La GNU GPL non è sempre accondiscendente; dice di "no" ad alcune delle cose che a volte la gente vuole fare. Alcuni utenti affermano che sia negativo il fatto che la GPL "escluda" alcuni sviluppatori di software proprietario che "hanno bisogno d'essere portati nella comunità del software libero." Ma non siamo noi ad escluderli dalla nostra comunità; sono loro che scelgono di non entrare. Decidere di produrre software proprietario equivale a decidere di starne fuori. Esservi dentro significa cooperare con noi; non possiamo "portarli nella nostra comunità" se non vogliono unirsi a noi. Ciò che possiamo fare è offrire un incentivo ad unirsi a noi. È per far sì che il nostro software già prodotto sia un incentivo che la GNU GPL è stata pensata: "Se renderete il vostro software libero, potete utilizzare questo codice". Di certo in questo modo non si vincerà sempre, ma qualche volta sì. "Richard Stallman"

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PostgreSQL, Completo RDBMS (Relational DataBase Management System) Open Source per la gestione di grandi quantità di dati

martedì 23 settembre 2008


Completo RDBMS (Relational DataBase Management System) Open Source per la gestione di grandi quantità di dati. Questo database è scalabile, veloce e supporta in modo completo lo standard ANSI SQL. Ideale come base di dati all'interno di strutture aziendali.

PostgreSQL è un completo database relazionale ad oggetti con licenza libera (stile BSD).

PostgreSQL è un'ottima alternativa sia rispetto ad altri prodotti liberi come MySQL, Firebird SQL e MaxDB che a quelli a codice chiuso come Oracle, Informix o DB2.

Ultima versione stabile: 8.4.1 rilasciata il 09/09/2009.

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Offre caratteristiche uniche nel suo genere che lo pone per alcuni aspetti all'avanguardia nel settore dei database.

PostgreSQL si pronuncia postgre-ES-CHIU-EL (SQL = "es chiu el"). (Esempio audio, 5.6k MP3). Spesso viene abbreviato come "Postgres", sebbene questo sia un nome vecchio dello stesso progetto.

Storia

Inizialmente il dbms si chiamava Ingres ed era un progetto del Berkeley. Nel 1982 il capo progetto, Michael Stonebraker, ha lasciato il Berkeley per commercializzare il prodotto, ma in seguito è tornato all'accademia. Nel 1985 l'ha lasciata nuovamente per dare vita a un progetto post-Ingres (Postgres) che superasse gli evidenti limiti dei prodotti concorrenti dell'epoca. La base dei sorgenti di Ingres e di Postgres erano, e sono rimasti nel tempo, ben distinti.

Il nuovo progetto puntava a fornire un supporto completo ai tipi di dati, in particolare la possibilità di definire nuovi tipi di dati (UDF, User Defined Types). Vi era anche la possibilità di descrivere la relazione tra le entità (tabelle), che fino ad allora veniva lasciata completamente all'utente. Perciò non solo Postgres preservava l'integrità dei dati, ma era in grado di leggere informazioni da tabelle relazionate in modo naturale, seguendo le regole definite dall'utente.

Dal 1986 gli sviluppatori diffusero un gran numero di articoli che descrivevano il nuovo sistema e nel 1988 venne rilasciato un primo prototipo funzionante. La versione 1 venne rilasciata nel giugno del 1989 per un numero di utenti contenuto. Seguì una versione 2 nel giugno del 1990, in cui il sistema delle regole venne completamente riscritto.

Nella versione 3, del 1991, questo sistema venne riscritto ancora, ma venne aggiunto anche il supporto a gestori multipli di immagazzinamento dei dati e un motore di query migliorato. Nel 1993 vi era già un numero di utenti notevole che inondava il team di sviluppo con richieste di supporto e di nuove features. Dopo aver rilasciato la versione 4, che fu principalmente un ripulimento del codice, il progetto terminò.

Sebbene il progetto Postgres fosse ufficialmente abbandonato, la licenza BSD dava modo agli sviluppatori Open Source di ottenere una copia del software per poi migliorarlo a loro discrezione. Nel 1994 due studenti del Berkeley, Andrew Yu e Jolly Chen aggiunsero a Postgres un interprete SQL per rimpiazzare il vecchio QUEL che risaliva ai tempi di Ingres. Il nuovo software venne quindi rilasciato sul web col nome di Postgres95. Nel 1996 cambiò nome di nuovo: per evidenziare il supporto al linguaggio SQL, venne chiamato PostgreSQL.
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Il primo rilascio di PostgreSQL è stata la versione 6. Da allora ad occuparsi del progetto è una comunità di sviluppatori volontari provenienti da tutto il mondo che si coordina attraverso Internet. Alla versione 6 ne sono seguite altre, ognuna delle quali ha portato nuovi miglioramenti. Nel gennaio 2005 è stata rilasciata la 8.

Sebbene la licenza permetta la commercializzazione del software, il codice di Postgres non è stato sviluppato commercialmente con la stessa rapidità di Ingres. Ad un certo punto, però, Paula Hawthorn (membro originale del team di Ingres) e Michael Stonebraker formarono una società chiamata Illustra Information Technologies per commercializzarlo.

Descrizione
Un rapido esame di PostgreSQL potrebbe suggerire che sia simile agli altri database. PostgreSQL usa il linguaggio SQL per eseguire delle query sui dati. Questi sono conservati come una serie di tabelle con foreign keys (n.d.t. chiavi esterne) che servono a collegare i dati correlati. La programmabilità di PostgreSQL è il suo principale punto di forza ed il principale vantaggio verso i suoi concorrenti: PostgreSQL rende più semplice costruire applicazioni per il mondo reale, utilizzando i dati prelevati dal database.

I database SQL conservano dati semplici in "flat tables" (tabelle piatte n.d.t.), richiedendo che sia l'utente a prelevare e raggruppare le informazioni correlate utilizzando le query. Questo contrasta con il modo in cui sia le applicazione che gli utenti utilizzano i dati: come ad esempio in un linguaggio di alto livello con tipi di dato complessi dove tutti i dati correlati operano come elementi completi, normalmente definiti oggetti o record (in base al linguaggio).

Convertire le informazioni dal mondo SQL a quello della programmazione orientata agli oggetti, presenta difficoltà dovute principalmente al fatto che i due mondi utilizzano modelli di organizzazione dei dati molto differenti. L'industria chiama questo problema "impedance mismatch" (discrepanza di impedenza): mappare i dati da un modello all'altro può assorbire fino al 40% del tempo di sviluppo di un progetto.

Un certo numero di soluzioni di mappatura, normalmente dette "object-relational mapping", possono risolvere il problema, ma tendono ad essere costose e ad avere i loro problemi, causando scarse prestazioni o forzando tutti gli accessi ai dati ad aver luogo attraverso il solo linguaggio che supporta la mappatura stessa.

PostgreSQL può risolvere molti di questi problemi direttamente nel database. PostgreSQL permette agli utenti di definire nuovi tipi basati sui normali tipi di dato SQL, permettendo al database stesso di comprendere dati complessi. Per esempio, si può definire un indirizzo come un insieme di diverse stringhe di testo per rappresentare il numero civico, la città, ecc. Da qui in poi si possono creare facilmente tabelle che contengono tutti i campi necessari a memorizzare un indirizzo con una sola linea di codice.

