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OpenOffice.org 3.0 sfida Microsoft Office

OpenOffice.org (il suffisso .org è stato inserito a causa di una disputa sul marchio) è una suite di proprieta' Sun Microsystems con copyright e licenza JCA, che può essere classificato come software di produttività personale. L'abbreviazione "ufficiale" è OOo.

Il codice sorgente attualmente viene rilasciato da Sun come software libero su licenza LGPL. È basato sul codice della versione 5.2 di StarOffice, che dopo l'acquisizione da parte di Sun Microsystems è stato rilasciato con licenza libera. Più precisamente, il codice è soggetto alla licenza LGPL (la licenza SISSL, precedentemente usata in abbinamento, è stata abbandonata da Sun).

La clausola esplicita presente nella licenza LGPL consente all'utente di rilicenziare il codice sotto licenza GPL. La proprieta' esclusiva della suite impone pero' un fork al codice (e l'abbandono del nome) nel momento che dovesse essere redistribuito o variato, in quanto la licenza JCA impone l'esclusivita' dei diritti e proventi dellla suite solo a favore di Sun; infatti gli sviluppatori che collaborano ad OOo devono preventivamente accettare di firmare la cessione di ogni diritto futuro a Sun come previsto dalla licenza JCA.

Il progetto ha come obiettivi quelli di fornire a tutti gli utenti un ottimo prodotto libero che possa competere con i prodotti commerciali attualmente dominanti in questo settore. Ha la caratteristica di essere compatibile con i formati di file di Microsoft Office, ma dispone anche di formati nativi basati su XML che utilizzano un algoritmo di compressione (si tratta dell'LZW, lo stesso dei file "ZIP"). Sono supportate ufficialmente versioni per GNU/Linux, Microsoft Windows, Solaris e Mac OS X (la versione attuale su Mac OS richiede l'uso di X11), ma è possibile installarlo anche su altri sistemi operativi.

È disponibile in circa 70 versioni linguistiche ufficiali, a cui si aggiungono progetti di localizzazione "regionali" come, per esempio, la traduzione nei dialetti della lingua zulu sponsorizzata dal governo sudafricano.

L'ultima versione rilasciata include:

* Writer (word processor e editor HTML WYSIWYG)
* Calc (foglio di calcolo)
* Draw (programma di grafica vettoriale)
* Impress (programma per creare presentazioni)
* Math (editor di formule matematiche)
* Base (database)
* Registrazione di Macro
* Esportazione ed importazione nei formati PDF, Macromedia Flash, DocBook XML, Microsoft Office, SVG,ODF.
Nelle prime versioni si era pensato di configurare OpenOffice.org per collegarsi con database come postgreSQL o mySQL, avendo in questo modo a disposizione le prestazioni e le potenzialità di un vero database.

Dalla versione 2.0 c'è a disposizione una gestione diretta di una base di dati e un'interfaccia utente più versatile simile a quella utilizzata da Microsoft Office.

Progetti aggiuntivi e paralleli di OpenOffice.org riguardano la stesura della documentazione, la localizzazione e la programmazione dell'infrastruttura sulla quali sono costruiti i vari moduli della suite. Esiste anche un progetto che ha come obiettivo quello di creare un archivio comune delle macro.

Microsoft Office è sicuramente la suite per la produttività più conosciuta al mondo. A detta degli sviluppatori di OpenOffice, però, questa sua supremazia nel settore potrebbe essere presto messa a rischio. Infatti, con l’avvento della terza versione di OpenOffice.org, la concorrenza dovrebbe farsi più che mai agguerrita.

Le novità che verranno implementate in OpenOffice.org 3.0 saranno tali da poter rendere questa suite più che una valida alternativa al rivale più famoso. Dalla prima Alpha si nota che le nuove caratteristiche e le migliorie più importanti riguardano tutti i settori del pacchetto per l’ufficio.

OpenOffice 3.0 si presenterà al pubblico con una rinnovata veste grafica, decisamente più user-friendly delle versioni precedenti. A darci il benvenuto nella suite non vi sarà più Writer ma un nuova schermata che permetterà di scegliere quale tipo di documeto scrivere.

dev300_m3_start_center.png

(Figura 1: la nuova schermata di benvenuto di OpenOffice.org)

Writer, il programma di videoscrittura, è l’applicativo che ingloba le maggiori migliorie, tante da renderlo finalmente il degno rivale di Microsoft Word. Tra le varie feature già implementate, spicca la possibilità di poter affiancare a due a due le varie pagine scritte e di effettuare uno zoom su di esse, proprio come se fossero parti di un semplice pdf. E non è detto che proprio sui pdf, il team di OpenOffice ci riservi delle interessanti novità.

dev300_m3_windows_i1598_multiple_pages2.png

(Figura 2: Ora le pagine di scritte con Writer posssono essere affiancate)

Un’altra importante caratteristica degna di nota, riguarda l’implementazione di Note2. Come accade in Word, ora anche in Writer 3.0 si potranno aggiungere delle note al documento scritto, potendo sfruttare il nuovo design di questo programma.

