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mercoledì 24 giugno 2009

Moblin 2.0 beta per Notebooks

Diffusa la nuova versione 2.0 beta di Moblin. Il sistema operativo, fondato su Gnome e sviluppato dalla Linux Foundation in collaborazione della Intel (interessata ad un sistema operativo versatile per la classe di processori Atom) e' ormai in una fase avanzata di sviluppo e si dimostra stabile su molti Netbook: Acer Aspire One, Asus eeePC 901, 1000H, Dell Mini 9, MSI Wind, Lenovo S10, Samsung NC10, HP Mini 1010 e HP Mini 1120NR. La veste grafica e' accattivante, semplice e intuitiva e la dotazione di programmi molto ampia (Wimax compreso).
Moblin è un progetto open source che si focalizza sullo sviluppo di applicativi per Dispositivi internet portatili (MID, Mobile Internet Device) e altre nuove categorie di dispositivi come netbook e nettop. Intel lanciò il sito Moblin.org nel luglio 2007 e ha significativamente aggiornato il sito nell'aprile 2008 con il lancio della famiglia di processori Intel Atom all'Intel Developer Forum di Shangai.

Nel luglio del 2007 Intel annunciava la nascita del progetto Moblin "Mobile & Internet Linux Project ", pensato per il supporto e lo sviluppo dei sistemi operativi e applicazioni Linux-based dedicate a quei dispositivi denominati come "Mobile Internet Device" (MID). Da allora è passato quasi un anno e mezzo, ed il panorama del computing ultramobile si è completamente trasformato con la nascita dei netbook e delle piattaforme a basso costo Intel Atom. Il 2008 ha sancito il boom di Atom, e gran parte dei produttori di computer si sono distinti per incassi e vendite record.

Moblin interfaccia


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Nonostante l'interessamento al nuovo settore merceologico delle maggiori aziende americane, cinesi, coreane e giapponesi (tra le quali ricordiamo Dell, HP, Lenovo, Samsung e Toshiba), il vero epicentro del fenomeno netbook è costituito dall'isola di Taiwan. I colossi Asus, Acer e MSI hanno monopolizzato il florido mercato in questione con i loro prodotti, decretando il successo indiscusso della piattaforma Intel Atom.

Dal momento che il chipmaker californiano si prepara ad un 2009 ricco di novità, che comprenderà non solo l'introduzione della seconda generazione di netbook basata su Atom Pineview , ma anche l'aggiornamento della piattaforma Intel Menlow per dispositivi MID ed UMPC con il nuovo SoC Intel Moorestown, si è resa necessaria la creazione di un centro "strategico" per l'implementazioni di soluzioni software non Windows based per i nuovi dispositivi.

Intel annuncia il 2 gennaio di quest'anno la nascita di un "centro Moblin" a Taipei, battezzato con il nome di "Moblin Enabling Center", che assumerà il ruolo di stazione per il test di applicazioni e sistemi Linux per le attuali e future soluzioni hardware ultramobile di casa Intel.

Ricordiamo che una buona parte delle attuali proposte netbook (ma anche MID) si avvale di sistemi operativi Linux, tra i quali spicca sicuramente la nota distribuzione Linux Linpus, che di recente ha proclamato la sua adesione al progetto Intel Moblin.

Componenti

Componenti essenziali per un sistema operativo Linux portatile:
Moblin Image Creator
Kernel
UI Framework
Browser
Multimedia
Linux Connection Manager

La pagina del download.

Project Version File Date Posted Release Notes
Application Sandboxing 0.9RC10 3 Jun 2009 Release Notes
librest 0.3 11 May 2009 Release Notes
Mojito 0.10.3 27 Mar 2009 Release Notes
Mojito 0.10.1 20 Mar 2009 Release Notes
Mojito 0.10 19 Mar 2009 Release Notes
Mojito 0.9.1 16 Mar 2009 Release Notes
Mojito 0.9 13 Mar 2009 Release Notes
Mojito 0.6 25 Feb 2009 Release Notes
Mojito 0.5 25 Feb 2009 Release Notes
Mojito 0.4 19 Feb 2009 Release Notes
Bickley 0.2.0 19 Feb 2009 Release Notes
Mojito 0.3 12 Feb 2009 Release Notes
librest 0.2 11 Feb 2009 Release Notes
Mojito 0.2 5 Feb 2009 Release Notes
librest 0.1 29 Jan 2009 Release Notes
Mojito 0.1 28 Jan 2009 Release Notes
Moblin Image Creator 0.49 17 Jan 2009 Release Notes
Moblin Image Creator 0.48 10 Nov 2008 Release Notes
Moblin Browser Alpha 1 21 Oct 2008 Release Notes
Moblin Image Creator 0.47 14 Oct 2008 Release Notes
Moblin Browser 0.9pre-alpha 1 13 Oct 2008 Release Notes
Moblin Image Creator 0.46 29 Sep 2008 Release Notes
Fast Boot 0.02 25 Sep 2008 Release Notes
Moblin Browser M7 9 Sep 2008 Release Notes
Moblin Settings 2.18 15 Aug 2008 Release Notes
Moblin Compiz Plugins 0.0-1 4 Aug 2008 Release Notes

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Universo Linux



martedì 16 giugno 2009

Tutti i pacchetti presenti in Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope dedicati ad altri sistemi operativi e file di sistema

Tutti i pacchetti software presenti in Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope dedicati ad altri sistemi operativi (come per esempio apple2 emulatore dell'omonimo sistema operativo, atari800) e file di sistema come autorun per linux, cdrdao, k3b ed altri

Come al solito corredati dalla relativa recensione

apple2 (0.7.4-5) [multiverse]
Apple ][ Emulator
Aranym, Atari Running on Any Machine
Nuovo clone del calcolatore di Atari dei 32 bit. Macchina virtuale che funziona in cima al vostro sistema operativo favorito.