PostgreSQL, inoltre, permette l'ereditarietà dei tipi, uno dei principali concetti della programmazione orientata agli oggetti. Ad esempio, si può definire un tipo codice_postale, quindi creare un tipo cap (codice di avviamento postale) o un tipo us_zip_code basato su di esso. Gli indirizzi nel database potrebbero quindi accettare entrambi i tipi, e regole specifiche potrebbero validare i dati in entrambi i casi. Nelle prime versioni di PostgreSQL, implementare nuovi tipi richiedeva scrivere estensioni in C e compilarle nel server di database. Dalla versione 7.4 è diventato molto più semplice creare ed usare tipi personalizzati attraverso il comando "CREATE DOMAIN".
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La programmazione del database stesso può ottenere grandi vantaggi dall'uso delle funzioni. La maggior parte dei sistemi SQL permette agli utenti di scrivere una procedura, un blocco di codice SQL che le altre istruzioni SQL possono richiamare. Comunque il SQL stesso rimane inadatto come linguaggio di programmazione, pertanto gli utenti possono sperimentare grandi difficoltà nel costruire logiche complesse.

Ancora peggio, il SQL stesso non supporta molti dei principali operatori di base dei linguaggi di programmazione, come le strutture di controllo di ciclo e condizionale. Pertanto ogni venditore ha scritto le sue estensioni al linguaggio SQL per aggiungere queste caratteristiche, e pertanto queste estensioni non per forza operano su diverse piattaforme di database.

In PostgresSQL i programmatori possono implementare la logica in uno dei molti linguaggi supportati.

* Un linguaggio nativo chiamato PL/pgSQL simile al linguaggio procedurale di Oracle PL/SQL, che offre particolari vantaggi nelle procedure che fanno un intensivo uso di query.
* Wrappers per i più diffusi linguaggi di scripting come Perl, Python, Tcl, e Ruby che permettono di utilizzare la loro potenza nella manipolazione delle stringhe e nel link ad estese librerie di funzioni esterne.
* Le procedure che richiedono prestazioni maggiori e logiche di programmazione complesse possono utilizzare il C ed il C++.
* Inoltre è disponibile anche un interfacciamento all'esoterico linguaggio R, ricco di funzioni statistiche e per il calcolo matriciale

Il programmatore può inserire il codice sul server come funzioni, che rendono il codice riutilizzabile come stored procedure, in modo che il codice SQL possa richiamare funzioni scritte in altri linguaggi (come il C o il Perl).

Punti di forza della programmabilità di PostgreSQL:

* Incremento delle prestazioni, in quanto la logica viene applicata direttamente dal server di database in una volta, riducendo il passaggio di informazioni tra il client ed il server.
* Incremento dell'affidabilità, dovuto alla centralizzazione del codice di controllo sul server, non dovendo gestire la sincronizzazione della logica tra molteplici client e i dati memorizzati sul server.
* Inserendo livelli di astrazione dei dati direttamente sul server, il codice del client può essere più snello e semplice.

Questi vantaggi fanno di PostgreSQL, probabilmente, il più avanzato sistema database dal punto di vista della programmabilità, il che aiuta a spiegare il successo di Illustra. utilizzare PostgreSQL può ridurre fortemente il tempo totale di programmazione di molti progetti, con i vantaggi suddetti che crescono con la complessità del progetto stesso.
fonte: wikipedia

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Griffith ottimo gestionale automatico e multipiattaforma per la vostra collezione di film.

Griffith è una ottima applicazione per gestire collezioni video come si fa con gli Mp3.

Basta inserire qualche dato, come ad es
empio il titolo del film, e Griffith cerca per noi informazioni dettagliate su Internet.

L'aggiornamento delle schede avviene tramite internet, con la ricerca in automatico di ogni tipo di informazione che desideriamo, come ad esempio le locandine, la biografia degli attori, la trama, le recensioni, inserti speciali e altro.
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Completo tutorial (in inglese)

Screenshots

About Dialog

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The main window

Image

The poster viewer in front of the main window

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E’ possibile installare il pacchetto su tutte le distribuzioni Debian-based (Ubuntu compresa) dando da terminale un:

sudo apt-get install griffith

In alternativa andate sul sito ufficiale del progetto ( http://griffith.berlios.de/ ), scaricate i sorgenti scompattate e installate.

Griffith è una applicazione scritta per GTK+ e sviluppata per lo più in python quindi dovrete scaricare le relative dipendenze nel caso in cui vengano richieste e trovate automaticamente da apt. Se avete scelto di scaricare e installare da sorgente, trovate l’ elenco delle dipendenze sempre sul sito ufficiale. E’ inoltre disponibile anche per Windows, quindi se siete per lo più utilizzatori dell’ OS Micro$oft questa guida vi potrà essere ugualmente utile. Dopo l’installazione andate in Applicazioni —-> Audio e Video e qui troverete l’ applicazione pronta per essere eseguita.

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L’interfaccia grafica che vi troverete davanti appena aperta l’applicazione è ben curata e risulta essere intuitiva, usabile e molto chiara. Nello spazio vuoto di fronte a voi comparirà, una volta inseriti i vostri titoli, la lista completa e sulla destra le informazioni relative al titolo selezionato.

Schermata Iniziale

La schermata iniziale di Griffith

L’inserimento di alcuni bottoni per le funzioni base appena sotto la barra del menù rende molto intuitivo l’utilizzo del programma. Per aggiungere un primo film alla nostra lista clicchiamo sul pulsante “+” o, in alternativa, andate in “Edita —> Aggiungi”.

Aggiungi Film

Schermata di aggiunta dei titoli

La schermata che vi trovate davanti risulta anch’essa molto intuitiva. Si può decidere di inserire manualmente le diverse informazioni riempiendo i vari campi vuoti nei diversi tab, oppure (come immagino farete) in maniera automatica, scaricando le informazioni da una delle diverse banche dati disponibili.

Selezionate la vostra preferita dal menù sulla destra. Per avere le informazioni in italiano selezionate quella che vedete nell’immagine e cliccate poi sul pulsante “Prendi dalla rete”. Nel caso in cui del vostro titolo non sia disponibile l’immagine per la locandina sul database italiano, vi insegno un piccolo trucchetto ( ;-) ). Selezionate un’altra banca dati a vostra scelta; trovate il vostro film con la relativa locandina e salvate così. In seguito tornate nel menù di modifica del film, selezionate la banca dati italiana, scaricate nuovamente le informazioni, che saranno questa volta ovviamente in italiano, e salvate il tutto. Oppure più semplicemente vi cercate una locandina su internet e la inserite manualmente dal menù “Edita –> Immagine locandina –> Apri”.

Ripetendo le operazioni sopra descritte per tutti i vostri film il risultato sarà il seguente:

Risultato

Lista completa dei vostri film

Aspetto molto interessante è che una volta completato il vostro database avrete la possibilità di effettuarne una copia di backup, comprensivo di locandine. L’ operazione è attuabile facilmente andando alla voce “File –> Salva come”. Nel caso in cui poi doveste disinstallare il programma, o formattare la vostra partizione linux ed in seguito reinstallare il programma, (insomma qualsiasi cosa aveste intenzione di fare) potrete recuperare il vostro database personale di film selezionando l’archivio salvato in precedenza e ripristinandolo tramite “File –> Ripristina”.

