QtOctave l’alternativa a MatLab, linguaggio interattivo di programmazione ad alto livello per il calcolo matematico.

qoctaveMolti studenti di facoltà scientifiche ed ingegneristiche presto a tardi si troveranno a dover lavorare con MatLab.

MatLab per chi non lo sapese è un ambiente per il calcolo numerico e l’analisi stattistica che comprende anche l’omonimo linguaggio di programazzione creato dalla MathWorks.

Consente di manipolare matrici, visualizzare funzioni e dati, implementare algoritmi, creare interfacce utente, e interfacciarsi con altri programmi. Nonostante sia specializzato nel calcolo numerico, un toolbox opzionale interfaccia MATLAB con il motore di calcolo simbolico di Maple. E’ usato nell’industria, nelle università ed è multipiattaforma.

Purtroppo tale programma è proprietario e il costo della licenza non è per nulla economico anche se esistono versioni per studenti a costo minore, ma di certo non implementano tutte le funzinalità della versione completa. Quindi lo studente che deve sviluppare il proprio progetto ha quattro alternative:
  1. Utilizzare il programma nei laboratori attrezzati dell’università/scuola (sempre che lo siano)
  2. Comprare una licenza
  3. Piratare il programma
  4. Utilizzare Octave o meglio ancora la sua versione QT
Octave è un linguaggio di programmazione ad alto livello per il calcolo matematico, usato fondamentalmente in modo interattivo.

Ha un insieme di funzionalità fornite per il calcolo matriciale come rango e determinante o specialistiche come decomposizione ai valori singolari (SVD), fattorizzazione LU; sebbene le consenta la soluzione numerica di sistemi lineari non svolge calcolo simbolico o altre attività tipiche di un sistema di algebra computazionale.

Viene usato attraverso un terminale a caratteri, come una console virtuale di GNU/Linux, ma per ottenere dei grafici si avvale di Gnuplot che così è opportuno sia installato assieme a Octave.
L'interazione tra Gnuplot e Octave è trasparente, se il secondo viene utilizzato in una finestra di terminale all'interno del sistema grafico X.

In queste sezioni si mostra solo qualche piccolo assaggio di Octave che dispone di ampia documentazione per conto proprio: info octave.

Anche Octave utilizza la libreria Readline per il controllo della riga di comando, con tutti i vantaggi che ciò comporta per l'utilizzatore.

Octave è facilmente estendibile e customizzabile, sia attraverso funzioni scritte nel linguaggio nativo di Octave, sia attraverso moduli caricabili dinamicamente che possono essere scritti in C, C++, Fortran e altri linguaggi.

Per chi utilizza Matlab e cerca un'alternativa funzionale e open source, Octave è senz'altro la scelta migliore.

Siccome Octave è sprovvisto di GUI (interfaccia grafica) e quindi funziona in modalità testuale (insomma, si digita e si guarda l’output direttamente nel terminale), molti utenti che hanno poca dimestichezza col terminale si trovano disorientati.

In soccorso di quest’ultimi è stato sviluppato l’ottimo QtOctave
Un completo tutorial su Octave in questa pagina

Come dice il nome, il front-end utilizza le librerie grafiche Qt, quindi OSX o linux che sia, bisogna ricordarsi di installare le qt-lib4.

A questo link si possono scaricare sia i sorgenti, sia alcuni pacchetti binari compilati per alcune distribuzioni, anche se non sempre aggiornatissimi.

Per chi utilizza Ubuntu trova il pacchetto già pronto in Synaptic oppure lo può trovare qui

Per quanto riguarda OSX, a questo indirizzo trovate Qtoctave con Xcode, e la dmg è installabile sia su Tiger che su Leopard (testati entrambi).

Come è scritto nelle istruzioni, anche in questo caso bisogna scaricare le libqt4 per OSX, altrimenti tutto quello che si otterrà, sarà un bell’errore nel terminale, e poi si dovrà dire al front-end dove siano i binari di Octave.

La migliore versione di Octave da scaricare è reperibile su Octave-forge

Screenshots.
 






 
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Luca Soraci

Luca Soraci

Ubuntu giunge alle nostre orecchie solo perché è stato mutuato come nome per un sistema operativo di successo; lo abbiamo sentito nei discorsi di Mandela, del vescovo Tutu, ed è uno dei concetti fondanti di quel movimento di rinascimento che vuole far fiorire il continente africano al di sopra delle difficoltà attuali.

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