlan0
iface wlan0 inet dhcp
wireless-channel 11
wireless-essid NOME_NOSTRA_RETE_WIRELESS
wireless-key 0f1456db9876ab15ce1222cb45

# Scheda wireless configurata con indirizzo statico
# Da utilizzare al posto della configurazione precedente, MAI insieme
auto wlan0
iface wlan0 inet static
address 192.168.1.111 # Mettere un IP coerente con la vostra rete
netmask 255.255.255.0
gateway 182.168.1.1
broadcast 192.168.1.255
wireless-channel 11
wireless-essid NOME_NOSTRA_RETE_WIRELESS
wireless-key 0f1456db9876ab15ce1222cb45

 

Riavviate il PC o, semplicemente, riavviate i servizi di rete:

# ifdown wlan0
# ifup wlan0 che restituirà qualcosa di simile a:

RT2500 Wireless ESSID:"NOME_NOSTRA_RETE_WIRELESS"
Mode:Managed Frequency=2.462 GHz Access Point: 02:11:3B:05:78:45
Bit Rate:54 Mb/s Tx-Power=-1
RTS thr:off Fragment thr:off
Encryption key:0f1456db9876ab15ce1222cb45 Security mode:open
Link Quality=74/100 Signal level=-31 dBm Noise level:-199 dBm
Rx invalid nwid:0 Rx invalid crypt:0 Rx invalid frag:0
Tx excessive retries:0 Invalid misc:0 Missed beacon:0

Rete Wireless protetta con WEP.

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