Come pulire Debian: i File di configurazione e Localepurge.

File di Configurazione.

Eliminando i file di configurazione si libera spazio, e si mantiene più pulita la directory /etc.

Con il seguente comando è possibile rimuovere i file di configurazione che sono stati lasciati nel sistema dai pacchetti non rimossi attraverso il comando "apt-get purge" :

# dpkg --purge `dpkg -l | egrep "^rc" | cut -d' ' -f3`

Ecco una breve spiegazione dei comandi:

dpkg --purge listapacchetti

rimuove i file di configurazione di tutti i pacchetti indicati. La lista dei pacchetti è ottenuta tramite il comando:

`dpkg -l | egrep "^rc" | cut -d' ' -f3`

che genera la lista dei pacchetti che non sono stati rimossi completamente (cioè dei quali non sono stati rimossi i file di configurazione).

In dettaglio:

dpkg -l

Elenca tutti i pacchetti disponibili
egrep "^rc"
Visualizza solo quelle righe che iniziano con "rc" (stato che indica che il pacchetto è stato rimosso ma sono ancora presenti i file di configurazione)
cut -d' ' –f3
debian conoscere
Restituisce solo il nome del pacchetto: usa come delimitatore (-d) di campo uno spazio (' ') e prende solo il terzo campo (-f3, field in inglese).

Stesso risultato si ottiene con l'uso di aptitude:

# aptitude search ~c

trova i pacchetti che hanno lasciato il file di configurazione nel sistema quando sono stati rimossi.

# aptitude purge ~c

elimina tali file, previa conferma.

Se si vuol cancellare i file di configurazione dei pacchetti rimossi ad ogni avvio del sistema, basta eseguire con i permessi di root:

# crontab -e

e inserire le righe:

PATH=/bin:/usr/bin:/sbin
@reboot if [ `dpkg -l | egrep "^rc" | wc -l` -ne 0 ]; then dpkg --purge `dpkg -l | egrep "^rc" | cut -d' ' -f3` >/dev/null 2>&1; fi

bisogna aggiungere necessariamente la directory /sbin alla variabile PATH e questa deve precedere ogni cronjob.
Guardare a riguardo la guida su Cron.

 

Localepurge: rimuoviamo le lingue che non ci interessano

Spesso, non sono necessarie tutte le lingue che un pacchetto installa. Di solito ne bastano due:

  • en (lingua generale)
  • it_IT (lingua dell'utilizzatore) localepurge

Tra le varianti va scelta quella che viene usata nel proprio sistema (nel mio caso it_IT@euro e en_US)

Quindi, quelle superflue, potrebbero essere tranquillamente rimosse, liberando un po' di spazio inutile!

Info.png

NOTA BENE
è sconsigliabile rimuovere l'inglese, in quanto è la lingua di default del sistema:

per evitare problemi, lasciarla installata.

Durante la configurazione di localepurge, verrà mostrata una lista di lingue, dalla quale vanno selezionate solo quelle che non devono venir rimosse.

Una volta fatto questo, lanciando il comando

# localepurge

verranno eliminati i locales non necessari.

 

Ma non solo: quando si installerà uno o più pacchetti, a questi verranno automaticamente rimosse le localizzazioni che non erano state selezionate durante la configurazione del programma.

Info.png

Nota
Per chi avesse dei dubbi sull'efficacia di questa utility, ecco le statistiche sullo spazio liberato sul mio laptop (su cui ho appena installato Debian):

knio:/home/maxer# localepurge
localepurge: Disk space freed in /usr/share/locale: 109778K
localepurge: Disk space freed in /usr/share/man: 1940K


Total disk space freed by localepurge: 111718K

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

reeder

Luca Soraci

Luca Soraci

Ubuntu giunge alle nostre orecchie solo perché è stato mutuato come nome per un sistema operativo di successo; lo abbiamo sentito nei discorsi di Mandela, del vescovo Tutu, ed è uno dei concetti fondanti di quel movimento di rinascimento che vuole far fiorire il continente africano al di sopra delle difficoltà attuali.

Nessun commento:

Posta un commento

Powered by Blogger.