Altra funzionalità interessante è la possibilità di poter esportare la vostra intera lista in diversi formati quali CSV, HTML, PDF e XML. In particolare, l’esportazione nel formato HTML è caratterizzata dal fatto di essere totalmente personalizzabile, decidendo secondo quale criterio ordinare i film nelle pagine che verranno create e selezionando anche il tema che si preferisce.

Logica

Decidete secondo quale logica ordinare la vostra lista e quali informazioni vi interessano.

Lista

Come preferite che appaia l’elenco dei vostri film?

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Se poi (come me) siete dei distratti e non vi ricordate a chi avete prestato quella decina di film che inspiegabilmente avete notato mancare dal vostro porta-dvd, troverete molto utile la funzione di gestione dei prestiti implementata da Griffith.

Si possono aggiungere “Persone” in un determinato elenco ed eventualmente inserire un indirizzo e-mail o un numero di telefono tramite il quale poterli contattare e chiedere loro se 6 mesi non gli sembra un periodo ragionevole per vedere un film ( :-) ).

Locazione

Così saprete sempre dove sono finiti i vostri film.

Inoltre nella finestra principale mostrata all’inizio di questa recensione/guida abbiamo un tab che ci indica a chi abbiamo prestato i nostri film e ci ricorda a chi abbiamo ceduto il film (in precedenza) e la data del rientro che ci eravamo prefissati.

fonte: tuxmind

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GNU Nano editor di testo testuale particolarmente efficace e semplice

In GNU/Linux praticamente tutti i file di configurazione sono dei file di testo, ed è importante saper intervenire su questi file sia per mettere a punto la configurazione, sia per poter intervenire in caso di problemi.

Una distribuzione GNU/Linux include moltissimi editor di testo, sia grafici che testuali.

Questi ultimi sono molto importanti, per diversi motivi:

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  • consentono di modificare i file senza disponibilità di un'interfaccia grafica, ad esempio in caso di malfunzionamento del server grafico;
  • consentono di modificare i file accessibili solo a root senza dover avviare una shell grafica da amministratore;
  • sono molto leggeri ed affidabili;
  • possono essere utilizzati su di una macchina remota attraverso SSH e con poca banda a disposizione.

Un editor di testo testuale particolarmente efficace e semplice da usare è GNU Nano, ed è presente in tutte le distribuzioni GNU/Linux.

Per lanciarlo è sufficiente lanciare il comando nano seguito dal nome del file che si vuole modificare. Se ad esempio vogliamo editare il file /etc/X11/xorg.conf che controlla il funzionamento del server grafico (con i diritti di amministratore), digitiamo:

N.B. per maggiore leggibilità e formattazione della pagina è consigliabile usare l opzione -w per editare file di configurazione

# nano -w /etc/X11/xorg.conf

Si aprirà l'interfaccia di nano:

Nano


Per muoversi all'interno del file si possono usare i tasti cursore, i tasti PAGUP, PAGDOWN, HOME e END. Essendo un editor testuale, con molta probabilità il mouse non funzionerà.

Se si vuol effettuare una ricerca della stringa da modificare, si può utilizzare la funzione di ricerca, accessibile con la combinazione CTRL+W:

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Ricerca di una stringa


e premere INVIO. Se si vuole annullare la ricerca o un qualsiasi comando, premere CTRL+C.

Il cursore si porterà alla prima parola che corrisponde alla stringa cercata:


Se la prima parola non è quella cercata e si vuol continuare la ricerca, è sufficiente ripremere CTRL+W. Se la stringa è la stessa di prima, basta premere invio, perché il programma la proporrà come default:




Durante l'editing del file è possibile effettuare il salvataggio con la combinazione CTRL+O, ogni volta verrà richiesto se salvare il file con lo stesso nome. Se non si vuole modificare il nome del file, premere INVIO:


Salvataggio del file


Una volta terminate le modifiche, uscire con la combinazione CTRL+X. Se il file non è stato salvato dell'ultima modifica, verrà richiesto se salvare o scartare le modifiche. Digitare S (o Y, nella versione in inglese) per salvare ed uscire, N per uscire senza salvare.



Uscita dal programma
Aprire e creare file

Aprire e creare file con nano è semplice, basta digitare:

Codice 1.1: Creare o aprire un file

# nano filename

Nano è un editor "modeless" (senza una modalità comandi, presente invece in altri editor come vim, NdT), quindi si può iniziare subito a scrivere per inserire del testo. Se si sta modificando un file di configurazione come /etc/fstab è bene usare l'opzione -w, in questo modo:

Codice 1.2: Disabilitare il ritorno a capo

# nano -w /etc/fstab

Avvertenza: È molto, molto importante usare l'opzione -w quando si apre un file di configurazione. Non farlo potrebbe portare il sistema a non avviarsi o causare altri problemi poco simpatici (con questa opzione si evita che righe lunghe vengano spezzate, cosa che non deve accadere nei file di configurazione, NdT).



Salvare ed uscire

Se si vuole salvare le modifiche apportate al testo, premere Ctrl+O. Per uscire da nano, digitare Ctrl+X. Se si cerca di uscire da nano dopo aver apportato delle modifiche ad un file, verrà chiesto se tali modifiche devono essere salvate o meno. Premere N per uscire da nano senza salvare, premere Y (S nella versione italiana) per effettuare il salvataggio. Verrà quindi chiesto un nome per il file. Scriverlo e premere Invio.

Se per errore è stato confermato il salvataggio del file, si può sempre annullare l'operazione premendo Ctrl+C quando viene chiesto il nome del file (si torna così a nano senza aver scritto su disco le modifiche apportate, NdT).

Taglia e incolla

Per tagliare una singola linea usare il comando Ctrl+K (tenere premuto Ctrl e poi premere K). La linea sparirà. Per incollarla, muovere semplicemente il cursore dove si vuole inserirla e premere Ctrl+U. La linea riapparirà. Per muovere più linee contemporaneamente, basta semplicemente tagliarle utilizzando Ctrl+K più volte (una volta per ogni riga) e poi incollarle tutte con una unica pressione di Ctrl+U. L'intero paragrafo apparirà in qualsiasi posizione si voglia.

Se si necessita di un controllo più preciso, è necessario evidenziare il testo prima di tagliarlo. Posizionare il cursore all'inizio del testo da tagliare. Premere Ctrl+6 (oppure Alt+A). Ora spostare il cursore alla fine del testo da tagliare: il testo selezionato verrà evidenziato. Se si vuole annullare la selezione, premere di nuovo Ctrl+6. Premere invece Ctrl+K per tagliare il testo evidenziato. Usare Ctrl+U per incollarlo.


Cercare del testo

Cercare una stringa nel testo è facile e più veloce di quanto si possa pensare (sarà ancora più facile se si pensa a "Where is" anziché a "Search"). È sufficiente usare il comando Ctrl+W, scrivere la stringa da cercare e premere Invio. Per cercare di nuovo la stessa stringa usare la combinazione di tasti Alt+W.

