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OpenShot Video Editor software libero di montaggio video sviluppato in linguaggio Python

OpenShot Video Editor è un software libero di montaggio video non lineare per il sistema operativo Linux.

Il progetto è stato iniziato ad agosto 2008 da Jonathan Thomas.

È sviluppato in linguaggio Python, utilizza il toolkit GTK+ e il framework MLT, lo stesso utilizzato dal programma analogo Kdenlive.

L'ultima versione stabile rilasciata è la 1.4 (23/09/2011).

Caratteristiche:

Supporto per molti formati video e di immagini (basato su FFmpeg)
Multi traccia
Transizioni video con anteprime in tempo reale
Composizione e sovrapposizione di immagini
Creazione titoli
Cambiamento di velocità nei singoli spezzoni di video (slow motion ecc)
Effetti video come regolazione della luminosità, del colore e il chroma key
Esportazione in molti formati (se supportati da FFmpeg)
Compatibilità con standard video ad alta definizione come HDV e AVCHD


Formati e codecs supportati:



Tipo Formato Codec  Video Codec dAudio Bitrate Video
Suggerito
Bitrate Audio
Suggerito
Profilo Progetto
Suggerito
Note di Versione







Dischi
AVCHD
MPEG-TS libx264 libfaac 15 Mbit/s -> 40 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 1080i 50 Hz 1920x1080
Per discchi Blu-Ray e AVCHD
Dischi
AVCHD
MPEG-TS libx264 ac3 15 Mbit/s -> 40 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 1080i 50 Hz 1920x1080
Per discchi Blu-Ray e AVCHD
Dischi
AVCHD
MPEG-TS libx264 libfaac 15 Mbit/s -> 40 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 1080i 60 Hz 1920x1080
Per discchi Blu-Ray e AVCHD
(in USA)
non necessariamente in
TV's di ultima generazione
AVCHD
Alta Definizione
MKV libx264 libfaac 15 Mbit/s -> 40 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 1080p 25 Hz 1920x1080
progressivo per riprodurre in PC
AVCHD
Alta Definizione
MKV libx264 ac3 15 Mbit/s -> 40 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 1080p 25 Hz 1920x1080
progressivo per riprodurre in PC
QuickTime
Alta Definizione
mov libx264 libfaac 15 Mbit/s -> 40 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 1080p 25 Hz 1920x1080
AVCHD
Quicktime 7
progressivo
QuickTime
Alta Definizione
mov libx264 ac3 15 Mbit/s -> 40 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 1080p 25 Hz 1920x1080
AVCHD
Quicktime 7
progressivo
QuickTime
Apple TV
mov libx264 libfaac 5 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 720p 30 Hz 1280x720
29.97Hz
AVCHD
Quicktime 7
progressivo per pubblicare in rete
QuickTime
Web
mov libx264 ac3 15 Mbit/s -> 40 Mbit/s 256 kbit/s ATSC 720p 30 Hz 1280x720
29.97Hz
AVCHD
Quicktime 7
progressivo per pubblicare in rete
QuickTime
Web
ipod libx264 libfaac 1.25 Mbit/s -> 1.5 Mbit/s 128 kbit/s
to
160 kbit/s
NTSC 640x480
29.97Hz
AVCHD
Quicktime 7
QuickTime
iPod
ipod libx264 libfaac 1.25 Mbit/s -> 1.5 Mbit/s 128 kbit/s
to
160 kbit/s

320x240
29.97Hz
AVCHD
Quicktime 7
DVD vob MPEG-2 ac3 5 Mbit/s -> 10 Mbit/s 256 kbit/s DV PAL
DV PAL
Soltanto per films di definizione standard (non HD)
DVD vob MPEG-2 ac3 5 Mbit/s -> 10 Mbit/s 256 kbit/s DV NTSC
DV NTSC
Soltanto per films di definizione standard (non HD)
Xbox 360 mov libx264 libfaac 2 Mbit/s -> 5 Mbit/s 256 kbit/s DV NTSC HDV 720 30p
HDV 720 60p

Xbox 360 mp4 libx264 libfaac 2 Mbit/s -> 5 Mbit/s 256 kbit/s DV NTSC HDV 720 30p
HDV 720 60p