Una delle novità più attese e richieste, riguarda la compatibilità con i formati proprietari di Office ed in particolare con la nuova tecnologia Open XML. A partire da OpenOffice.org 3.0, verrà introdotto il pieno supporto ai formati .docx, .pptx e .xslx. Finalmente, dopo anni, si compie un enorme passo in avanti nell’interoperabilità tra i due sistemi, permettendo così all’utente di poter scrivere in tranquillità il proprio documento, senza pensare come verrà letto sull’altro applicativo, in che modo e con quale impaginazione.

Così come in Writer, anche in Calc sono state effettuate delle enormi migliorie che ne rendono l’utilizzo più piacevole. Da subito, si nota la presenza di un nuovo tema grafico che permette di avere dei rinnovati effetti grafici visivamente più accettabili ed accattivanti. L’estensione della potenza del programma, poi, viene resa nota anche dall’aumento delle colonne disponibili che passano da 256 a 1024.

dev300_m2_linux_i86069_calc_visual.png

(Figura 3: La nuova grafica permette di avere un impatto visivo migliore sulle operazioni in corso)

L’unica pecca che si può trovare nel prossimo OpenOffice.org 3.0, riguarda la mancata implementazione di un degno rivale di Outlook. A sentire le parole di Louis Suárez-Potts, Community Manager di OpenOffice.org, però, pare che le cose non cambieranno neanche questa volta. Da quanto emerge, l’implementazione di Thunderbird con Lightning non era vista come una valida alternativa ad Outlook, mentre si aspetta che la nuova Mozilla Messaging Corporation possa sfornare un prodotto interessante anche per il team di OpenOffice.

fonti: Tuxjournal & Wikipedia


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KDE4, occasione persa o guadagnata?

E' stato annunciato, gridato e pubblicizzato ai quattro venti: KDE 4 doveva essere la novità più importante del 2008. Ed in effetti lo è stata. Chi lo ha installato lo ha giudicato bellissimo, comodo da usare, divertente, veloce e leggero, poi dopo 5 minuti di utilizzo lo ha disinstallato. Perchè? Semplice, perchè KDE4 è instabile, ancora profondamente instabile.

E, purtroppo, non siamo stati solo noi comuni utenti a pensarla così, basta il giudizio degli sviluppatori delle maggiori distribuzioni è stato unanime: "KDE 4 è sicuramente un ottimo inizio, ma per il momento è solo questo, anche se l'inizio di qualcosa di importante".

Insomma, le potenzialità per diventare il desktop di riferimento anche fuori dell'Open Source è GNU/Linux ci sono tutte, ma ancora è necessario un importante lavoro di sviluppo, almeno di qualche mese, prima di integrarlo in modo definitivo all'interno delle distribuzioni. Fatto sta, che la release che è stato diffusa al grande pubblico come "ufficiale" non ha deluso le aspettative in quanto a funzionalità, ma le ha deluse in quanto a possibilità de utilizzo.

E' un'occasione persa? Si poteva aspettare forse di uscire con una versione più stabile e più integrata nelle distribuzioni prima di fare questa figuraccia? Oppure è un'occasione guadagnata?. Gli utenti in fondo hanno visto le funzionalità più interessanti del desktop del futuro.

Il suo orientamento al vettoriale, la sua interfaccia elegante e pulita, le funzionalità avanzate che lo elevano secondo molti al di sopra di quella che per anni è stata l'interfaccia più invidiata del panorama dei sistemi operativi: ACQUA. E senzìaltro un'occasione guadagnata, perchè ora sappiamo cosa possiamo aspettarci dal futuro, abbiamo visto con i nostri occhi la dove ce ne fosse la necessità quali sono le capacità degli sviluppatori Open Source.

Perciò un invito, anche questa volta, a provare a sperimentare il nuovo KDE4, fatelo anche ben sapendo che è altamente instabile, ma fatelo anche per capire cosa è GNU/Linux e dove stiamo andando, e poi come sempre per trovare un nuovo limite e abbatterlo. Questo è il vero spirito dell'Open Source. Come afferma lo stesso Linus Torvalds, è meglio fare rilasci frequenti per fare in modo che il contributo e le richieste della comunità possano essere immediatamente integrate nel software per migliorarlo sempre di più.