Nota: Nei testi di aiuto di nano il tasto Ctrl è rappresentato da un segno di omissione (accento circonflesso, NdT) (^), quindi la combinazione di tasti Ctrl+W sarà mostrata come ^W, e così via. Il tasto Alt è rappresentato invece da una M (che sta per "Meta"), quindi Alt+W sarà mostrato come M-W.

Altre opzioni

Se si è interessati a configurare nano, si può leggere il file /etc/nanorc.
All'inizio di ogni comando troverete uno di questi due simboli: $ (dollaro) e # (cancelletto). La presenza di $ indica che il comando può essere eseguito anche come normale utente, mentre il simbolo # indica che il comando che lo segue deve essere eseguito con privilegi di amministratore (root). Da utenti normali è possibile divenire root in questo modo: da terminale, si digiti:

$ su

oppure, su Ubuntu e varianti:

$ sudo su

Verrà richiesta la password di amministratore (su Ubuntu e varianti quella dell'utente): per motivi di sicurezza e riservatezza non verrà mostrata durante la digitazione.

A questo punto (si noti # al posto di $, segno che ora si è root) sarà possibile lanciare il comando:

# comando

NOTA: per Ubuntu e varianti, nel caso si necessiti di eseguire solo pochi comandi, esiste un'alternativa: basta far precedere il comando da eseguire da "sudo", in questo modo:

$ sudo comando

Per altre indicazioni sulle convenzioni della linea di comando vedere "introduzione all'uso della shell"

Convenzioni

All'inizio di ogni comando troverete uno di questi due simboli: $ (dollaro) e # (cancelletto). La presenza di $ indica che il comando può essere eseguito anche come normale utente, mentre il simbolo # indica che il comando che lo segue deve essere eseguito con privilegi di amministratore (root). Da utenti normali è possibile divenire root in questo modo: da terminale, si digiti:
$ su

oppure, su Ubuntu e varianti:

$ sudo su

Verrà richiesta la password di amministratore (su Ubuntu e varianti quella dell'utente): per motivi di sicurezza e riservatezza non verrà mostrata durante la digitazione.

A questo punto (si noti # al posto di $, segno che ora si è root) sarà possibile lanciare il comando:

# comando

NOTA: per Ubuntu e varianti, nel caso si necessiti di eseguire solo pochi comandi, esiste un'alternativa: basta far precedere il comando da eseguire da "sudo", in questo modo:

$ sudo comando

Per altre indicazioni sulle convenzioni della linea di comando vedere "introduzione all'uso della shell"


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MySQL database open source per eccellenza presenta la nuova versione 6.06

Il database server relazionale (RDBMS) Open Source veloce, stabile e sicuro per gestire grandi quantità di dati all'interno di strutture di rete di qualsiasi dimensione.

MySQL dispone di una propria riga di comando che consente di gestirne ogni aspetto ma all'occorrenza sono disponibili numerose interfacce grafiche anche di tipo web come l'ottimo PhpMyAdmin.
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MySQL è il database open source per eccellenza. Cresciuto molto in questi anni, è diventato il DBMS più utilizzato dalla comunità open source e apprezzato anche da chi scrive pagine con tecnologie diverse da PHP e su server diversi da Linux.

MySQL è un database management system (DBMS) relazionale, composto da un client con interfaccia a caratteri e un server, entrambi disponibili sia per sistemi Unix come GNU/Linux che per Windows, anche se prevale un suo utilizzo in ambito Unix.

Dal 1996 supporta la maggior parte della sintassi SQL e si prevede in futuro il pieno rispetto dello standard ANSI. Possiede delle interfacce per diversi linguaggi, compreso un driver ODBC, due driver Java e un driver per Mono e .NET.

Il codice di MySQL viene sviluppato fin dal 1979 dalla ditta TcX ataconsult, adesso MySQL AB, ma è solo dal 1996 che viene distribuita una versione che supporta SQL, prendendo spunto da un altro prodotto: mSQL.

Il codice di MySQL è di proprietà della omonima società, viene però distribuito con la licenza GNU GPL oltre che con una licenza commerciale. Fino alla versione 4.0, una buona parte del codice del client era licenziato con la GNU LGPL e poteva dunque essere utilizzato per applicazioni commerciali. Dalla versione 4.1 in poi, anche il codice dei client è distribuito sotto GNU GPL. Esiste peraltro una clausola estensiva che consente l'utilizzo di MySQL con una vasta gamma di licenze libere.

MySQL svolge il compito di DBMS nella piattaforma LAMP, una delle più usate e installate su Internet per lo sviluppo di siti e applicazioni web dinamiche.

Nel luglio 2007 la società svedese MySQL AB ha 385 dipendenti in 265 paesi. I suoi principali introiti provengono dal supporto agli utilizzatori di MySQL tramite il pacchetto Enterprise , dalla vendita delle licenze commerciali e dall'utilizzo da parte di terzi del marchio MySQL. Il 16 gennaio 2008 Sun Microsystems ha acquistato la società per un miliardo di dollari, stimando il mercato del database in 15 miliardi di dollari.

La versione 5.2 è in fase alfa e le principali novità sono il nuovo storage engine Falcon e il backup online. Sul sito di MySQL è scomparso ogni riferimento alla versione 5.2 e le novità che avrebbe dovuto introdurre sono state pianificate per la versione 6.0.

MySQL è distribuito gratuitamente per Linux sul sito http://www.mysql.com. Di solito l'ultima versione stabile viene identificata come "recommended". Vedremo come installare MySQL partendo dai file mysql-xxx.tar.gz (dove xxx sta per il numero della versione), sappiate comunque che esistono anche versioni in RPM o DEB.

Accertatevi di essere entrati nel sistema come root, altrimenti usate il comando su root.
Per cominciare scompattate il file e spostatevi nella directory appena creata.

tar xzf mysql-xxx.tar.gz
cd mysql-xxx
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Adesso è il momento di configurare il programma che curerà l'installazione di MySQL nel sistema. Se non conoscete bene le opzioni il consiglio è quello di limitarsi a specificare il percorso di installazione: le altre impostazioni di default vanno bene nella maggioranza dei casi. Solitamente il percorso consigliato è /usr/local/mysql, ma naturalmente potete scegliere il percorso che vi sembra più comodo.

./configure --prefix=/usr/local/mysql

Adesso vedrete molte schermate di configurazione, teneto sott'occhio il README e fate attenzione alle opzioni proposte. Finita questa parte siete pronti per lanciare la compilazione vera e propria:

make

Il programma adesso è installato, ma è necessario compiere ancora qualche operazione prima di essere operativi. La prima è quella di installare i file che permetteranno a MySQL di funzionare. Rimanete nella stessa directory dalla quale avete lanciato gli altri comandi e digitate:

scripts/mysql_install_db

A questo punto potete tranquillamente cancellare la directory nella quale vi trovate. Essa infatti contiene solamente file di installazione e temporanei; nel caso dobbiate reinstallare il programma dovrete solamente scompattare nuovamente mysql-xxx.tar.gz.

Avviamo il server:

mysqld

Per controllare che tutto funzioni correttamente digitate
mysqladmin -u root status

Operatori matematici di base

Con MySQL è possibile eseguire delle query utilizzando all'interno della sintassi SQL degli operatori matematici, che sono i classici della somma, sottrazione, moltiplicazione e divisione.