Vimeo
Alta Definizione
mp4 libx264 libfaac 3 Mbit/s -> 5 Mbit/s 128 kbit/s -> 320 kbit/s
44.1 kHz
stereo
HDV 720 25p
HDV 720 30p
1280x720

Vimeo
Definizione Standard
mp4 libx264 libfaac 2 Mbit/s 128 kbit/s -> 320 kbit/s
44.1 kHz
stereo
NTSC 640x480

Vimeo
Definizione Standard
mp4 libx264 libfaac 3 Mbit/s 128 kbit/s -> 320 kbit/s
44.1 kHz
stereo
NTSC 854x480

Flickr
Alta Definizione
mov libx264 ac3 5 Mbit/s 256 kbit/s HDV 720 30p 1280x720
l
Picasa mpeg mpeg2video mp2 2 Mbit/s 256 kbit/s NTSC Cuadrado 640x480

Flash
YouTube mpeg mpeg2video mp2 2 Mbit/s 256 kbit/s NTSC Cuadrado 640x480

Flash
YouTube
Alta Definizione
mp4 libx264 libfaac 2 Mbit/s -> 8 Mbit/s 128 kbit/s -> 320 kbit/s
44.1 kHz
stereo
HDV 720 25p
HDV 720 30p
1280x720

YouTube
Full HD
mp4 libx264 libfaac 8 Mbit/s -> 15 Mbit/s 128 kbit/s -> 320 kbit/s
44.1 kHz
stereo
HDV 1080 25p
HDV 1080 30p
1920x1080

Nokia
nHD
mp4 libxvid libfaac 1.25 Mbit/s 128 kbit/s -> 320 kbit/s
44.1 kHz
stereo
Nokia nHD 640x360
Nuovo standard per dispositivi S60 di 5ta generazione
MetaCafe mp4 mpeg4 libmp3lame 2 Mbit/s 256 kbit/s NTSC Cuadrado 640x480
s
Flash


Screenshots.






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Liferea aggregatore libero di notizie distribuite tramite feed.

Liferea, abbreviazione di Linux Feed Reader, è un aggregatore libero di notizie distribuite tramite feed. È stato progettato per essere veloce, facile da usare e da installare.

Supporta i più importanti formati di feed, tra cui RSS/RDF ed Atom ed è in grado di importare ed esportare liste d'iscrizione in formato OPML; supporta anche il podcasting. Liferea utilizza le librerie GTK+ e si integra nel desktop GNOME.

Liferea si differenzia da altri lettori di feed per Unix/Linux per il fatto che non dipende da troppe librerie supplementari. È scritto in C e non fa uso di linguaggi interpretati.

Liferea permette di visualizzare i siti attraverso un browser integrato, in modo da semplificare la lettura degli articoli di interesse. Il browser può essere Mozilla/Firefox/XULRunner o GtkHTML. Inoltre, l'utente può configurare molti browser web esterni tramite i quali aprire i link (ad esempio Mozilla Firefox, Netscape, Opera, Epiphany, Konqueror).



L'ordinamento delle iscrizioni in directory permette all'utente di leggere tutti i titoli di una directory in una sola volta. È inoltre possibile nascondere tutti i titoli già letti impostando un filtro.

In maniera simile al client di posta Evolution, Liferea supporta le directory di ricerca - cosa che permette all'utente di avere delle ricerche permanenti. Ogni directory di ricerca contiene tutti i titoli che corrispondono ai criteri definiti dall'utente.
Integrazione nel browser.

In Epiphany c'è un'estensione per l'iscrizione ad un feed di notizie che permette di aggiungere i feed a Liferea durante la navigazione.

Per Firefox 1.5+ c'è un'estensione, FeedBag [2], che permette di aggiungere le iscrizioni facendo click sulle icone dei Segnalibri Live nella barra degli indirizzi di Firefox.

Da Firefox 2.0+ Liferea può essere usato senza alcuna estensione particolare. Per iscriversi ai feed di notizie dall'interno di Firefox lo script aggiuntivo "liferea-add-feed" deve essere configurato all'interno delle preferenze di iscrizione ai feed di Firefox.

Donwload. 

Screenshots.
 



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Monitorare le risorse di sistema con Xosview.