Più velocemente di qualsiasi macchina compatibile di Atari fatta mai, con i grafici migliori e più memoria.

Quello è ARAnyM
Scheda completa e istruzioni per il download in questa pagina

atari800, emulatore per Unix, Amiga, MS-DOS, Atari TT/Falcon, SDL e WinCE.
Atari800 emulatore è stato scritto da David Firth nel 1995 e rilasciato sotto la licenza GPL con il codice sorgente completo in C.
Il codice è stato scritto con la portabilità che ha permesso alle persone di creare vari porti di Atari800 per PC, Amiga, Atari, Macintosh e macchine in esecuzione con i sistemi operativi Unix-like.
Scheda completa e istruzioni per il download in questa pagina


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autorun4linuxcd (0.13) [universe]
Menu for Debian Live under Windows
avr-libc (1:1.6.2.cvs20080610-2) [universe]
Standard C library for Atmel AVR development
aylet (0.5-2) [universe]
ncurses-based player for Spectrum '.ay' music files
aylet-gtk (0.5-2) [universe]
X-GTK2-based player for Spectrum '.ay' music files
basilisk2 (0.9.20070407-2) [multiverse]
68k Macintosh emulator
bchunk (1.2.0-8) [universe]
CD image format conversion from bin/cue to iso/cdr
burn (0.4.3.ds-1) [universe]
Command line Data-CD, Audio-CD, ISO-CD, Copy-CD writing tool
ccd2iso (0.3-3) [universe]
Converter from CloneCD disc image format to standard ISO
cdrbq (1.23-1) [universe]
graphical cd burning frontend
cdrdao (1:1.2.2-17)
records CDs in Disk-At-Once (DAO) mode
cdrskin (0.5.0-1) [universe]
command line CD/DVD writing tool
cdrtoaster (1.23-1) [universe]
Dummy package for cdrbq (rename of package)
cdrtoaster
virtual package provided by cdrbq
cdw (0.3.3-2) [universe]
Tool for burning CD's - console version
coldfire (0.2.2-2.1) [universe]
Freescale Coldfire 5206 emulator
cpmtools (2.7-1) [universe]
Tools to access CP/M file systems
dgen (1.23-10) [multiverse]
Sega Genesis/MegaDrive emulator
dns323-firmware-tools (0.2-1) [universe]
build and manipulate firmware images for the DNS-323
dosbox (0.72-1.1build1) [universe]
A x86 emulator with Tandy/Herc/CGA/EGA/VGA/SVGA graphics, sound and DOS
dosemu (1.4.0+svn.1828-2ubuntu2) [multiverse]
The Linux DOS Emulator
dosfstools (3.0.1-1)
utilities for making and checking MS-DOS FAT filesystems
dvdauthor (0.6.14-3ubuntu2) [universe]
create DVD-Video file system
dvdisaster (0.71.26-2) [universe]
data loss/scratch/aging protection for CD/DVD media
dvdisaster-doc (0.71.26-2) [universe]
data loss/scratch/aging protection for CD/DVD media (documentation)
dvdrtools (0.3.1-6) [multiverse]
DVD writing program
e-uae (0.8.29-WIP4-6ubuntu1) [multiverse]
The Egalitarian Ubiquitous Amiga Emulator
e-uae-dbg (0.8.29-WIP4-6ubuntu1) [multiverse]
The Egalitarian Ubiquitous Amiga Emulator (debugging)
esix (1-2) [multiverse]
PDP-8 Engineering and Scientific Interpreter eXtended
fatresize (1.0.2-3build1) [universe]
FAT16/FAT32 filesystem resizer
floppyd (3.9.11-1) [universe]
Daemon for remote access to floppy drives
genisoimage (9:1.1.9-1ubuntu1)
Creates ISO-9660 CD-ROM filesystem images
hatari (1.2.0-1) [universe]
Emulator for the Atari ST, STE, TT, and Falcon computers
hercules (3.05-2) [universe]
System/370, ESA/390 and z/Architecture Emulator
hfsplus (1.0.4-12build1)
Tools to access HFS+ formatted volumes
hfsprogs (332.14-5) [universe]
mkfs and fsck for HFS and HFS+ file systems
hfsutils (3.2.6-11build1)
Tools for reading and writing Macintosh volumes
hfsutils-tcltk (3.2.6-11build1) [universe]
Tcl/Tk interfaces for reading and writing Macintosh volumes
iat (0.1.3-7) [universe]
Converts many CD-ROM image formats to iso9660
imgvtopgm (2.0-8) [universe]
PalmPilot/III Image Conversion utility
isomaster (1.3.4-1) [universe]
A graphical CD image editor
jpilot (1.6.0-1) [universe]
graphical app. to modify the contents of your Palm Pilot's DBs
jpilot-backup (0.53-1) [universe]
Backup plugin for J-Pilot
jpilot-plugins (1.6.0-1) [universe]
plugins for jpilot (Palm Pilot desktop)
jppy-jpilot-plugins (0.0.47-1.1build1) [universe]
J-Pilot plugins to integrate jppy
k3b (1.0.5+kde4svn935857+really1.0.5-3ubuntu5)
A sophisticated KDE CD burning application
k3b-i18n (1.0.5-1ubuntu1)
Internationalized (i18n) files for k3b
libcdio-utils (0.78.2+dfsg1-3) [universe]
sample applications based on the CDIO libraries
liblustre (1.6.5.1-4) [universe]
Runtime library for Lustre filesystem utilities
lx-gdb (1.03-13) [universe]
Dump and load databases from HP 100LX/200LX palmtops
macutils (2.0b3-15) [universe]
Set of tools to deal with specially encoded Macintosh files
makeztxt (1.62-0ubuntu2) [universe]
Create zTXT databases from ASCII files to read them in a Palm
mdk (1.2.3-1.1) [universe]
MIX Development Kit
mixal (1.08-10) [universe]