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Gestione dei pacchetti RPM

Il progetto UME (Ubuntu Mobile and Embedded) ha un'architettura a tre livelli; in cima abbiamo le applicazioni open source più classiche (Web browser, client e-mail, Istant Messaging, Media Player ec

Con la sigla RPM si identificano i pacchetti realizzati secondo uno standard definito da Red Hat (Red Hat Package Manager), i cui archivi hanno l'estensione `.rpm'. Oltre alla distribuzione Red Hat (e alle sue derivate), anche SuSE e Caldera utilizzano questo formato.

Per poter gestire tale formato occorre il programma `rpm'. Eventualmente, questo può essere ottenuto dalla sua origine, ftp://ftp.redhat.com/redhat/code/rpm/, oppure da un altro sito dopo una ricerca per mezzo di FTPSearch, http://ftpsearch.lycos.com, per un archivio che assomigli a `rpm-*.tar.gz'. *1* *2*

Se la propria distribuzione GNU/Linux non è fatta per gestire gli archivi in formato RPM, l'unica motivazione ragionevole per procurarsi il programma di gestione di questi è quella di poterli convertire nel formato a cui si è abituati.
14.1 Breve panoramica

Per comprendere l'utilizzo del programma `rpm', quando la propria distribuzione è organizzata secondo questo standard, vengono proposti alcuni esempi, senza entrare nel dettaglio della sua sintassi. Per maggiori informazioni conviene consultare la pagina di manuale rpm(8), oppure, per ottenere uno schema sintattico stringato basta avviare il programma stesso senza argomenti.

Informazioni

L'opzione `-q' introduce una richiesta di informazioni.

rpm -qpi

Mostra una descrizione del contenuto dell'archivio RPM.

rpm -qpl

Mostra l'elenco dei file contenuti nell'archivio RPM e dove andranno collocati se sarà installato.

rpm -qa

Mostra l'elenco dei pacchetti RPM installati, così come sono stati registrati nel sistema RPM.

rpm -qf

Determina il nome del pacchetto da cui proviene il file indicato come argomento.
Installazione

L'opzione `-i' introduce una richiesta di installazione di un pacchetto.

rpm -i

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato se non si verificano errori.

rpm -i

Installa il pacchetto contenuto in un archivio identificato dall'URI indicato se non si verificano errori. Per esempio potrebbe trattarsi di `rpm -i ftp://dinkel.brot.dg/pub/RPMS/mio-1.1-0.i386.rpm'

rpm -ivh

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, se non si verificano errori, mostrando qualche informazione e una barra di progressione.

rpm -i --nodeps

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, senza verificare le dipendenze tra i file.

rpm -i --replacefiles

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, senza verificare se vengono sovrascritti dei file.

rpm -i --ignorearch

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, senza verificare l'architettura dell'elaboratore.

rpm -i --ignoreos

Installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, senza verificare il tipo di sistema operativo.
Aggiornamento

L'opzione `-U' introduce una richiesta di aggiornamento di un pacchetto.

rpm -U

Aggiorna o installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, se non si verificano errori.

rpm -Uvh

Aggiorna o installa il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, se non si verificano errori, mostrando qualche informazione e una barra di progressione.

rpm -F

Aggiorna il pacchetto contenuto nell'archivio indicato, solo se risulta già installata una versione precedente.

rpm -F

Aggiorna i pacchetti contenuti negli archivi indicati, che risultano già installati nelle loro versioni precedenti.
Eliminazione

L'opzione `-e' introduce una richiesta di eliminazione di un pacchetto installato.

rpm -e

Elimina (disinstalla) il pacchetto.
Verifica

L'opzione `-V' introduce una richiesta di verifica di un pacchetto installato.

rpm -V

Verifica che il pacchetto indicato risulti installato correttamente.

rpm -Vf

Verifica il pacchetto contenente il file indicato.

rpm -Va

Verifica tutti i pacchetti.

rpm -Vp

Verifica la corrispondenza tra l'archivio RPM indicato come argomento e quanto installato effettivamente.

Sigla Descrizione
5 Controllo fallito della firma MD5.
S Variazione della dimensione del file.
L Collegamento simbolico alterato.
T Data di variazione del file alterata.
D Alterazione del file di dispositivo.
U Utente proprietario diverso.
G Gruppo proprietario diverso.
M Alterazione della modalità, comprendendo sia i permessi che il tipo di file.

Tabella 14.1: Elenco delle segnalazioni di errore generabili da un controllo di un'installazione di pacchetti RPM (opzione `-V').
Sistemazione dei permessi

rpm --setperms -a

Verifica ed eventualmente corregge i permessi dei file di tutti i pacchetti installati.

rpm --setugids -a

Verifica ed eventualmente corregge la proprietà dei file di tutti i pacchetti installati.