Quando si gestiscono più macchine collegate in rete (in remoto) è molto importante poterle tenere sotto controllo verificando costantemente lo sfruttamento delle loro risorse hardware.

Ad esempio il carico medio del sistema, l’utilizzo della CPU e della memoria, la quantità di letture e scritture effettuate sul disco e molto altro ancora. Esistono numerosi programmi in grado di recuperare queste informazioni, ma quando si tratta di sistemi remoti accessibili tramite una normale connessione a Internet, allora bisogna scegliere strumenti leggeri ed efficienti.

Tra questi c’è Xosview, un monitor di sistema in grado di recuperare una grande quantità di dati e visualizzarli a video. La grafica è chiara e intuitiva, ad ogni risorsa monitorata, infatti, corrisponde una barra orizzontale che ne rappresenta graficamente il livello d’uso. Per utilizzare xosview, basta installarlo sulla macchina da monitorare e nel caso di sistemi remoti utilizzare SSH per effettuare l’accesso e poterlo eseguire. L’accesso tramite SSH va effettuato nel modo seguente:

ssh -X indirizzo_ip_
macchina_remota

A questo punto, basta autenticarsi ed eseguire il comando xosview, che verrà quindi avviato sulla macchina remota ma visualizzato sul monitor locale. L’opzione -X di SSH indica, infatti, che abbiamo attivato l’X11 forwarding, il sistema che consente di visualizzare in locale le interfacce dei programmi eseguiti in remoto.

La finestra di xosview, con le impostazioni di default, apparirà sullo schermo locale e sarà subito evidente che, sebbene molto veloce ad aggiornare l’output grafico, il consumo di CPU, memoria e banda è minimo. Inoltre, la barra del titolo visualizza il nome dell’utente che sta eseguendo l’applicativo e quello della macchina monitorata, in modo da poter chiaramente capire, nel caso in cui ci si connetta a più computer, quale host si sta controllando.

Ovviamente, xosview può anche essere utilizzato per monitorare una macchina locale, in questo caso, basta aprire una shell ed eseguirlo. Le risorse che è in grado di monitorare sono tante e anche solo quelle attive di default sono più che sufficienti.

Ma, volendo, è possibile aggiungere o rimuovere le risorse da monitorare direttamente dalla riga di comando. Ad esempio, per aggiungere il controllo della rete e rimuovere quello relativo agli interrupt, basta eseguire xosview +net -interrupt. Per conoscere tutte le possibili risorse controllabili basta consultare la pagina del manuale con man xosview. Infine, per terminare l’applicativo, basta premere il tasto q quando la finestra è attiva.

Download. 

Screenshots.



 


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Il comando apt-get potente strumento a riga di comando usato per operare con l'Advanced Packaging Tool.

Il comando apt-get è un potente strumento a riga di comando usato per operare con l'APT (Advanced Packaging Tool ) di Ubuntu al fine di eseguire operazioni come l'installazione di nuovi pacchetti software, l'aggiornamento dei pacchetti software esistenti, 

l'aggiornamento dell'indice dell'elenco di pacchetti e persino l'avanzamento di versione dell'intero sistema Ubuntu.
Essendo un semplice strumento da riga di comando, apt-get presenta agli amministratori di sistema numerosi vantaggi rispetto ad altri strumenti di gestione dei pacchetti disponibili in Ubuntu. 

Alcuni di questi vantaggi sono la facilità d'utilizzo mediante connessioni via terminale (SSH) e la possibilità di essere usato in script di amministrazione del sistema, resi magari automatizzati attraverso l'utilità di pianificazione cron.
Alcuni esempi di utilizzo tipico dell'utilità apt-get:
  • Installare un pacchetto: l'installazione di pacchetti usando lo strumento apt-get è molto semplice. Per esempio, per installare lo scanner di rete nmap, digitare il seguente comando: 

    sudo apt-get install nmap 
    
    
  • Rimuovere un pacchetto: la rimozione di uno o più pacchetti è altrettanto semplice e immediata. Per rimuovere il pacchetto nmap installato nell'esempio precedente, digitare il seguente comando: 

    sudo apt-get remove nmap 
    
    
    [Suggerimento]
    Pacchetti multipli: è possibile specificare più di un pacchetto da installare o rimuovere, separati da spazi.