Somma
Possiamo sommare due o più campi per ottenere un nuovo campo, ad esempio:

SELECT (primoCampo + secondoCampo) AS totale FROM nomeTabella;

In questo modo, avremo una colonna di nome "totale" in cui saranno contenute tutte le somme dei due campi.

Differenza
Come per la somma, possiamo fare:

SELECT (primoCampo - secondoCampo) AS differenza FROM nomeTabella;

Moltiplicazione
All'interno delle query è possibile anche moltiplicare i valori di più campi, ad esempio:

SELECT (primoCampo * secondoCampo) AS risultato FROM nomeTabella;

Divisione
E ancora, per la divisione, possiamo usare:

SELECT (primoCampo / secondoCampo) AS risultato FROM nomeTabella;

Elevazione a potenza
L'elevazione a potenza con MySQL si può ottenere usando due funzioni: POW(x,y) o POWER(x,y), dove x rappresenta la base della potenza e y l'esponente. Ecco un esempio:

SELECT POW(10,3);

Restituisce: 1000.000000

Radice quadrata
La radice quadrata non negativa di un numero si ottiene con:

728x90_donna_gif
SELECT SQRT(9);

E restituisce: 3.000000

Casi pratici
Gli operatori matematici possono essere molto comodi anche per ordinare dei risultati. Ammettiamo di avere una tabella che contenga i voti totali assegnati a un articolo e il numero di persone che hanno votato. Per ordinare i records così da ottenere gli articoli più apprezzati, faremo:

SELECT id,titolo FROM articoli ORDER BY (voti_totali / numero_voti) DESC;

Per migliorare la query e avere sottomano anche la media dei voti di ogni articolo, possiamo crearci un campo provvisorio con il comando AS, ecco come:

SELECT (voti_totali / numero_voti) AS mediaVoto, id, titolo FROM articoli ORDER BY mediaVoto DESC;


Funzioni Aggregate

Le funzioni aggregate servono per eseguire operazioni matematiche su una o più colonne di MySQL.

COUNT
La funzione COUNT viene utilizzata per recuperare il numero di righe di una colonna. Ad esempio:

SELECT COUNT(*) AS totale FROM nomeTabella;

Questa funzione può essere utilizzata su qualunque tipo di dato.

COUNT(DISTINCT)
Questa funzione restituisce il numero delle diverse combinazioni che non contengono il valore NULL.
Ad esempio, se in una colonna abbiamo 10 righe: 5 contenenti la parola "calcio", 3 contenenti il termine "tennis" e le ultime 2 con "golf", effettuando un COUNT(DISTINCT) avremo il numero di combinazioni diverse, ovvero 3 (calcio, tennis, golf).

SELECT(DISTINCT nomeCampo) FROM nomeTabella;

Per riassumere quindi, se avessimo una tabella di MySQL che raccoglie le registrazioni a un determinato sito, SELECT COUNT(DISTINCT) può essere utile per sapere quanti nomi diversi sono stati usati, oppure quanti diversi titoli di studio ecc.

MAX
Questa funzione restituisce il valore più alto contenuto all'interno di una colonna. Per i campi numerici, restituisce il numero più alto, per quelli testuali (nei nuovi MySQL questa operazione è permessa) seleziona il campo che secondo l'ordine alfabetico è più avanti (ad esempio due valori: Alessandro e Filippo prende Filippo)

SELECT MAX(nomeCampo) FROM nomeTabella;

MIN
Questa funzione fa esattamente l'opposto della precedente: prende il valore più basso. Ecco un esempio:

SELECT MIN(nomeCampo) FROM nomeTabella;

AVG
Restituisce una media dei valori presenti in un campo. Da applicare ai soli campi numerici:

SELECT AVG(nomeCampoNumerico) FROM nomeTabella;

SUM
La funzione SUM somma i valori contenuti nel campo:

SELECT SUM(nomeCampoNumerico) FROM nomeTabella;

Anche questa funzione, va applicata ai soli campi numerici.

STD
Questa è una funzione utile per gli statistici. Calcola infatti la distanza di un valore dalla media, e si ottiene con:

SELECT STD(nomeCampoNumerico) FROM nomeTabella;

GROUP BY
La clausola GROUP BY consente di raggruppare un set di risultati in presenza di una delle funzioni aggregate previste da MySQL.

L'immagine “http://www.sitonline.it/it/images/td/banner_728x90.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Ammettiamo di avere una tabella con tre voci:

* id (INT e AUTO_INCREMENT)
* ordini (TINYINT)
* cliente (VARCHAR)

Per sapere quale sia la distanza dalla media degli ordini di ogni cliente, faremo:

SELECT STD(ordini) AS dispersione, cliente FROM nomeTabella GROUP BY cliente;

In questo modo avremo due tabelle, "dispersione" che contiene la distanza della media degli ordini e "cliente" contenente appunto il nome del cliente.

Altri operatori e funzioni matematiche

LEAST
La funzione LEAST restituisce la cifra più piccola di quelle passate come parametri. Ad esempio:

SELECT LEAST(1, 4, 5, 8.6, 0.9);

Restituisce: 0.9

GREATEST
Funzione simile alla precedente, ma ricava il numero più grande. Tipo:

SELECT GREATEST(1, 4, 5, 8.6, 0.9);

Restituisce: 8.6

MOD
Questa funzione da' come risultato il resto di un numero (passato come primo parametro) diviso per l'altro numero (passato come secondo parametro). Vediamo:

SELECT MOD(5,2);

Restituisce 1

FLOOR
La funzione FLOOR arrotonda la cifra specificata all'intero più grande inferiore alla cifra stessa. Ecco un esempio chiarificatore:

SELECT FLOOR(11.5);

Restituisce: 11

CEILING
Questa funzione è molto simile alla FLOOR ma esegue l'arrotondamento al valore minore non inferiore alla cifra stessa. Ecco il solito esempio "schiarsci-idee":

SELECT CEILING(11.5);

Restituisce: 12

ROUND
A questa funzione vengono passati due parametri: nel primo il numero da arrotondare e nel secondo parametro, a quale cifra decimale effettuare l'arrotondamento.
Ecco come:

SELECT ROUND(12.5682,2);

Restituisce: 12.57

Se il secondo parametro non venisse specificato, la cifra viene arrotondata all'intero più grande inferiore alla cifra stessa (proprio come la funzione FLOOR). Ad esempio:
L'immagine “http://www.motoreshopping.it/barclaycard/550x550_b.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
SELECT ROUND(12.5);

Restituisce: 12

EXP
La funzione EXP restituisce la base dei logaritmi naturali elevata alla potenza della cifra indicata. Ecco come:

SELECT EXP(2);

Restituisce: 7.389056

LOG
Questa funzione da' come risultato il logaritmo naturale del numero indicato. Ecco:

SELECT LOG(12);

Restituisce: 2.484907

LOG10
Questa funzione, simile alla precedente, restituisce il logaritmo del numero specificato in base 10.