14.2 Problemi dovuti alle dipendenze

Alle volte, quando si installano o si vogliono eliminare dei pacchetti si incontrano dei problemi, perché il programma `rpm' impedisce di fare ciò che potrebbe essere dannoso e sembra originato a causa di un errore. A questo proposito vale la pena di conoscere alcune opzioni speciali.

*`--oldpackage'

Permette di aggiornare un pacchetto utilizzando una versione precedente a quella che appare essere già installata.

*`--replacefiles'

Permette di installare o aggiornare un pacchetto quando questo fatto implica la sostituzione di file già esistenti che appartengono ad altri pacchetti.

*`--replacepkgs'

Permette di installare un pacchetto anche quando questo risulta già installato.

*`--force'

È l'equivalente delle opzioni `--oldpackage', `--replacefiles' e `--replacepkgs', messe assieme.

*`--nodeps'

Installa, aggiorna o disinstalla senza curarsi delle dipendenze da file o da altri pacchetti.

14.3 Creazione di pacchetti binari personali

La creazione di pacchetti archiviati in formato RPM può essere una procedura complessa e delicata, quando si fanno le cose seriamente, cioè quando si vuole costruire un archivio da distribuire attraverso i canali ufficiali. Per distribuire un applicativo in forma binaria, occorre affiancargli un pacchetto SRPM (sorgente), ovvero un archivio contenente i sorgenti originali (intatti), assieme a tutta la procedura necessaria per applicare le modifiche, compilare il risultato e installarlo correttamente. In questa sezione si vuole mostrare il procedimento minimo necessario a creare un archivio RPM «binario» per scopi personali, senza che questo sia affiancato effettivamente da un archivio contenente i sorgenti.

Per creare un archivio RPM a partire da file già installati da qualche parte nel proprio filesystem, si utilizza il programma `rpm' con la sintassi seguente:

rpm -bb

Il file indicato come argomento contiene le informazioni necessarie a recuperare le directory e i singoli file che si vogliono raccogliere nell'archivio, assieme a una descrizione adeguata. Il file indicato come argomento si compone con una sintassi piuttosto semplice, che conviene vedere direttamente in un esempio.

Si suppone di avere predisposto un applicativo in forma binaria collocato a partire dalla directory `/opt/prova/', che utilizza anche il file di configurazione `/etc/prova.conf'. Le specifiche del pacchetto che si vuole creare potrebbero essere messe nel file `/tmp/prova.spec', mostrato sotto.

Name: Prova
Summary: Binari di prova.
Version: 1.0
Release: 1
Copyright: do not redistribute!
Group: Applications
Packager: Tizio Tizi

%description
Pacchetto applicativo di prova per le
mie prove...:-)

%files
/etc/prova.conf
/opt/prova

Come si vede dall'esempio, alcune direttive sono fatte per utilizzare una sola riga, altre, quelle che iniziano con il simbolo di percentuale, si articolano nelle righe sottostanti. Vale la pena di osservare che il campo `Copyright:' viene usato in modo differente dalle distribuzioni: la Red Hat pone una definizione che serve a capire rapidamente il genere di condizioni che pone la licenza d'uso, mentre altre mettono il titolare dei diritti del software. In questo caso, si immagina che si tratti di un lavoro che per qualche ragione non può essere distribuito.

Si osservi l'elenco che segue la direttiva `%files': rappresenta i file singoli e le directory intere che devono essere raccolte nell'archivio da generare.

Prima di creare l'archivio, è necessario che la gerarchia `/usr/src/redhat/' sia pronta; per quanto riguarda l'architettura i386, è necessario che esista anche la directory relativa agli archivi che vengono generati per questa, cioè: `/usr/src/redhat/RPMS/i386/'. Se manca, occorre crearla manualmente.

# rpm -pp /tmp/prova.spec

Quello che si vede è il comando necessario ad avviare la creazione dell'archivio `Prova-1.0-1.i386.rpm', che verrà collocato automaticamente nella directory `/usr/src/redhat/RPMS/i386/'. Per verificare che il proprio lavoro sia stato concluso con successo, si può indagare sul contenuto dell'archivio appena creato nel modo seguente:

# rpm -qpli /usr/src/redhat/RPMS/i386/Prova-1.0-1.i386.rpm

Name : Prova Distribution: (none)
Version : 1.0 Vendor: (none)
Release : 1 Build Date: mar 12 gen 1999 08:50:42 CET
Install date: (not installed) Build Host: dinkel.brot.dg
Group : Applications Source RPM: Prova-1.0-1.src.rpm
Size : 32074
Packager : Tizio Tizi
Summary : Binari di prova.
Description :
Pacchetto applicativo di prova per le
mie prove...:-)
/etc/prova.conf
/opt/prova
/opt/prova/...
/opt/prova/...
/opt/prova/...