A MIX emulator and MIXAL interpreter
mscompress (0.3-3)
Microsoft "compress.exe/expand.exe" compatible (de)compressor
mtools (3.9.11-1)
Tools for manipulating MSDOS files
nestra (0.66-10) [multiverse]
Nintendo Entertainment System emulator
nrg2iso (0.4-3) [universe]
Extracts ISO9660 data from Nero ".nrg" files
ntfs-3g (1:2009.2.1-0ubuntu2)
read-write NTFS driver for FUSE
ntfsprogs (2.0.0-1ubuntu2)
tools for doing neat things in NTFS partitions from Linux
openmsx (0.6.3-2) [universe]
the MSX emulator that aims for perfection
openmsx-catapult (0.6.3-R1-3) [universe]
GUI for openMSX
openmsx-data (0.6.3-2) [universe]
datafiles for openMSX, an MSX emulator
openmsx-debugger (0.0.0.svn20071203-1) [universe]
Graphical debugger for openMSX
os8 (2.1-4) [multiverse]
DEC OS8 images for a PDP-8 emulator
p3nfs (5.19-1.2) [universe]
to mount the file systems on the Psion/Symbian PDA/Phone
palbart (2.4-5) [universe]
An enhanced version of the PAL PDP8 assembler
pearpc (0.4.0-3.1) [universe]
PowerPC architecture emulator
picasm (1.14-3) [universe]
Assembler for the Microchip PIC-family Microcontrollers
pilot-link (0.12.3-5ubuntu6) [universe]
tools to communicate with a PalmOS PDA
pilot-manager (1.107.0pre108-5) [universe]
PalmPilot PIM, UI, and Conduit Manager
plptools (1.0.4-4) [universe]
Access EPOC device (Psion PDA) over a serial link
plucker (1.8-29) [universe]
Pluck stuff from the web and read it on your PalmOS device
pocketpc-cab (1.0.1-2) [universe]
build an installable Pocket PC cabinet file
pose (3.5-9.1ubuntu2) [multiverse]
emulates the hardware for most Palm Computing Platform devices
pose-doc (3.5-9.1ubuntu2) [multiverse]
emulates the hardware for most Palm Computing Platform devices
pose-profile (3.5-9.1ubuntu2) [multiverse]
emulates the hardware for most Palm Computing Platform devices
pose-skins (1.9-4) [multiverse]
skins for the PalmOS Emulator
psiconv (0.9.8-4) [universe]
a library for handling Psion files (program)
pxfw (0.6.1-4) [universe]
Plextor firmware updater
pyrite-publisher (2.1.1-7ubuntu1) [universe]
Convert html and text documents to palm DOC format
qemu-launcher (1.7.4-1) [universe]
GTK+ front-end to QEMU computer emulator
qemulator (0.5-3) [universe]
a solution for easy setup and management of qemu
qpxtool (0.6.1-4) [universe]
CD/DVD quality checker
rsrce (0.2.2) [universe]
editor for Macintosh resource forks
sdlmame (0.129-0ubuntu1) [multiverse]
An emulator for many arcade games
sdlmame-tools (0.129-0ubuntu1) [multiverse]
SDL Multiple Arcade Machine Emulator tools
simh (3.7.0-1) [universe]
Emulators for 33 different computers
smbfs (2:3.3.2-1ubuntu3)
Samba file system utilities
snes9express (1.42-7ubuntu1) [multiverse]
GTK+ front-end for snes9x
spectemu-common (0.94a-8) [multiverse]
Fast 48k ZX Spectrum Emulator (common files)
spectemu-svga (0.94a-8) [multiverse]
Fast 48k ZX Spectrum Emulator for SVGAlib
spectemu-x11 (0.94a-8) [multiverse]
Fast 48k ZX Spectrum Emulator for X11
spectrum-roms (20081224-1) [multiverse]
ZX Spectrum ROMs
stella (2.6.1-0ubuntu1) [multiverse]
Atari 2600 Emulator for SDL & X windows
syncbbdb (2.3-6.2) [universe]
BBDB to PalmOS Pilot Manager conduit
tksmb (0.8.8-7) [universe]
SMB (Samba and Windows) network browser
txt2pdbdoc (1.4.4-6) [universe]
convert plain text files to Palm DOC (for PalmOS) and back
uae (0.8.28-3) [multiverse]
The Ubiquitous Amiga Emulator
uae-dbg (0.8.28-3) [multiverse]
The Ubiquitous Amiga Emulator (debugging)
udftools (1.0.0b3-14) [universe]
tools for UDF filesystems and DVD/CD-R(W) drives
uml-utilities (20070815-1.1ubuntu2) [universe]
User-mode Linux (utility programs)
upslug2 (11-2) [universe]
utility to upgrade the firmware of a Linksys NSLU2 via the network
vcdimager (0.7.23-4ubuntu1) [universe]
A VideoCD (VCD) image mastering and ripping tool
vcdtools (0.4-2) [universe]
Creates Video CD (VCD) filesystem images
vice (1.22.dfsg1-0.1) [multiverse]
The Versatile Commodore Emulator
vrflash (0.24-6) [universe]
tool to flash kernels and romdisks to Agenda VR
wine (1.0.1-0ubuntu6) [universe]
Microsoft Windows Compatibility Layer (Binary Emulator and Library)
wine-gecko (0.1.0-0ubuntu1) [multiverse]
Microsoft Windows Compatibility Layer (Web Browser)
wodim (9:1.1.9-1ubuntu1)
command line CD/DVD writing tool
xapple2 (0.7.4-5) [multiverse]
Apple ][ Emulator
xcdroast (0.98+0alpha16-1ubuntu1) [universe]
X based CD-writer software
xorriso (0.2.2-1) [universe]
command line iso9660+RR manipulation tool
xtrs (4.9c-3ubuntu2) [multiverse]
emulator for TRS-80 Model I/III/4/4P computers
zmakebas (1.2-1) [universe]
convert text files into ZX Spectrum Basic programs
zsnes (1.510-2.2ubuntu2) [universe]
Emulator of the Super Nintendo Entertainment System


