Guida a JGraph, programma per tracciare grafici e diagrammi strutturati: esempi, dettagli e gestione degli assi e curve.

Jgraph è un programma che serve a tracciare grafici e diagrammi strutturati.

Diversamente da altri strumenti per il disegno, Jgraph è un programma non interattivo: legge un file di input (il sorgente) e produce un file di output (la presentazione) in formato PostScript oppure EPS.

L'output può in seguito essere quindi visualizzato, stampato, incorporato in un altro file per ulteriori elaborazioni oppure convertito in altri formati. Inoltre, si noti che Alml (il sistema di composizione SGML di Daniele Giacomini) offre supporto - a partire da gennaio 2006 - per il linguaggio Jgraph

Questo capitolo costituisce una introduzione di livello elementare all'uso e alle caratteristiche principali del programma, senza alcuna prestesa di essere esauriente; la documentazione di riferimento più completa per Jgraph è costituita dalla pagina di manuale, cui si rinvia il lettore interessato per gli eventuali approfondimenti.

Ecco l'utilizzo tipico di Jgraph:
jgraph in.jgr > out.eps[Invio]
oppure:
jgraph -P in.jgr > out.ps[Invio]
o, ancora:
cat in.jgr | jgraph -P | ps2eps -f -l -q > out.eps[Invio]
e simili.

In assenza di un nome di file dato come argomento, Jgraph legge dallo standard input.


Al fine di prendere confidenza con il programma Jgraph, cominciamo vedere alcuni semplici esempi. Per indicare a Jgraph di tracciare un nuovo grafico o diagramma si utilizza la parola chiave newgraph; quindi si aggiungono delle curve al diagramma mediante newcurve; infine si aggiungono dei punti alla curva mediante pts.

Il listato 6.1 mostra un esempio elementare, presentato graficamente in figura 6.2. Si tratta semplicemente di disegnare tre punti: (2,3), (4,5) e (1,6). Jgraph si occupa di aggiungere gli assi di riferimento e di scegliere lo stile di tracciamento dei punti; è un esempio decisamente banale, tanto per iniziare.

Listato 6.1. Jgraph: un esempio elementare.
(* Simple jgraph *)

newgraph

newcurve pts 2 3   4 5   1 6
Figura 6.2.
f-simp1-jgr
Si considerino adesso il listato 6.3 e la corrispondente figura 6.4. Si tratta di un esempio leggermente più complesso: nelle righe 1-3 si dà inizio al grafico mediante newgraph, quindi si definiscono le dimensioni degli assi; le righe 5-9 tracciano tre curve: nella prima si lascia che sia Jgraph a scegliere lo stile di tracciamento, nella seconda si specifica di indicare i punti mediante triangoli connessi da una linea solida, nella terza si specifica di non indicare i punti ma di tracciare solamente la linea che li unisce (la linea sarà tratteggiata e di colore rosso). Si noti che l'intervallo visibile degli assi è stato automaticamente calcolato in modo da contenere precisamente tutti i punti specificati nel sorgente.

Nella pagina di manuale si trovano definiti i possibili stili da associare allle parole chiave marktype e linetype. Si noti in particolare che newline è semplicemente un sinonimo per newcurve marktype none linetype solid.

Listato 6.3. Jgraph: un grafico con tre curve di tipo differente.
      1 newgraph
      2 xaxis size 2 
      3 yaxis size 1.5 
      4 
      5 newcurve pts 0 6  1 9  2 11  3 14  4 18 5 20
      6 newcurve marktype triangle linetype solid 
      7          pts 0 3  1 4  2 7  3 9  4 10 5 13
      8 newcurve marktype none linetype dashed color 1 0 0
      9          pts 0 0  1 2  2 3  3 5  4 6  5 9
Figura 6.4.
f-simp2-jgr

L'algoritmo di riconoscimento dell'input da parte di Jgraph è basato non sulle righe bensì sugli elementi sintattici (token-based); Jgraph semplicemente lavora su parole separate da spazi bianchi; i commenti devono essere inclusi fra (* e *). Gli oggetti fondamentali per Jgraph sono:
  • la pagina;
  • grafici;
  • gli assi;
  • le curve;
  • le stringhe;
  • le legende.
Si può pensare che, quando si opera sul sorgente, si stanno effettivamente creando o modificando tali oggetti nella presentazione. Pertanto, quando si scrivenewcurve, si sta in effetti modificando o creando una curva, per la quale è possibile specificare attributi, come marktype e linetype, e dei punti. La maggior parte degli attributi possiedono un valore predefinito che però è possibile cambiare. Se si specifica un attributo più di una volta Jgraph considera valida l'ultima indicazione, sicché ad esempio newcurve marktype box marktype circle equivale a newcurve marktype circle.
In parziale deroga a quanto or ora specificato, la parola chiave pts agisce in maniera «additiva», pertanto newcurve pts 0 0 1 1 2 2 equivale anewcurve pts 0 0 pts 1 1 pts 2 2.
È inoltre possibile includere dei file esterni nel sorgente Jgraph mediante include nome_file.