Prima di concludere, è bene tenere presente che se ciò che si impacchetta non dipende dalla piattaforma, come nel caso della documentazione, conviene modificare l'estensione del file ottenuto da `.i386.rpm' a `.noarch.rpm'.
14.4 Riferimenti

*Red Hat Package Manager

http://www.rpm.org/

*Donnie Barnes, RPM HOWTO

1.) È importante che il pacchetto che si preleva sia fatto per l'architettura corrispondente al proprio sistema. Se si utilizza un elaboratore i386, o superiore, il nome dell'archivio dovrebbe contenere proprio la sigla `i386', probabilmente secondo il modello `rpm-*.i386.tar.gz'.

2.) La distribuzione Debian incorpora già il programma `rpm' tra i suoi pacchetti applicativi, proprio per consentire la conversione agevole da RPM e Debian (ammesso che poi il pacchetto di una distribuzione sia compatibile con l'altra).
fonte: lagash



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Amazon MP3 downloader per Ubuntu, Fedora, Debian, e OpenSUSE

Amazon ha finalmente rilasciato il loro MP3 downloader per Ubuntu, Fedora, Debian, e OpenSUSE.

Amazon ha reso disponibile il suo client mp3 per poter acquistare album online anche per linux, fornendo i pacchetti per:

Debian 4 Etch
Fedora 8
openSUSE 10.3
Ubuntu 7.10 Gutsy
Windows AMD Screenshot

Install the Amazon MP3 Downloader

We recommend installing the Amazon MP3 Downloader before your first purchase. It is required for album purchases, and makes downloading songs fast and easy.

* It automatically adds your music downloads to iTunes or Windows Media Player
* It takes just a few clicks and less than 30 seconds to install


Click the Download button below and follow the on-screen instructions, or read the detailed installation instructions below.

Troubleshooting
Problems with downloads? See our answers to Frequently Asked Questions. If you have already installed the Amazon MP3 Downloader, click here to enable it for use with this browser.

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Ubuntu Mobile con Hardy Heron

Ubuntu Mobile è una delle varianti più promettenti della distro sviluppata da Canonical.
Girerà su diversi device, dagli Intel Mid ai tablet pc e forse su molti altri dispositivi.

L'idea di approfondire la versione Mobile di Ubuntu è legata al tutorial di IBM, che in una ventina di pagine traccia gli aspetti salienti di questo framework, che ha iniziato ad essere incapsulato nella Gusty Gibbon e che sarà già pronto con la prossima versione di Ubuntu 8.04 Hardy Heron.


Il progetto UME (Ubuntu Mobile and Embedded) ha un'architettura a tre livelli; in cima abbiamo le applicazioni open source più classiche (Web browser, client e-mail, Istant Messaging, Media Player ecc..), nel mezzo c'è il sistema operativo (Ubuntu 7.10) configurato per una particolare architettura a basso livello e in fondo c'è la piattaforma che deve sottostare alle specifiche del
Mobile Internet Devices (MID) corrispondenti, per il momento, al solo chipset Intel McCaslin.

Il cuore dell'interfaccia utente (UI) viene rappresentato dal desktop Hildon utilizzato anche dai dispositivi Nokia 770 e N800. Il server X-Window di riferimento è Xephyr, che si rivelerà molto utile anche in fase di testing, visto che può girare anche all'interno di un altro X server come X.Org.

Nel nostro esempio il Desktop Hildon viene suddiviso in due aree; la prima più piccola, in alto, è costituita dal pannello context sensitive, che cambia a seconda di quello che è in esecuzione e l'altra, più estesa, che mostra il set di applicazioni disponibili.
1) Matt, puoi dirci chi sono gli sviluppatori coinvolti in Ubuntu Mobile e quali i loro compiti?
Tollef Fog Heen è il capo tecnico del progetto, aiutato da Adilson Oliveira. Intel sta contribuendo con molto codice attraverso moblin.org.
I membri dell’Ubuntu kernel team, desktop team e altri , sia di Canonical e in larga parte appartenenti alla comunità, stanno partecipando attivamente.

C’è una mailing list molto attiva su: https://lists.ubuntu.com/mailman/listinfo/ubuntu-mobile
2) Quali sono gli obiettivi principali da raggiungere prima della data di rilascio (18/10/2007)?
In breve, il nostro obiettivo è di assemblare un sistema operativo funzionale e libero che possa essere usato come base per ulteriori sviluppi. Per la prima release 7.10, ci stiamo concentrando per avere l’infrastruttura e le feature di base pronte.
Potete leggere dettagli sui vari componenti su https://wiki.ubuntu.com/MobileAndEmbedded

3) Ubuntu Mobile girerà su architettura x86. Pensate di sviluppare un port per altre architetture?