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Ubunchu, manga dedicato interamente alla distribuzione Ubuntu.

Ubunchu è un manga dedicato interamente alla distribuzione Ubuntu.

Si tratta di una traduzione delle versione giapponese e parla di tre ragazzi che appartengono al club dei sysadmin e che fanno la loro conoscenza della distribuzione litigando durante l’installazione di un nuovo computer.
Hiroshi SEO ha disegnato un manga giapponese su Ubuntu dal titolo Ubunchu. La trama di questo episodio è semplice. Tre studenti iscritti al club dei “sysadmin” litigano sul quale sistema operativo installare su un desktop nuovo di zecca.

Tra chi vuole installare Windows, e chi vuole installare Slackware, vince il terzo studente, che propone di installare Ubuntu. Meraviglia delle meraviglie, il sistema operativo Ubuntu piace a tutti, sia al guru di Linux abituato a “pigiare i tasti della tastiera”, che all’utente “Point-And-Click” di Microsoft Windows.

C’è da dire che, almeno a una prima impressione, la creazione del fumetto “sembra non essere sponsorizzata da Canonical”. Quindi non si tratta di una operazione di marketing premeditata. Detto questo c’è anche da dire che l’idea non è proprio nuovissima.

Già qualche mese fa Google ha pubblicato un Comics Book su Chrome con l’obiettivo di far conoscere le principali funzionalità del suo browser. Il manga Ubunchu, però, differisce dal fumetto di Chrome per il modo con il quale il “prodotto” viene presentato, certamente molto più “informale e leggero”.


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Ubunchu Chapter Two, in the pipeline

oThose keeping track of Seo’s blog will know that he released chapter 2 of the popular Ubuntu manga comic “Ubunchu”, Those who can read Japanese should head over there and enjoy.

For all those waiting on the English versions (both edited Left to Right and un-edited Right to Left versions) stay tuned. We’ve pretty much got it all translated baring a few last minute tweaks and now I’m just putting it all together into svgs, editing, editing etc etc.

So today I will explain what we have done for this project so far:

Release

The first important part of this project was getting the release under Creative Commons license which allows derivative works. It would have been better to get it without the Non-Commercial clause; but maybe we can work on that with the publishers. Getting the PSD (Photoshop) files from the artist is also very important (see editing).

Transcription

Now it’s time to take each of the pages and transcribe the original text into a translation tool, we used google docs spreadsheets (we could have used Launchpad, but CC-NC prevents us from using lp). Someone who knows Japanese hopefully makes sure that all the text is labeled by Page, Panel and Person. All text is transcribed including sound effects and narrator notes.