SELECT LOG10(12);

Restituisce: 1.079181

SIGN
La funzione SIGN consente di ottenere tre risultati diversi in base al segno della cifra indicata. Un numero positivo restituirebbe 1, un numero negativo -1 e un numero nullo (0 - zero) restituirebbe per l'appunto 0. Vediamo tre esempi:

SELECT SIGN(5);

Restituisce: 1

SELECT SIGN(-2);

Restituisce: -1

SELECT SIGN(0);

Restituisce: 0

SIN
La funzione SIN ottiene il seno di una cifra data in radianti:

SELECT SIN(10);

Restituisce: -0.544021

COS
Questa funzione calcola il coseno di un numero dato in radianti:

SELECT COS(10);

Restituisce: -0.839072

TAN
La funzione TAN calcola la tangente di un numero espresso in radianti:

SELECT TAN(10);

Restituisce: 0.648361

ASIN
Questa funzione calcola l'arco seno di un numero. Restituisce NULL se la cifra non fosse compresa tra -1 e 1.

SELECT ASIN(-0.5);

Restituisce: -0.523599

ACOS
Simile alla precedente, ma restituisce ovviamente l'arco coseno della cifra indicata quando quest'ultima fosse compresa tra -1 e 1. Altrimenti restituirebbe NULL.

SELECT ACOS(-0.5);

Restituisce: 2.094395

ATAN
Questa restituisce invece l'arco tangente della cifra indicata:

SELECT ATAN(3);

Restituisce: 1.249046

ATAN2
Questa restituisce invece l'arco tangente delle due cifre indicate, tipo:

SELECT ATAN2(3,4);

Restituisce: 0.643501

COT
La funzione COT restituisce la cotagente della cifra data, ad esempio:

SELECT COT(5);

Restituisce: -0.29581292
L'immagine “http://www.parship.it/main/images/banner/yyc468c.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
DEGREES
Questa funzione converte i numeri da radianti a gradi:

SELECT DEGREES(2);

Restituisce: 114.59155902616

RADIANS
Effettua l'operazione inversa della funzione precedente. Ovvero partendo da un numero in gradi, lo converte in radianti.

SELECT RADIANS(114.59155902616);

Restituisce: 1.9999999999999
MySQL 6.06 alpha

2.4.19.1. Linux Notes

This section discusses issues that have been found to occur on Linux. The first few subsections describe general operating system-related issues, problems that can occur when using binary or source distributions, and post-installation issues. The remaining subsections discuss problems that occur with Linux on specific platforms.

Note that most of these problems occur on older versions of Linux. If you are running a recent version, you may see none of them.

2.4.19.1.1. Linux Operating System Notes
MySQL needs at least Linux version 2.0.

AB728x90.gif
Warning

We have seen some strange problems with Linux 2.2.14 and MySQL on SMP systems. We also have reports from some MySQL users that they have encountered serious stability problems using MySQL with kernel 2.2.14. If you are using this kernel, you should upgrade to 2.2.19 (or newer) or to a 2.4 kernel. If you have a multiple-CPU box, you should seriously consider using 2.4 because it gives you a significant speed boost. Your system should be more stable.

When using LinuxThreads, you should see a minimum of three mysqld processes running. These are in fact threads. There is one thread for the LinuxThreads manager, one thread to handle connections, and one thread to handle alarms and signals.

2.4.19.1.2. Linux Binary Distribution Notes

The Linux-Intel binary and RPM releases of MySQL are configured for the highest possible speed. We are always trying to use the fastest stable compiler available.

The binary release is linked with -static, which means you do not normally need to worry about which version of the system libraries you have. You need not install LinuxThreads, either. A program linked with -static is slightly larger than a dynamically linked program, but also slightly faster (3-5%). However, one problem with a statically linked program is that you can't use user-defined functions (UDFs). If you are going to write or use UDFs (this is something for C or C++ programmers only), you must compile MySQL yourself using dynamic linking.

A known issue with binary distributions is that on older Linux systems that use libc (such as Red Hat 4.x or Slackware), you get some (non-fatal) issues with hostname resolution. If your system uses libc rather than glibc2, you probably will encounter some difficulties with hostname resolution and getpwnam(). This happens because glibc (unfortunately) depends on some external libraries to implement hostname resolution and getpwent(), even when compiled with -static. These problems manifest themselves in two ways:

  • You may see the following error message when you run mysql_install_db:

    Sorry, the host 'xxxx' could not be looked up

    You can deal with this by executing mysql_install_db --force, which does not execute the resolveip test in mysql_install_db. The downside is that you cannot use hostnames in the grant tables: except for localhost, you must use IP numbers instead. If you are using an old version of MySQL that does not support --force, you must manually remove the resolveip test in mysql_install_db using a text editor.

  • You also may see the following error when you try to run mysqld with the --user option:

    getpwnam: No such file or directory

    To work around this problem, start mysqld by using the su command rather than by specifying the --user option. This causes the system itself to change the user ID of the mysqld process so that mysqld need not do so.

Another solution, which solves both problems, is not to use a binary distribution. Obtain a MySQL source distribution (in RPM or tar.gz format) and install that instead.

On some Linux 2.2 versions, you may get the error Resource temporarily unavailable when clients make a great many new connections to a mysqld server over TCP/IP. The problem is that Linux has a delay between the time that you close a TCP/IP socket and the time that the system actually frees it. There is room for only a finite number of TCP/IP slots, so you encounter the resource-unavailable error if clients attempt too many new TCP/IP connections over a short period of time. For example, you may see the error when you run the MySQL test-connect benchmark over TCP/IP.

We have inquired about this problem a few times on different Linux mailing lists but have never been able to find a suitable resolution. The only known “fix” is for clients to use persistent connections, or, if you are running the database server and clients on the same machine, to use Unix socket file connections rather than TCP/IP connections.

2.4.19.1.3. Linux Source Distribution Notes

This section does not apply to MySQL Enterprise Server users.

The following notes regarding glibc apply only to the situation when you build MySQL yourself. If you are running Linux on an x86 machine, in most cases it is much better for you to use our binary. We link our binaries against the best patched version of glibc we can find and with the best compiler options, in an attempt to make it suitable for a high-load server. For a typical user, even for setups with a lot of concurrent connections or tables exceeding the 2GB limit, our binary is the best choice in most cases. After reading the following text, if you are in doubt about what to do, try our binary first to determine whether it meets your needs. If you discover that it is not good enough, you may want to try your own build. In that case, we would appreciate a note about it so that we can build a better binary next time.

MySQL uses LinuxThreads on Linux. If you are using an old Linux version that doesn't have glibc2, you must install LinuxThreads before trying to compile MySQL. You can obtain LinuxThreads from http://dev.mysql.com/downloads/os-linux.html.

Note that glibc versions before and including version 2.1.1 have a fatal bug in pthread_mutex_timedwait() handling, which is used when INSERT DELAYED statements are issued. We recommend that you not use INSERT DELAYED before upgrading glibc.

Note that Linux kernel and the LinuxThread library can by default handle a maximum of 1,024 threads. If you plan to have more than 1,000 concurrent connections, you need to make some changes to LinuxThreads, as follows:

  • Increase PTHREAD_THREADS_MAX in sysdeps/unix/sysv/linux/bits/local_lim.h to 4096 and decrease STACK_SIZE in linuxthreads/internals.h to 256KB. The paths are relative to the root of glibc. (Note that MySQL is not stable with 600-1000 connections if STACK_SIZE is the default of 2MB.)