  • Aggiornare l'indice dei pacchetti: l'indice dei pacchetti di APT è essenzialmente un database dei pacchetti disponibili dai repository definiti nel file /etc/apt/sources.list. Per aggiornare l'elenco locale dei pacchetti con i cambiamenti apportati di recente nei repository, digitare il comando: 

    sudo apt-get update 
    
    
  • Aggiornare i pacchetti: nel corso del tempo, nei repository dei pacchetti potrebbero essere disponibili delle versioni aggiornate dei pacchetti installati sul computer (per esempio aggiornamenti di sicurezza). Per aggiornare il sistema, per prima cosa aggiornare l'indice dei pacchetti come descritto poco sopra, poi digitare il comando: 

    sudo apt-get upgrade 
    
    
    Se un pacchetto necessita l'installazione o la rimozione di nuove dipendenze durante l'aggiornamento, allora tale pacchetto non sarà aggiornato dal comando upgrade. Per questo genere di aggiornamenti, è necessario utilizzare il comando dist-upgrade.

    Allo stesso modo, è possibile aggiornare l'intero sistema Ubuntu da una revisione a un'altra con dist-upgrade. Per esempio, per effettuare l'aggiornamento dalla versione 5.10 alla versione 6.06 LTS, innanzitutto bisogna assicurasi di aver sostituito nel file /etc/apt/sources.list i repository della versione 5.10 con quelli della versione 6.06 LTS, poi basta eseguire il comando apt-get update come descritto poco sopra, infine bisonga eseguire l'aggiornamento digitando il comando: 

    sudo apt-get dist-upgrade 
    
    
    L'aggiornamento del sistema alla versione successiva richiede un certo periodo di tempo. Solitamente sono richiesti alcuni passi di post-aggiornamento come descritto nelle note di aggiornamento per la revisione a cui si sta aggiornando.

    Le azioni del comando apt-get, come l'installazione o la rimozione di pacchetti, vengono registrate nel file di registro /var/log/dpkg.log.
Per maggiori informazioni sull'uso di APT, leggere il Manuale utente di Debian APT , oppure digitare: 

apt-get help
  
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10 nuovi e bellissimi temi compatibili con Gnome 2 e Gnome 3.

GNOME è un lavoro globale, con molti contributi da diverse parti del mondo.

GNOME è un successo in virtù dei suoi collaboratori e utenti.

Questa sezione elenca i siti web e le conferenze in cui è possibile imparare qualcosa in più su GNOME, così come sulle altre organizzazioni che cooperano con GNOME.
Siti web.
www.gnome.org
Il sito web principale per gli utenti di GNOME. Contiene informazioni sui rilasci, scaricamenti e documentazione.
library.gnome.org
The complete source for all GNOME documentation. It contains all of the user and developer documentation produced by GNOME, automatically built and updated for each release.
foundation.gnome.org
Il sito web della GNOME Foundation, la fondazione no-profit che sovraintende lo sviluppo di GNOME.
bugzilla.gnome.org
Il sistema di tracciamento bug di GNOME. Usare questo sito per inviare una segnalazione di bug o una richiesta di funzionalità, oppure per tenere traccia dello stato di una segnalazione.
live.gnome.org
Il wiki di GNOME. Molti progetti all'interno di GNOME attualmente fanno usao del wiki come loro spazio web primario. In aggiunta il wiki è spesso usato per delineare lo sviluppo futuro.
developer.gnome.org
The old website for developer information. This once contained developer documentation and information about the usability, documentation, and translation teams. The content on this site has since been largely superseded by library.gnome.org and live.gnome.org. There may still be some information on this site that is not found elsewhere.
mail.gnome.org
Informazioi sulle mailing list di GNOME. Questo sito contiene gli archivi completi delle mailing list di GNOME.
git.gnome.org
The GNOME Git repository, tracking all GNOME source code back to the inception of the project.
fonte: Ubuntulandia
 
 
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Device Linux, interfaccia per i driver che si occupano del reale accesso all'hardware.

In Linux, all'interno della directory /dev, sono presenti diversi file speciali, chiamati file di device, che si comportano in modo diverso dai file normali. 

I tipi più comuni di file di device sono per i device a blocchi e per i device a caratteri. 

Questo tipo di file sono un'interfaccia per i driver (che fanno parte del kernel Linux) che si occupano del reale accesso all'hardware. 