First Translation

Screenshot-1

Because we don’t have anyone that speaks Japanese and English well enough we have to do our translations in two steps. First the translator (Hito) takes the Japanese and produces a rough English translation called “Engrish”, he also makes translator notes in another column which gives cultural background and other note worthy information.

Second Translation

Now those who speak English very well (that would be me and Arturo) go through each of the Engrish translations and produce reasonable English that fits in context and in the boxes provided on the page. We are doing a number of passes between each of us because it’s important to get the flow of the English and make sure the comic doesn’t loose authenticity.

Image Editing

Screenshot

We need to take the original Photoshop files and remove all Japanese. Because Seo was forward thinking most of the text is on separate layers which can be hidden, any mistaken or other text is carefully removed too using Gimp and any places where the original art was deleted for the text aura is repaired. These files are saved as gimp xcf files and a resized export is made to png.

LtR Editing

Lots of people won’t agree with the Left to Right editing, but since we’re making sure both versions are available I don’t think they have much to complain about. I like reading Left to Right. So flipping the new xcf files will produce a good result most of the time, you will find instances where there was some English or written name which now needs to be flipped or redrawn. In the case of chapter 02 I had to redraw the blackboard textures and redo one of the screenshots in order to get text the right way round.

Vector Production

I create the final result by importing each page image into an SVG file. I do this so that the language can be in xml and to make export to pdf easier. It also allows us to export a pot file which can be used to create translations with existing tools. Once I’ve got each page imported, I take the text and position it on each page and in each panel. The editing touches are to select font and redraw sound effect words (which are not usually from fonts).

Binding

My script outputs a PDF file and a source tar, but I also have a workbook version of the PDF that allows me to print off several copies for last week’s UDS in Barcelona. Very few people got a copy and it involves taking each page going from the first and last towards the middle and alternating between inside and outside pages. People who have done this to make books will recognise the pattern.

Hopefully we’ll be done with this soon and if you’d like to help translate it into your language we will make sure the link to the google doc is also released so everyone can join in and make a column for their language.


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Come installare gambas2 su Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope

Gambas è un ambiente IDE per la programmazione ad oggetti. Ogni programma scritto in Gambas è costituito da un set di file e ogni file descrive una classe, in termini di programmazione ad oggetti. I file delle classi vengono compilati, eseguiti e interpretati.

E' quindi costituito dai seguenti componenti:

  • Un compilatore

  • Un interprete
  • Un archiviatore
  • Un'interfaccia grafica
  • Un ambiente di sviluppo
Molte persone hanno riscontrato l'impossibilità di compilare Gambas2 su Ubuntu 8.10 (Intrepid Ibex) e 9.04 (Jaunty Jackalope).


Il problema è causato dalla versione del pacchetto libtool utilizzato.

Questa anomalia si risolve disinstallando il pacchetto presente in Intrepid e sostituendolo con quello di Ubuntu 8.04 (Hardy Heron).

La procedura è la seguente:

  • Scaricare la versione di libtool per la propria piattaforma

64 bit (amd64)

32 bit (i386)
  • Aprite un terminale e posizionatevi nella directory in cui è presente il pacchetto appena scaricato e digitate
sudo dpkg --force-downgrade -i libtool_1.5.26-1ubuntu1_amd64.deb
oppure
sudo dpkg --force-downgrade -i libtool_1.5.26-1ubuntu1_i386.deb
  • Per evitare che Ubuntu continui a mostrarvi la presenza di un pacchetto da aggiornare aprite Synaptic, cercate il pacchetto libtool e selezionatelo, quindi:
  • Menu-->Pacchetto-->Blocca versione.

Per una recensione completa di Gambas vi consiglio questo post.
fonte: Gambas comunity italiana


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lunedì 8 giugno 2009

Introduzione a Gconf, sistema utilizzato da GNOME per memorizzare le impostazioni di configurazione per il desktop e le applicazioni: 3a parte

Personalizzazione del menu

Introduzione ai menu

* Guida per l'amministrazione di sistema dello GNOME Desktop
* Personalizzazione dei menu

Lo GNOME Desktop implementa i menu in accordo alla specifica dei menu XDG. Supportando tale specifica, in GNOME è possibile:

* Personalizzare con facilità la gerarchia dei menu. È possibile modificare un numero limitato di file per personalizzare la gerarchia dei menu. Non è necessario modificare le applicazioni o spostare dei file.
* Installare con semplicità le applicazioni. Non è necessario fornire alle applicazioni informazioni sulla gerarchia dei menu all'atto dell'installazione.
* Configurare i menu in modo che gli utenti non possano modificarli.
I menu dello GNOME Desktop fanno uso dei seguenti componenti:

* File definizione menu
* File desktop entry
* File directory entry

File definizione menu

I file menu definiscono la gerarchia dei menu usata nella barra dei menu di GNOME. Modificando questi file, è possibile personalizzare i menu per tutti gli utenti o per un singolo utente, in base alla posizione del file applications.menu che si modifica.