  • Recompile LinuxThreads to produce a new libpthread.a library, and relink MySQL against it.

There is another issue that greatly hurts MySQL performance, especially on SMP systems. The mutex implementation in LinuxThreads in glibc 2.1 is very poor for programs with many threads that hold the mutex only for a short time. This produces a paradoxical result: If you link MySQL against an unmodified LinuxThreads, removing processors from an SMP actually improves MySQL performance in many cases. We have made a patch available for glibc 2.1.3 to correct this behavior (http://dev.mysql.com/Downloads/Linux/linuxthreads-2.1-patch).

With glibc 2.2.2, MySQL uses the adaptive mutex, which is much better than even the patched one in glibc 2.1.3. Be warned, however, that under some conditions, the current mutex code in glibc 2.2.2 overspins, which hurts MySQL performance. The likelihood that this condition occurs can be reduced by re-nicing the mysqld process to the highest priority. We have also been able to correct the overspin behavior with a patch, available at http://dev.mysql.com/Downloads/Linux/linuxthreads-2.2.2.patch. It combines the correction of overspin, maximum number of threads, and stack spacing all in one. You need to apply it in the linuxthreads directory with patch -p0 /code>. We hope it is included in some form in future releases of glibc 2.2. In any case, if you link against glibc 2.2.2, you still need to correct STACK_SIZE and PTHREAD_THREADS_MAX. We hope that the defaults is corrected to some more acceptable values for high-load MySQL setup in the future, so that the commands needed to produce your own build can be reduced to ./configure; make; make install.

We recommend that you use these patches to build a special static version of libpthread.a and use it only for statically linking against MySQL. We know that these patches are safe for MySQL and significantly improve its performance, but we cannot say anything about their effects on other applications. If you link other applications that require LinuxThreads against the patched static version of the library, or build a patched shared version and install it on your system, you do so at your own risk.

If you experience any strange problems during the installation of MySQL, or with some common utilities hanging, it is very likely that they are either library or compiler related. If this is the case, using our binary resolves them.

If you link your own MySQL client programs, you may see the following error at runtime:

ld.so.1: fatal: libmysqlclient.so.#:
open failed: No such file or directory

This problem can be avoided by one of the following methods:

  • Link clients with the -Wl,r/full/path/to/libmysqlclient.so flag rather than with -Lpath).

  • Copy libmysqclient.so to /usr/lib.

  • Add the pathname of the directory where libmysqlclient.so is located to the LD_RUN_PATH environment variable before running your client.

If you are using the Fujitsu compiler (fcc/FCC), you may have some problems compiling MySQL because the Linux header files are very gcc oriented. The following configure line should work with fcc/FCC:

CC=fcc CFLAGS="-O -K fast -K lib -K omitfp -Kpreex -D_GNU_SOURCE \
-DCONST=const -DNO_STRTOLL_PROTO" \
CXX=FCC CXXFLAGS="-O -K fast -K lib \
-K omitfp -K preex --no_exceptions --no_rtti -D_GNU_SOURCE \
-DCONST=const -Dalloca=__builtin_alloca -DNO_STRTOLL_PROTO \
'-D_EXTERN_INLINE=static __inline'" \
./configure \
--prefix=/usr/local/mysql --enable-assembler \
--with-mysqld-ldflags=-all-static --disable-shared \
--with-low-memory

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2.4.19.1.4. Linux Post-Installation Notes

mysql.server can be found in the support-files directory under the MySQL installation directory or in a MySQL source tree. You can install it as /etc/init.d/mysql for automatic MySQL startup and shutdown. See Section 2.4.16.2.2, “Starting and Stopping MySQL Automatically”.

If MySQL cannot open enough files or connections, it may be that you have not configured Linux to handle enough files.

In Linux 2.2 and onward, you can check the number of allocated file handles as follows:

shell> cat /proc/sys/fs/file-max
shell> cat /proc/sys/fs/dquot-max
shell> cat /proc/sys/fs/super-max

If you have more than 16MB of memory, you should add something like the following to your init scripts (for example, /etc/init.d/boot.local on SuSE Linux):

echo 65536 > /proc/sys/fs/file-max
echo 8192 > /proc/sys/fs/dquot-max
echo 1024 > /proc/sys/fs/super-max

You can also run the echo commands from the command line as root, but these settings are lost the next time your computer restarts.

Alternatively, you can set these parameters on startup by using the sysctl tool, which is used by many Linux distributions (including SuSE Linux 8.0 and later). Put the following values into a file named /etc/sysctl.conf:

# Increase some values for MySQL
fs.file-max = 65536
fs.dquot-max = 8192
fs.super-max = 1024

You should also add the following to /etc/my.cnf:

[mysqld_safe]
open-files-limit=8192

This should allow the server a limit of 8,192 for the combined number of connections and open files.

The STACK_SIZE constant in LinuxThreads controls the spacing of thread stacks in the address space. It needs to be large enough so that there is plenty of room for each individual thread stack, but small enough to keep the stack of some threads from running into the global mysqld data. Unfortunately, as we have experimentally discovered, the Linux implementation of mmap() successfully unmaps a mapped region if you ask it to map out an address currently in use, zeroing out the data on the entire page instead of returning an error. So, the safety of mysqld or any other threaded application depends on the “gentlemanly” behavior of the code that creates threads. The user must take measures to make sure that the number of running threads at any given time is sufficiently low for thread stacks to stay away from the global heap. With mysqld, you should enforce this behavior by setting a reasonable value for the max_connections variable.

If you build MySQL yourself, you can patch LinuxThreads for better stack use. See Section 2.4.19.1.3, “Linux Source Distribution Notes”. If you do not want to patch LinuxThreads, you should set max_connections to a value no higher than 500. It should be even less if you have a large key buffer, large heap tables, or some other things that make mysqld allocate a lot of memory, or if you are running a 2.2 kernel with a 2GB patch. If you are using our binary or RPM version, you can safely set max_connections at 1500, assuming no large key buffer or heap tables with lots of data. The more you reduce STACK_SIZE in LinuxThreads the more threads you can safely create. We recommend values between 128KB and 256KB.

If you use a lot of concurrent connections, you may suffer from a “feature” in the 2.2 kernel that attempts to prevent fork bomb attacks by penalizing a process for forking or cloning a child. This causes MySQL not to scale well as you increase the number of concurrent clients. On single-CPU systems, we have seen this manifest as very slow thread creation; it may take a long time to connect to MySQL (as long as one minute), and it may take just as long to shut it down. On multiple-CPU systems, we have observed a gradual drop in query speed as the number of clients increases. In the process of trying to find a solution, we have received a kernel patch from one of our users who claimed it helped for his site. This patch is available at http://dev.mysql.com/Downloads/Patches/linux-fork.patch. We have done rather extensive testing of this patch on both development and production systems. It has significantly improved MySQL performance without causing any problems and we recommend it to our users who still run high-load servers on 2.2 kernels.

This issue has been fixed in the 2.4 kernel, so if you are not satisfied with the current performance of your system, rather than patching your 2.2 kernel, it might be easier to upgrade to 2.4. On SMP systems, upgrading also gives you a nice SMP boost in addition to fixing the fairness bug.