Un altro tipo di device, meno comune, sono i file pipe. I file di device più significativi sono elencati nella seguente tabella. 

fd0 Primo lettore di dischetti
fd1 Secondo lettore di dischetti
hda Disco fisso o lettore CD IDE presente sulla prima porta IDE (Master)
hdb Disco fisso o lettore CD IDE presente sulla prima porta IDE (Slave)
hdc Disco fisso o lettore CD IDE presente sulla seconda porta IDE (Master)
hdd Disco fisso o lettore CD IDE presente sulla seconda porta IDE (Slave)
hda1 Prima partizione del primo disco fisso IDE
hdd15 Quindicesima partizione del primo disco fisso IDE
sda Il disco fisso SCSI con l'ID SCSI più basso (p.e. 0)
sdb Il disco fisso SCSI con l'ID SCSI successivo (p.e. 1)
sdc Il disco fisso SCSI con l'ID SCSI ulteriore (p.e. 2)
sda1 Prima partizione del primo disco fisso SCSI
sdd10 Decima partizione del primo disco fisso SCSI
sr0 Il lettore CD SCSI con l'ID SCSI più basso
sr1 Il lettore CD SCSI con l'ID SCSI successivo
ttyS0 Porta seriale 0, COM1 sotto MS-DOS
ttyS1 Porta seriale 1, COM2 sotto MS-DOS
psaux Device del mouse PS/2
gpmdata Pseudo device, usato dal demone GPM per ritrasmettere i dati del mouse
cdrom Link simbolico al lettore CD
mouse Link simbolico al file di device del mouse
null Qualunque cosa scritta su questo device scomparirà
zero Vi si possono leggere infiniti zero


Configurazione del mouse

Il mouse può essere utilizzato sia in console (con gpm) che in ambiente X Window. Normalmente si tratta solo di installare gpm e il server X. 

Entrambi devono essere configurati per usare come device per il mouse /dev/input/mice, il protocollo corretto è chiamato exps2 in gpm e ExplorerPS/2 sotto X. I file di configurazione sono rispettivamente /etc/gpm.conf e /etc/X11/xorg.conf. 

Potrebbe essere necessario caricare alcuni moduli del kernel per far funzionare il mouse. Nella maggior parte dei casi questi moduli vengono caricati automaticamente, ma per i vecchi mouse seriali e per i bus mouse non sempre avviene. 

Questi mouse sono abbastanza rari tranne su computer molto vecchi. Segue un riepilogo dei moduli per il kernel Linux necessari all'uso dei diversi tipi di mouse:


Modulo Descrizione
psmouse Mouse PS/2 (dovrebbe essere riconosciuto automaticamente)
usbhid Mouse USB (dovrebbe essere riconosciuto automaticamente)
sermouse La maggior parte dei mouse seriali
logibm Bus mouse connesso a una scheda Logitech
inport Bus mouse connesso a una scheda ATI o Microsoft InPort
Per caricare un modulo con il driver per un mouse si può usare il comando modconf (contenuto nell'omonimo pacchetto) e controllare nella categoria kernel/drivers/input/mouse. 


Screenshots.




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5 docks manager per Linux per visualizzare l'elenco delle finestre aperte ed inserire dei collegamenti.

Un dock è una funzionalità dell'interfaccia grafica di alcuni sistemi operativi che serve ad eseguire programmi e funzionalità del sistema e a passare agevolmente tra le applicazioni in esecuzione.

Le prime implementazioni del concetto di dock furono la icon bar nel sistema operativo dei computer Acorn e il dock del sistema operativo NEXTSTEP, precursore del Mac OS X di Apple.

Altre implementazioni del dock sono quelle del Newton OS e iPhone OS di Apple e molte applicazioni di terza parti che aggiungono questa funzionalità a sistemi Microsoft Windows e Linux (ad esempio Avant Window Navigator)


  • SimDock, una barra in stile Mac OS X per l'ambiente grafico GNOME.

Tale dockbar, a differenza di molte altre, non richiede la presenza di un composite manager per funzionare.

Installazione.

Installare il pacchetto simdock presente nel componente universe dei repository ufficiali.

Avvio manuale.