I file menu debbono risiedere in $XDG_CONFIG_DIRS/menus/applications.menu. Se $XDG_CONFIG_DIRS1 non è impostata, allora viene usato il percorso predefinito /etc/xdg/. Ciò implica anche che una versione specifica per l'utente può essere posizionata presso il file $XDG_CONFIG_HOME/menus/applications.menu, che è cercato per primo. Se $XDG_CONFIG_HOME non è impostata, allora viene usato il percorso predefinito ~/.config/. Le directory che appaiono per prime in $XDG_CONFIG_DIRS hanno la predecendenza qualora ci siano diversi file applications.menu. Il primo file trovato viene usato, i restanti vengono ignorati.

Per chiarire l'ordine in cui viene cercato nei percorsi, qui di seguito c'è un esempio della risoluzione della posizione di applications.menu:

1. Cerca in ogni directory in $XDG_CONFIG_HOME per trovare /menus/applications.menu. Se $XDG_CONFIG_HOME non è impostata, allora usa come predefinita la directory ~/.config/
2. Cerca in ogni directory in $XDG_CONFIG_DIRS per trovare /menus/applications.menu. Se $XDG_CONFIG_DIRS non è impostata, allora usa come predefinita la directory /etc/xdg/
3. Use the first applications.menu file found.

È possibile vedere un esempio di un file .menu in Esempio 2-1. In tale esempio, il menu di primo livello è nominato Applications; ciò è specificato usando l'elemento
. Il menu Applications contiene un singolo sottomenu, ma sono consentiti diversi sottomenu. Ciascun sottomenu può presentare anche un elemento . Lo scopo dell'elemento è di applicare un filtro sull'insieme delle desktop entry disponibili usando regole di corrispondenza.

Ad esempio, l'elemento è una semplice regola di corrispondenza che seleziona una desktop entry solo se la chiave Categories contiene quanto racchiuso dell'elemento . Nell'esempio, il menu Accessories includerà una desktop entry solo se quest'ultima contiene “Utility”, ma non “System” nella chiave Categories.
Esempio di un file .menu
Applications
Applications.directory
Accessories
Accessories.directory
Utility
System
In Tabella 2-1 sono descritti alcuni degli elementi presenti nei file .menu. Per una descrizione più dettagliata, consultare la specifica dei menu XDG.
Tabella 2-1 Elementi dei file definizione menu
Elemento Descrizione

L'elemento radice che può contenere elementi
annidati che definiscono dei sottomenu. Il modo in cui tali elementi sono annidati determina la struttura dei menu.
Specifica il nome del menu. Ogni elemento
deve contenere un elemento .

Specifica il nome del file directory entry che specifica il nome, il commento e l'icona usati per il menu. Se questo elemento non è specificato, allora l'elemento viene usato per mostrare il nome del menu.

In modo predefinito, i file .directory sono ricercati nella posizione $XDG_DATA_DIRS/desktop-directories/, come definito nella specifica dei menu XDG.
Questa è un'istruzione che indica che tutti i file desktop entry disponibili in $XDG_DATA_DIRS/applications/ debbono essere scansionati. Se questa istruzione non è inclusa, allora tale posizione non è scansionata in cerca dei file desktop entry.

Questa è un'istruzione che indica che tutte i file directory entry disponibili in $XDG_DATA_DIRS/desktop-directories/ debbono essere scansionati. Se questa istruzione non è inclusa, allora tale posizione non e' scansionata in cerca dei file directory entry.

Contiene un elenco di regole di corrispondenza in base alle quali viene generato il contenuto di un menu. Può includere le regole di corrispondenza , , , , o . Se sono presenti più regole, a tali regole viene applicato un OR logico, in modo che sono inclusi i file desktop entry che hanno corrispondenza con una qualsiasi regola.

L'opposto di ; tutti i file desktop entry che hanno corrispondenza in questo elemento sono esclusi dal precedente insieme di elementi inclusi. Per tale motivo, questo elemento deve apparire dopo l'elemento .

Una regola di corrispondenza che seleziona un file desktop entry quando il Desktop File-Id corrisponde al contenuto dell'elemento .
Una regola di corrispondenza che seleziona un file desktop entry quando la chiave Categories corrisponde al contenuto dell'elemento .
Una regola di corrispondenza che seleziona un file desktop entry quando questo è selezionato da tutte le regole di corrispondenza annidate nell'elemento .
Una regola di corrispondenza che seleziona un file desktop entry quando questo è selezionato da almeno una delle regole di corrispondenza annidate nell'elemento .
Una regola di corrispondenza che non seleziona un file desktop entry quando questo è selezionato da almeno una delle regole di corrispondenza annidate nell'elemento .
Una regola di corrispondenza che seleziona tutti i file desktop entry.
File desktop entry

Un file desktop entry è un file di dati che fornisce informazioni su una voce di un menu. Il file desktop entry specifica dei dettagli per la voce quali un nome, un comando da eseguire, un'icona e così via. Il file desktop entry contiene inoltre alcune parole chiave che determinano la posizione della voce nella gerarchia dei menu.

Desktop entry files must reside in the $XDG_DATA_DIRS/applications directory and must have a .desktop file extension. If $XDG_DATA_DIRS1 is not set, then the default path is /usr/share is used. This also implies that user specific desktop entries may be located at $XDG_DATA_HOME/applications which is searched first. If $XDG_DATA_HOME is not set, then the default path ~/.local/share is used. Desktop entries are collected from all directories in the $XDG_DATA_DIRS environment variable. Directories which appear first in $XDG_DATA_DIRS are given precedence when there are several .desktop files with the same name.