Per essere specifici, l’architettura supportata è LPIA (Low Power on Intel Architecture), che sembra promettere molto bene per la realizzazione di dispositivi mobili potenti e flessibili.
Al momento non abbiamo in progetto il porting su nuove architetture, ma la possibilità c’è, e ci aspettiamo un discreto interesse verso nuovi terreni una volta realizzata la piattaforma principale.

4) Si vocifera molto di un porting di Ubuntu Mobile sul Nokia N800. E’ solo un rumor? Cosa ci dici a riguardo?

C’è molto interesse per l’N800 da parte degli sviluppatori open source, molti dei quali sono anche sostenitori di Ubuntu, così penso che questo tipo di speculazioni si potranno realizzare.
5) Sarà possibile vedere dei device con Ubuntu mobile preinstallata?
Certamente, ci aspettiamo di vedere dispositivi basati su Ubuntu il prossimo anno.
6) Sarà possibile vedere Ubuntu mobile anche su telefoni cellulari o dovremo accontentarci dei tablet?
I cellulari hanno le loro specificità rispetto ai MID. Le gente si aspetta funzionalità differenti da questi dispositivi, senza contare che l’hardware è totalmente differente.
Portare Ubuntu sui cellulari potrebbe essere un altro progetto piuttosto che l’estensione di Ubuntu mobile.


7) Per ultimo voglio farti una domanda sull’interazione. Fin’ora si è data importanta alla sola interazione “tattile”. Pensate di sviluppare nuove forme di interazione come ad esempio il controllo vocale?

Dal momento che Ubuntu si è sempre focalizzata sulla qualità dell’esperienza utente, siamo certamente interessati nell’esplorazione di modi differenti con cui le persone vorranno interagire con i device mobili.
L’iPhone ha mostrato che cosa sia possibile fare con dispositivi ridotti, e i MID sono una piattaforma molto meno restrittiva dell’iPhone.




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Comandi per la gestione di file e directory

I Comandi da Shell
  • Questa pagina vi aiuterà a familiarizzare con i comandi base della shell GNU/Linux.

  • Tutti i comandi all'interno di questa pagina devono essere eseguiti dalla linea di comando (Terminale).

  • Attenzione: Linux è case sensitive. User, user, e USER sono tutte cose diverse per Linux.

Comandi per la gestione di file e directory

pwd

Il comando pwd serve per mostrare la directory in cui ci si trova. La sintassi del comando è la seguente:
pwd [opzioni]


ls

Il comando ls serve per elencare il contenuto di una directory. La sintassi del comando è la seguente:
ls [opzione] [directory]
Alcune opzioni da utilizzare con il comando ls:
  1. [directory] elenca il contenuto della directory specificata, se non specificata viene considerata la directory corrente

  2. -a elenca anche i file nascosti

  3. -l elenco dettagliato di file e sotto directory con i loro attributi

  4. -R elenca ricorsivamente i file nella directory indicata e in tutte le sottodirectory

  5. -s mostra la dimensione dei file

  6. -S ordina i file per dimensione partendo dal più grande

  7. -u ordina i file per data e ora di accesso partendo dal più recente

  8. -X ordina i file per estensione e ordine alfabetico

  9. -r elenca i file invertendone l'ordine

  10. -color mostra i file con colori differenti

cd


Il comando cd serve per spostarsi all'interno delle directory del filesystem. La sintassi del comando è la seguente:
cd [directory]
Alcuni esempi di uso del comando:
  • cd .. Serve per spostarsi alla directory superiore.

  • cd Serve per spostarsi, da qualsiasi punto, alla propria directory home. È equivalente a: cd ~
  • cd /etc Serve per spostarsi nella directory /etc

mkdir

Il comando mkdir serve per creare directory all'interno del filesystem. La sintassi del comando è:
mkdir [opzioni] directory
Alcuni esempi di uso del comando mkdir:
  • mkdir prova Verrà creata la directory prova/ all'interno della directory in corrente.

  • mkdir -p /prova1/bin In questo modo verranno create tutte le directory comprese nel percorso, anche se la prima directory specificata non esiste.

cp

Il comando cp serve per:
  • copiare un file in un altro file

  • copiare un file in un'altra directory

  • copiare più file in un'altra directory

  • copiare directory

La sintassi del comando è la seguente:
cp [opzioni] origine destinazione Alcune opzioni da utilizzare con il comando cp:
  1. -b esegue automaticamente una copia di backup di ogni file di destinazione esistente

  2. -f forza la sovrascrittura dei file, senza richiedere interventi da parte dell'utente

  3. -i attiva la modalità interattiva, che chiede conferma prima dell'eventuale sovrascrittura di file preesistenti

  4. -p mantiene, se possibile, gli attributi del file

  5. -r permette di attivare la modalità ricorsiva, consentendo la copia di directory

  6. -v attiva la modalità "verbose", visualizza ciò che il sistema ha fatto in seguito al comando

Alcuni esempi di uso del comando cp:
  • cp /prova/miofile /prova1
    Copia il file miofile della directory prova nella directory /prova1.