Per avviare SimDock è sufficiente andare su Applicazioni → Accessori → SimDock. In alternativa è possibile digitare il seguente comando:


simdock

  • Kiba Dock

sudo apt-get install libglitz-glx1 librsvg2-2 libglade2-0 libgconf2-4 libcairo2 libgtk2.0-0

Installare il pacchetto debianizzato con un semplice doppio click.

Installare lo schema di kiba dock dando

gconftool-2 –install-schema-file=/etc/gconf/schemas/kiba.schemas

Avviare la dock digitando da terminale
kiba-systray.py

Una volta installata, avrete una simpatica fogliolina di marijuana nella systray che vi permetterà di cambiare le impostazioni (smanettateci un pò) e di aggiornare la dock man mano che vengono aggiornati i cvs, fate così:

Assicuratevi di avere installato cvs:

sudo apt-get install cvs
Da terminale digitate

cvs -d:pserver:anonymous@metascape.afraid.org:/cvsroot co kiba-dock

Tasto destro sull’iconcina di kiba-dock e selezionate cvs update, inserite il percorso della vostra home:


/home/tuonome/kiba-dock

Se, poi, volete avviare in automatico kiba-dock, basta aggiungerla alla sessione di gnome: sistema->preferenze->sessioni->avvio programmi e aggiungete kiba-systray.py

Avvio automatico.

Andare su Sistema → Preferenze → Sessioni (in Ubuntu 9.10 e successive Applicazioni d'Avvio), selezionate la scheda «Programmi d'avvio», premere il pulsante «Nuovo» (in Ubuntu 9.10 e successive Aggiungi) ed inserire come nome «simdock» e come comando simdock. Salvare e chiudere.

Le modifiche verranno applicate al prossimo riavvio di GNOME.

Configurazione.

    *      È possibile configurare la barra semplicemente facendo clic con il tasto destro sulla barra e selezionando «Settings». In alternativa è possibile modificare i file ~/.SimDock/launchers.xml e ~/.SimDock/settings.xml.
    * Per spostare la barra è sufficiente fare clic sopra di essa con il tasto centrale del mouse, tenerlo premuto e posizionarla dove si desidera.
    *      Per spostare un'icona è sufficiente trascinarla con il mouse tenendo premuto il tasto «Ctrl».
Un dock è una funzionalità dell'interfaccia grafica di alcuni sistemi operativi che serve ad eseguire programmi e funzionalità del sistema e a passare agevolmente tra le applicazioni in esecuzione.

Le prime implementazioni del concetto di dock furono la icon bar nel sistema operativo dei computer Acorn e il dock del sistema operativo NEXTSTEP, precursore del Mac OS X di Apple.

Altre implementazioni del dock sono quelle del Newton OS e iPhone OS di Apple e molte applicazioni di terza parti che aggiungono questa funzionalità a sistemi Microsoft Windows e Linux (ad esempio Avant Window Navigator).

  •  Cairo-Dock, una dockbar per GNOME.

Per utilizzare il programma è necessario disporre di un composite manager installato e funzionante sul sistema.

Installazione.

Installare il pacchetto cairo-dock disponibile nel componente universe dei repository ufficiali.

Avvio automatico.

Appena installata, nel menù Applicazioni → Accessori saranno disponibili le voci Cairo-Doc (no OpenGL) e GLX-Doc (Cairo-Doc con OpenGL). In alternativa, per avviare l'applicazione è possibile digitare il seguente comando in una finestra di terminale:

cairo-dock

Per fare partire la barra all'avvio del sistema, andare su Sistema → Preferenze → Applicazioni d'avvio e selezionare Aggiungi, quindi:

    *      in Nome inserire Cairo-Dock
    *      in Comando inserire cairo-dock
    *      Fare clic su Aggiungi

Configurazione.

Per accedere alla configurazione del programma è sufficiente fare clic con il tasto destro del mouse sulla barra e selezionare Cairo-Dock → Configura.

  • Wbar, semplice, pulita, leggera e non richiede Compiz attivo.
Vediamo come installarla nella nostra distro Debian-based.

Iniziamo scaricando i pacchetti .deb di wbar e wbarconf (una gui per configurare la barra). Ora possiamo installarli cliccandoci con il tasto destro e scegliendo installa con Gdebi.