Gestione degli assi.
Se capita di non gradire la maniera in cui Jgraph produce automaticamente gli assi, può tornare utile la tabella 6.5.

Tabella 6.5. Jgraph: alcuni attributi degli assi.
Attributo ed eventuali valoriSignificato
size dimensione
Imposta la dimensione dell'asse a dimensione (in pollici).
min valore
Imposta il valore minimo a valore.
max valore
Imposta il valore massimo a valore.
hash numero_valori
Traccia una tacca (primaria) e un'etichetta di tacca ogni numero_valori valori.
mhash numero_tacche
Traccia numero_tacche tacche secondarie fra ogni due tacche primarie consecutive.
gray scala_di_grigio
Imposta la scala di grigio dell'asse a scala_di_grigio, ove zero significa nero e uno significa bianco.
color componente_rossa \
  \ componente_verde \
  \ componente_azzurra
Imposta il colore dell'asse, codificato mediante la terna RGB indicata.
nodraw
Impedisce il tracciamento dell'asse, in ogni sua parte.
draw
Garantisce il tracciamento dell'asse, in ogni sua parte.
log
Imposta la scala dell'asse come logaritmica.
linear
Imposta la scala dell'asse come lineare.
no_draw_hash_marks
Impedisce il tracciamento delle tacche lungo l'asse.
no_draw_hash_labels
Impedisce il tracciamento delle etichette lungo l'asse.
draw_at valore
Traccia l'asse in una posizione diversa dal valore minimo.
label etichetta
Imposta l'etichetta dell'asse.

Il listato 6.6 e la figura 6.7 illustrano l'uso di alcuni degli attributi descritti nella tabella 6.5.

Listato 6.6. Jgraph: uso di alcuni degli attributi degli assi.
newgraph

xaxis 
  size 6 
  min 0 max 100
  hash 15 mhash 2 (* i.e. minor hashes at the 5's and 10's *)
  color 1 0 0
  label : This is the X axis
  draw_at 10

yaxis 
  size 3
  min 1 max 1000
  log
  no_draw_hash_marks
  label : And this is the Y axis
  color 0 1 1

newline color 1 0 1 
  pts 10 1 
      20 5 
      30 10 
      40 20 
      50 100 
      60 110 
      70 500 
      80 800 
      90 1000
      100 1
Figura 6.7.
f-axis-jgr

Gestione delle curve.
Jgraph assume dei valori predefiniti per le dimensioni degli indicatori di punto, ma è possibile impostarli diversamente mediante marksize larghezzaaltezza. La larghezza si intende nelle unità dell'asse delle ascisse, a meno che la scala non sia logaritmica nel qual caso si intende espressa in pollici; analogamente l'altezza fa riferimento all'unità dell'asse delle ordinate.

La parola chiave copycurve permette di creare una curva avente i medesimi attributi di quella precedente (ma non gli stessi punti, ovviamente).

Il listato 6.8 e la figura 6.9 illustrano un esempio. Si noti che cfill riempie l'interno degli indicatori con il colore specificato.

Listato 6.8. Jgraph: esempio di gestione delle curve.
newgraph

xaxis min 0 max 10 size 7
yaxis min 0 max 10 size 4

newcurve marktype box marksize 1.5 1 linetype solid cfill 1 0 0
   pts 1 3  2 5  3 1  4 8

copycurve marktype ellipse cfill 1 0 .5
   pts 6 3  7 5  8 1  9 8
Figura 6.9.
f-curve-jgr
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Luca Soraci

Luca Soraci

Ubuntu giunge alle nostre orecchie solo perché è stato mutuato come nome per un sistema operativo di successo; lo abbiamo sentito nei discorsi di Mandela, del vescovo Tutu, ed è uno dei concetti fondanti di quel movimento di rinascimento che vuole far fiorire il continente africano al di sopra delle difficoltà attuali.

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