Il seguente è un esempio di file desktop entry:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Calculator
Name[fr]=Calculatrice
Name[it]=Calcolatrice
...
Comment=Perform calculations
Comment[fr]=Effectue des calculs compliqués
Comment[it]=Esegue vari calcoli
...
Exec=gcalctool
Icon=accessories-calculator
Terminal=false
Type=Application
StartupNotify=true
Categories=GNOME;GTK;Utility;Calculator

In Tabella 2-2 sono descritte le chiavi più importanti nei file desktop entry. Per maggiori informazioni sui file desktop entry, consultare la specifica dei desktop entry XDG.
Tabella 2-2 Chiavi desktop entry
Chiave desktop entry Descrizione
Categories

Specifica le parole chiave che descrivono la voce, separate con un punto e virgola (;). Per un elenco di parole chiave di categoria standard, consultare la specifica di menu del desktop presso http://www.freedesktop.org/Standards/menu-spec
I file definizione menu mappano i file desktop entry nei menu usando regole di corrispondenza basate sulla chiave Categories.
Comment Specifica una breve descrizione della voce. Il commento è mostrato come suggerimento quando si punta la voce nel menu.
Encoding Specifica la codifica del file desktop entry.
Exec Specifica un comando da eseguire quando si sceglie la voce dal menu.
Icon Specifica il nome di file di un'icona che rappresenta la voce. Non va specificato il percorso del nome del file o l'estensione del file.
MimeType Specifica i tipi MIME che l'applicazione può gestire.
Name Specifica il nome della voce. Tale nome è mostrato nella voce di menu.
NoDisplay Questa opzione significa “Questa applicazione esiste, ma non va mostrata nei menu”.
Terminal

Specifica se il comando indicato nella chiave Exec deve essere eseguito in una finestra di terminale. Se il valore è true il comando è eseguito in una finestra di terminale.

Se il comando non crea una propria finestra d'esecuzione, il valore di questa chiave deve essere true.
Type

Specifica il tipo della voce. Il valore deve essere uno dei seguenti:

* Application: una voce che avvia un'applicazione.
* Link: una voce che collega a un file, una cartella o una risorsa remota (some un sito FTP, una pagina web, una condivisione Windows...).
* FSDevice: una voce che è un device di file system.
* Directory: una voce che è una Directory.

Per maggiori informazioni sulle chiavi nei file desktop entry, consultare la relativa specifica presso l'URL seguente:
http://www.freedesktop.org/Standards/desktop-entry-spec

Anche i lanciatori nei pannelli e gli oggetti di scrivania usano i file desktop entry; tali file forniscono ai lanciatori e agli oggetti di scrivania le stesse informazioni delle voci di menu. Ad esempio, i file desktop entry forniscono il comando da eseguire quando un utente sceglie il lanciatore o l'oggetto.

File directory entry

Un file directory entry è un file di dati che fornisce informazioni su un menu. Il file directory entry specifica i dettagli per un menu come un nome, un suggerimento ed un'icona. I file directory entry hanno estensione .directory.

I file directory entry debbono risiedere nella directory $XDG_DATA_DIRS/desktop-directories/. Se $XDG_DATA_DIRS non è impostata, allora viene usato il percorso predefinito /usr/share/. Ciò implica anche che i file directory entry specifici per l'utente possono essere posizionati in $XDG_DATA_HOME/desktop-directories/, che viene cercata per prima. Se $XDG_DATA_HOME non è impostata, allora è usato il percorso predefinito ~/.local/share/. I file directory entry sono raccolti da tutte le directory nella variabile d'ambiente $XDG_DATA_DIRS. Le directory che appaiono per prime in $XDG_DATA_DIRS hanno la predecenza qualora vi siano diversi file .directory con lo stesso nome.
Il seguente è un esempio di file directory entry:

[Desktop Entry]
Name=Graphics
Name[fr]=Graphisme
Name[it]=Grafica
...
Comment=Graphics applications
Comment[fr]=Applications graphiques
Comment[it]=Applicazione grafiche
...
Icon=gnome-graphics
Type=Directory
Encoding=UTF-8

In Tabella 2-3 sono descritte le chiavi principali dei file directory entry.
Tabella 2-3 Chiavi directory entry
Chiave directory entry Descrizione
Name Specifica il nome del menu. Tale nome è mostrato nel menu.
Comment Specifica una breve descrizione del menu. Il commento è mostrato come suggerimento quando si punta il menu.
Icon Specifica il nome di file di un'icona che rappresenta il menu. Non va specificato il percorso del nome del file o l'estensione del file.
Type Specifica il tipo di menu. Il valore di questa chiave è sempre Directory.

Modifica dei menu di sistema

* Guida per l'amministrazione di sistema dello GNOME Desktop
* Personalizzazione dei menu

È possibile modificare manualmente i file di configurazione del menu ed i file dei dati del menu per personalizzarli.