Una volta installati i due pacchetti, per far partire la barra all’avvio, andiamo in menù > preferenze > sessioni e nella finestra che ci appare clicchiamo su add ed inseriamo nel campo Command, il seguente commando:

wbar -above-desk -pos top -isize 30 -nanim 3 -nofont -zoomf 2.2

http://code.google.com/p/wbar/
http://www.ihku.biz/wbarconf/


  • Global Menu Bar for GNOME, la barra condivisa del Mac sotto Linux.

Un progetto similare ad AppMenu che dovrebbe però integrarsi maggiormente con le applicazioni GTK (il condizionale è d’obbligo).

L’installazione su Ubuntu 10.10 (che sembra aver problemi con il tema Mint-X) è semplicissima e si compone di tre passi:

    * da terminale dare:
      sudo add-apt-repository ppa:nilarimogard/webupd8
      sudo apt-get update
      sudo apt-get install gnome-globalmenu
    * riavviare il sistema
    * click col tasto destro del mouse su un pannello e aggiungere l’omonimo applet.

  • Avant Window Navigator è una dockbar sviluppata per GNOME che permette di visualizzare l'elenco delle finestre aperte e permette di inserire dei collegamenti.
Installazione.

Installare il pacchetto avant-window-navigator presente nel componente universe dei repository ufficiali.

Avvio.

Avant Window Navigator è disponibile nel menù Applicazioni → Accessori → Avant Window Navigator.

Configurazione.

Fare clic con il tasto destro sulla dockbar e fare clic su Dock Preferences.

In alternativa è possibile usare l'editor di configurazione di GNOME digitando il seguente comando in una finestra di terminale:

gconf-editor

Per alcune delle funzionalità seguenti è necessario che sul sistema sia presente un composite manager correttamente installato e funzionante.

Nascondere la barra automaticamente

Aprire gconf-editor e spostarsi nella sezione apps/avant-window-navigator, selezionando quindi «auto_hide»

Organizzare i launcher

Aprire gconf-editor e spostarsi nella sezione apps/avant-window-navigator/window_manager, fare clic due volte sopra la voce «launchers» per organizzare le icone.

Effetto tridimensionale

È possibile avere anche la barra in 3D, lanciando i seguenti comandi:

gconftool -s -t int /apps/avant-window-navigator/bar/bar_angle 45
gconftool -s -t int /apps/avant-window-navigator/bar/icon_offset 15

Effetti vari

È possibile cambiare vari effetti della barra.

Aprire gconf-editor e spostarsi nella sezione «apps/avant-window-navigator/app»:

    *      «alpha_effect»: trasparenza della barra.
    *      «arrow_color»: permette di definire il colore della freccia sotto le icone.
    *      «fade_effect»: permette di avere degli effetti di trasparenza tra le varie icone.
    *      «tasks_have_arrows»: permette di definire se assegnare le frecce sotto le icone ai programmi aperti o a quelli chiusi.

Impostazioni del colore

È possibile scegliere il colore della barra e dei pop-up che si aprono sopra i launcher.

Pop-up della barra

Aprire gconf-editor e spostarsi nella sezione apps/avant-window-navigator/title:

    *      «Background»: permette di definire il colore dello sfondo.
    *      «bold»: abilita il grassetto
    *      «italic»: abilita il corsivo
    *      «font size»: permette di decidere la grandezza delle scritte
    *      «Shadow_color»: permette di decidere il colore delle ombre delle scritte
    *      «text_color»: definisce il colore del testo

Barra

Aprire gconf-editor e spostarsi nella sezione apps/avant-window-navigator/bar:

    *      «border_color»: definisce il colore del bordo della barra
    *      «corner_radius»: permette di definire l'ampiezza degli angoli della barra
    *      «glass_histep_1»: permette di definire il colore della parte alta della barra
    *      «glass_histep_2»: permette di definire il colore della parte centrale-alta della barra
    *      «glass_step_1»: permette di definire il colore della parte centrale della barra
    *      «glass_step_2»: permette di definire il colore della parte bassa della barra
    *      «hilight_color»: permette di definire il colore credo del bordo (bo controllare)
    *      «rounded_corners»: abilita gli angoli arrotondati
    *      «sep_color»: permette di definire il colore del separatore
    *      «show_separator»: abilita il separatore

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