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We have tested MySQL on the 2.4 kernel on a two-CPU machine and found MySQL scales much better. There was virtually no slowdown on query throughput all the way up to 1,000 clients, and the MySQL scaling factor (computed as the ratio of maximum throughput to the throughput for one client) was 180%. We have observed similar results on a four-CPU system: Virtually no slowdown as the number of clients was increased up to 1,000, and a 300% scaling factor. Based on these results, for a high-load SMP server using a 2.2 kernel, we definitely recommend upgrading to the 2.4 kernel at this point.

We have discovered that it is essential to run the mysqld process with the highest possible priority on the 2.4 kernel to achieve maximum performance. This can be done by adding a renice -20 $$ command to mysqld_safe. In our testing on a four-CPU machine, increasing the priority resulted in a 60% throughput increase with 400 clients.

We are currently also trying to collect more information on how well MySQL performs with a 2.4 kernel on four-way and eight-way systems. If you have access such a system and have done some benchmarks, please send an email message to with the results. We will review them for inclusion in the manual.

If you see a dead mysqld server process with ps, this usually means that you have found a bug in MySQL or you have a corrupted table. See Section B.1.4.2, “What to Do If MySQL Keeps Crashing”.

To get a core dump on Linux if mysqld dies with a SIGSEGV signal, you can start mysqld with the --core-file option. Note that you also probably need to raise the core file size by adding ulimit -c 1000000 to mysqld_safe or starting mysqld_safe with --core-file-size=1000000. See Section 4.3.2, “mysqld_safe — MySQL Server Startup Script”.

2.4.19.1.5. Linux x86 Notes

MySQL requires libc 5.4.12 or newer. It is known to work with libc 5.4.46. glibc 2.0.6 and later should also work. There have been some problems with the glibc RPMs from Red Hat, so if you have problems, check whether there are any updates. The glibc 2.0.7-19 and 2.0.7-29 RPMs are known to work.

If you are using Red Hat 8.0 or a new glibc 2.2.x library, you may see mysqld die in gethostbyaddr(). This happens because the new glibc library requires a stack size greater than 128KB for this call. To fix the problem, start mysqld with the --thread-stack=192K option. (Use -O thread_stack=192K before MySQL 4.) This stack size is the default on MySQL 4.0.10 and above, so you should not see the problem.

If you are using gcc 3.0 and above to compile MySQL, you must install the libstdc++v3 library before compiling MySQL; if you don't do this, you get an error about a missing __cxa_pure_virtual symbol during linking.

On some older Linux distributions, configure may produce an error like this:

Syntax error in sched.h. Change _P to __P in the
/usr/include/sched.h file.
See the Installation chapter in the Reference Manual.

Just do what the error message says. Add an extra underscore to the _P macro name that has only one underscore, and then try again.

You may get some warnings when compiling. Those shown here can be ignored:

mysqld.cc -o objs-thread/mysqld.o
mysqld.cc: In function `void init_signals()':
mysqld.cc:315: warning: assignment of negative value `-1' to
`long unsigned int'
mysqld.cc: In function `void * signal_hand(void *)':
mysqld.cc:346: warning: assignment of negative value `-1' to
`long unsigned int'

If mysqld always dumps core when it starts, the problem may be that you have an old /lib/libc.a. Try renaming it, and then remove sql/mysqld and do a new make install and try again. This problem has been reported on some Slackware installations.

If you get the following error when linking mysqld, it means that your libg++.a is not installed correctly:

/usr/lib/libc.a(putc.o): In function `_IO_putc':
putc.o(.text+0x0): multiple definition of `_IO_putc'

You can avoid using libg++.a by running configure like this:

shell> CXX=gcc ./configure 
2.4.19.1.6. Linux SPARC Notes

In some implementations, readdir_r() is broken. The symptom is that the SHOW DATABASES statement always returns an empty set. This can be fixed by removing HAVE_READDIR_R from config.h after configuring and before compiling.

2.4.19.1.7. Linux Alpha Notes

We have tested MySQL 5.0 on Alpha with our benchmarks and test suite, and it appears to work well.

We currently build the MySQL binary packages on SuSE Linux 7.0 for AXP, kernel 2.4.4-SMP, Compaq C compiler (V6.2-505) and Compaq C++ compiler (V6.3-006) on a Compaq DS20 machine with an Alpha EV6 processor.

You can find the preceding compilers at http://www.support.compaq.com/alpha-tools/. By using these compilers rather than gcc, we get about 9-14% better MySQL performance.

For MySQL on Alpha, we use the -arch generic flag to our compile options, which ensures that the binary runs on all Alpha processors. We also compile statically to avoid library problems. The configure command looks like this:

CC=ccc CFLAGS="-fast -arch generic" CXX=cxx \
CXXFLAGS="-fast -arch generic -noexceptions -nortti" \
./configure --prefix=/usr/local/mysql --disable-shared \
--with-extra-charsets=complex --enable-thread-safe-client \
--with-mysqld-ldflags=-non_shared --with-client-ldflags=-non_shared

Some known problems when running MySQL on Linux-Alpha:

  • Debugging threaded applications like MySQL does not work with gdb 4.18. You should use gdb 5.1 instead.

  • If you try linking mysqld statically when using gcc, the resulting image dumps core at startup time. In other words, do not use --with-mysqld-ldflags=-all-static with gcc.

2.4.19.1.8. Linux PowerPC Notes

MySQL should work on MkLinux with the newest glibc package (tested with glibc 2.0.7).

2.4.19.1.9. Linux MIPS Notes

To get MySQL to work on Qube2 (Linux Mips), you need the newest glibc libraries. glibc-2.0.7-29C2 is known to work. You must also use gcc 2.95.2 or newer).

2.4.19.1.10. Linux IA-64 Notes

To get MySQL to compile on Linux IA-64, we use the following configure command for building with gcc 2.96:

CC=gcc \
CFLAGS="-O3 -fno-omit-frame-pointer" \
CXX=gcc \
CXXFLAGS="-O3 -fno-omit-frame-pointer -felide-constructors \
-fno-exceptions -fno-rtti" \
./configure --prefix=/usr/local/mysql \
"--with-comment=Official MySQL binary" \
--with-extra-charsets=complex

On IA-64, the MySQL client binaries use shared libraries. This means that if you install our binary distribution at a location other than /usr/local/mysql, you need to add the path of the directory where you have libmysqlclient.so installed either to the /etc/ld.so.conf file or to the value of your LD_LIBRARY_PATH environment variable.

See Section B.1.3.1, “Problems Linking to the MySQL Client Library”.

2.4.19.1.11. SELinux Notes

RHEL4 comes with SELinux, which supports tighter access control for processes. If SELinux is enabled (SELINUX in /etc/selinux/config is set to enforcing, SELINUXTYPE is set to either targeted or strict), you might encounter problems installing MySQL AB RPM packages.

Red Hat has an update that solves this. It involves an update of the “security policy” specification to handle the install structure of the RPMs provided by MySQL AB. For further information, see https://bugzilla.redhat.com/bugzilla/show_bug.cgi?id=167551 and http://rhn.redhat.com/errata/RHBA-2006-0049.html.

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