  • cp /prova/miofile /prova1/nuovofile
    Copia il file miofile della directory /prova nella directory /prova1 dandogli il nome nuovofile.

  • cp -r /prova /prova_copia
    Copia la cartella /prova, e tutto il suo contenuto, nella cartella /prova_copia.

mv

Il comando mv serve per spostare, o rinominare, file e directory. La sintassi del comando è la seguente:
mv [opzioni] origine destinazione
Le opzioni sono le stesse del comando cp. Alcuni esempi di uso del comando mv:
  • mv miofile nuovofile
    Cambierà il nome al file miofile in nuovofile.

  • mv miofile /prova
    Sposterà il file miofile nella directory /prova sovrascrivendo un eventuale file con lo stesso nome.

  • mv /prova /prova_nuova
    Cambierà il nome alla directory /prova in /prova_nuova.

rm e rmdir

Il comando rm serve per cancellare file o directory dal file system. La sintassi del comando è la seguente:
rm [opzioni] file ...
Alcune opzioni da utilizzare con il comando rm:
  1. -i chiede conferma prima di cancellare

  2. -f forza la cancellazione del file senza chiedere conferma

  3. -r abilita la modalità ricorsiva usata per la cancellazione delle directory

Il comando rmdir serve per cancellare directory dal file system. La sintassi del comando è la seguente:
rmdir directory ...
Alcuni esempi di uso del comando rm e rmdir:
  • rm miofile
    Cancella il file miofile.

  • rm -rf prova/
    Cancella la directory prova/ e tutto il suo contenuto.

  • rmdir prova/
    Cancella la directory prova/ solo se questa non contiene alcun file all'interno.

Comandi per la gestione del filesystem

mount

Il comando mount serve per visualizzare i dispositivi a cui si ha accesso (quelli presenti nel file /etc/fstab) e per "montare" questi dispositivi. L'operazione di montaggio in Linux significa abilitare tali dispositivi per potervi accedere. Alcuni esempi di uso del comando mount:
  • mount
    Visualizza tutti i dispositivi a cui si ha accesso.

  • mount /media/cdrom
    Monta in /media/cdrom il dispositivo CD-ROM. La directory /media/cdrom viene chiamata punto di mount (o punto di montaggio).
Per una descrizione più dettagliata del comando mount digitare:
man mount

umount

Il comando umount serve per smontare un dispositivo precedentemente montato.
La sintassi del comando umount è la seguente:
umount [dispositivo]
Alcuni esempi di uso del comando umount:
  • umount /media/cdrom
    Smonta il dispositivo CD-ROM.
Per una descrizione più dettagliata del comando mount digitare:
man umount
Comandi per ottenere informazioni sul sistema

du

Il comando du visualizza lo spazio occupato sul disco da file o directory, è possibile utilizzare i seguenti parametri:
La sintassi è la seguente:
du [opzioni] [file...]
Alcune opzioni da utilizzare con il comando du:
  1. -a visualizza le informazioni sia sui file che sulle directory

  2. -s visualizza la dimensione totale complessiva

  3. -x esclude le sottodirectory che siano parte di un'altro filesystem

Ecco alcuni esempi sull'uso del comando du:
  • du miofile
    Visualizza la quantità di spazio occupata da miofile.

  • du -s ~
    Visualizza la quantità di spazio complessiva occupata dalla propria directory home.

df

Il comando df visualizza a schermo lo spazio rimasto sulle partizioni e sui dischi del proprio sistema. La sintassi del comando è la seguente:
df [opzioni] [file...]
Alcune opzioni da utilizzare con il comando df:
  1. -a include nell’elenco anche i filesystem con una dimensione di 0 blocchi, che sono di natura omessi. Normalmente questi filesystem sono pseudo-filesystem con scopi particolari, come le voci per l’automounter. Filesystem di tipo «ignora» o «auto», supportati da alcuni sistemi operativi, sono inclusi solo se quest’opzione è specificata

  2. -h Aggiunge a ciascuna dimensione un suffisso, come M per megabyte, G per gigabyte, ecc

  3. -H Ha lo stesso effetto di -h, ma usa le unità ufficiali SI (con potenze di 1000 piuttosto che di 1024, per cui M sta per 1000000 invece di 1048576)

