Google rilascia Chrome 36: 26 fix per la sicurezza.

Ad annunciare l'inizio del cosiddetto roll-out è la stessa Google con un nuovo post sul blog ufficiale: "Il Team è lieto di annunciare la promozione di Chrome 36 al canale Stable per Windows, Mac e Linux".

La nuova versione contiene "una serie di fix e miglioramenti", che riportiamo di seguito:

  • Migliorie al sistema di Notifiche
  • Design aggiornato per le pagine Incognito e Ospite
  • Introdotta una notifica di recupero in seguito ad un crash del browser
  • Chrome App Launcher per Linux
  • Un sacco di cambiamenti invisibili per la stabilità e le performance
L'aggiornamento include, inoltre, ventisei fix per la sicurezza. Le prime due voci riguardano modifiche puramente estetiche: l'interfaccia delle notifiche è adesso più piatta, e cambia anche la pagina introduttiva della modalità Incognito, nonostante venga riportato lo stesso messaggio della precedente versione.


Anche se non riportate sul changelog, Google ha introdotto alcune novità rivolte agli sviluppatori, già presenti nella versione beta.

Chrome si aggiorna all'ultima major release anche su Android: vengono introdotti i controlli HTML5 e i sottotitoli nei video a schermo intero, il supporto al multi-finestra su alcuni dispositivi e il supporto a Chromecast per "alcuni video". La versione è disponibile da martedì anche su iOS, in cui l'unica miglioria sostanziale è la compatibilità con il dongle HDMI di BigG.
La versione per iOS era arrivata pochi giorni fa, con l'introduzione del supporto a Chromecast.

Google Chrome (detto anche semplicemente Chrome) è un browser basato su WebKit sviluppato da Google. Dalla versione 28 è basato sul motore di rendering Blink. Basato sul browser Chromium, Chrome nel corso degli anni è cresciuto a tal punto da diventare il browser più usato al mondo nell'ottobre 2013.

Google ha messo a punto anche una nuova iniziativa: Chrome Experiments, con lo scopo di testare la funzionalità del proprio browser.

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Luca Soraci

Luca Soraci

Ubuntu giunge alle nostre orecchie solo perché è stato mutuato come nome per un sistema operativo di successo; lo abbiamo sentito nei discorsi di Mandela, del vescovo Tutu, ed è uno dei concetti fondanti di quel movimento di rinascimento che vuole far fiorire il continente africano al di sopra delle difficoltà attuali.

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