  4. -t tipofs Limita l’elenco a filesystem del tipo specificato

  5. -x tipofs Limita l’elenco a filesystem non del tipo specificato

Un esempio di uso del comando df:
  • df -Ht etx3
    Mostra lo spazio occupato solo dai dischi con filesystem ext3, utilizzando il suffisso specifico per l'unità di misura.

free

Il comando free mostra informazioni sulla memoria di sistema. Molto utile se si vuole rendersi conto della memoria disponibile sul sistema, della memoria attualmente in uso e di quella libera. La sintassi del comando è la seguente:
free [opzioni]
Alcune opzioni da utilizzare con il comando free:
  1. -b mostra la quantità di memoria in byte

  2. -k mostra la quantità di memoria in Kbyte (impostato di default)

  3. -t mostra una riga contente i totali

Per ulteriori informazioni sul comando free consultare il manuale:
man free

top

Il comando top visualizza informazioni riguardanti il proprio sistema, processi in esecuzione e risorse di sistema, utilizzo di CPU, RAM e spazio swap utilizzato e il numero di task in esecuzione. Per avviare top, digitare:
top
Per uscire dal programma, premere il tasto «q».
Per ulteriori informazioni sull'uso di top e sul significato delle colonne, consultare il manuale:
man top

uname

Il comando uname mostra informazioni sul sistema. La sintassi è la seguente:
uname [opzione]
Le varie opzioni sono:
  1. -a Visualizzerà tutte le informazioni del sistema

  2. -m Mostra il tipo di macchina

  3. -n Mostra il nome host del nodo di rete della macchina

  4. -s Mostra il nome del sistema operativo

  5. -r Mostra la release del sistema operativo

Comandi per l'amministrazione degli utenti
  • useradd: il comando useradd consente di aggiungere nuovi utenti al sistema.Esempio:
    sudo useradd nuovoutente
    Crea un nuovo utente chiamato «nuovoutente».

  • passwd: il comando passwd consente di cambiare o impostare la propria password o la password di un utente. Esempio:
    sudo passwd nuovoutente
    Consente di impostare la password dell'utente «nuovoutente». Il comando:
    passwd
    consente di cambiare la propria password.
Altri comandi utili

cat e less

I comandi cat e less servono per mostrare il contenuto di un file:
  • cat mostra semplicemente il contenuto del file specificato,

  • less visualizza il contenuto di file, permette di spostarsi avanti e indietro nel testo utilizzando i tasti freccia quando i file occupano più di una pagina di schermo. È inoltre possibile eseguire delle ricerche nel testo digitando / seguito dalla parola da cercare e premendo Invio. Per terminare il programma premere il tasto q.
La sintassi del comando cat è la seguente:
cat nomefile
La sintassi del comando less è la seguente:
less nomefile

ln

Il comando ln serve a creare un collegamento (link) ad un file o una directory. Un collegamento è un file speciale che non contiene dati, ma solo un riferimento ad un altro file: ogni operazione effettuata sul collegamento viene in realtà eseguita sul file a cui punta. La sintassi del comando ln
ln -s /percorso_file_da_collegare/file_da_collegare /percorso_del_collegamento/nome_del_collegamento
L'opzione -s specifica che verrà creato un collegamento simbolico: è raccomandato usare -s.
Per maggiori informazioni sul comando ln digitare:
man ln
è la seguente:

more

Il comando more viene solitamente utilizzato in abbinamento ad altri comandi. È un filtro che permette di visualizzare l'output di un comando , una schermata alla volta. Alcuni esempi d'uso del comando more abbinato ad altri comandi:
  • ls | more

  • cat miofile | more

Il simbolo «|», solitamente chiamato pipe, serve per redirigere l'output del comando a sinistra, al comando alla sua destra. Per maggiori informazioni riguardo il comando more digitare:
man more
Eseguire comandi con privilegi elevatiPer eseguire alcuni comandi come amministratori del sistema o per modificare file non all'interno della propria directory home, è necessario anteporre al comando la parola sudo.
Ottenere maggiore aiutoPer ottenere maggiore aiuto o informazioni riguardo un determinato comando, esiste il comando man che serve per visualizzare il manuale di un determinato comando. La sintassi del comando man è la seguente:
man [comando]
Digitando:
man man
verrà visualizzato il manuale del comando man.
Una volta all'interno del manuale, per poter spostarsi al suo interno, basta utilizzare le frecce direzionali. Per uscire dal manuale premere il tasto «q».
Quasi tutti i comandi accettano anche l'opzione -h (o --help) che fornisce una breve descrizione sull'utilizzo del comando e delle sue opzioni.
I manuali sono redatti in lingua inglese, ma, installando il pacchetto manpages-it, saranno disponibili anche in italiano.
Ulteriori risorse


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