* 2.5.1. Aggiunta dei menu
* 2.5.2. Aggiunta di una voce ad un menu
* 2.5.3. Modifica delle proprietà di un menu
* 2.5.4. Modifica di una voce di menu
* 2.5.5. Eliminazione di una voce da un menu

2.5.1. Aggiunta dei menu

Per aggiungere un menu per tutti gli utenti, procedere come segue:

1. Creare un file directory entry per la voce che si vuole aggiungere. Porre il file directory entry nella directory $XDG_DATA_DIRS/desktop-directories/. Per maggiori informazioni sui file directory entry, consultare Sezione 2.4 - File directory entry.
2. Individuare il file $XDG_CONFIG_DIRS/menus/applications.menu.
3. Nel file .menu aggiungere un elemento
per il nuovo menu. Per maggiori informazioni sui file .menu, consultare Sezione 2.2 - File definizione menu.
4. Creare all'interno di un elemento . Il contenuto di quest'ultimo elemento dovrebbe essere il nome da attribuire al menu.
5. Creare all'interno di un elemento . Il contenuto di quest'ultimo elemento dovrebbe essere il nome del file desktop entry.
6. Consultare Sezione 2.5.2 - Aggiunta di una voce ad un menu per informazioni su come aggiungere una voce al menu.
Al successivo login, il menu sarà mostrato nella barra dei menu per tutti gli utenti.
Menu mancante?

Se non si è specificata alcuna regola di corrispondenza nell'elemento o se nessun file desktop entry ha corrispondenza con la regola, è possibile che il menu non appaia nella barra dei menu.
2.5.2. Aggiunta di una voce ad un menu

Per aggiungere una voce ad un menu per tutti gli utenti, procedere come segue:

1. Creare un file desktop entry per la voce che si vuole aggiungere. Per maggiori informazioni sui file desktop entry, consultare Sezione 2.3 - File desktop entry.
2. Posizionare il file desktop entry nella cartella $XDG_DATA_DIRS/applications/
3. Individuare il file $XDG_CONFIG_DIRS/menus/applications.menu.
4. Verificare che un elemento
contenga un elemento che presenti una regola di corrispondenza per selezionare il file desktop entry creato al passo 1.

Al successivo login, gli utenti troveranno la voce di menu nella posizione assegnata.
2.5.3. Modifica delle proprietà di un menu

Per modificare le proprietà di un menu per tutti gli utenti, procedere come segue:

1. Individuare il file $XDG_CONFIG_DIRS/menus/applications.menu.
2. Trovare in questo file la voce
che corrisponde al menu che si vuole modificare. Annotare il nome file del file directory entry indicato nell'elemento .
3. Individuare il file directory entry per tale menu. Modificare il contenuto per cambiare le proprietà del menu. Per maggiori informazioni sui file .directory consultare Sezione 2.4 - File directory entry.

2.5.4. Modifica di una voce di menu

Per modificare una voce di menu, procedere come segue:

1. Individuare nella directory $XDG_DATA_DIRS/applications/ il file desktop entry corrispondente alla voce di menu.
2. Modificare il file desktop entry per cambiare le proprietà della voce di menu. Per maggiori informazioni sui file desktop entry, consultare Sezione 2.3 - File desktop entry.

2.5.5. Eliminazione di una voce da un menu

Per eliminare una voce da un menu per tutti gli utenti:

1. Individuare il file $XDG_CONFIG_DIRS/menus/applications.menu.
2. Trovare in questo file l'elemento
che contiene il file desktop entry che si vuole eliminare.
3. Inserire un elemento dopo il tag di chiusura dell'elemento . Assicurarsi che questo sia nell'elemento individuato al passo 2.
4. Inserire la regola di corrispondenza come sottoelemento di per escludere uno specifico file desktop entry.

Al successivo login, la voce di menu non sarà più mostrata nei menu degli utenti. In Esempio 2-2 è mostrato come ciò può essere fatto nel file applications.menu. Il file desktop entry per dasher.desktop è stato esplicitamente escluse dall'essere mostrato nel menu per l'accessibilità.

2-2 Eliminazione di una voce da un menu

Accessibility
Accessibility.directory
Accessibility
Settings

dasher.desktop

Modifica dei menu utente e unione dei menu

* Guida per l'amministrazione di sistema dello GNOME Desktop
* Personalizzazione dei menu

È possibile usare la seguente applicazione dello GNOME Desktop per modificare i menu degli utenti:

* Editor menu di GNOME

Gli utenti hanno a disposizione un semplice editor per modificare i propri menu. Per maggiori informazioni, consultare Lavorare coi menu nella Guida utente di GNOME. In alternativa è possibile creare e modificare manualmente un file menu utente.

Per creare manualmente un menu personalizzato per un utente, deve esistere il file $XDG_CONFIG_HOME/menus/applications.menu. Nel caso in cui $XDG_CONFIG_HOME non è impostata, viene usata la directory predefinita ~/.config/. Poiché questa è la prima posizione analizzata in cerca del file applications.menu, ha la precedenza su tutti gli altri file di menu.

I menu utente possono contenere tutti gli elementi descritti in Sezione 2.2 - File definizione menu. Per un elenco completo di elementi consentiti, consultare la specifica dei menu XDG.

Poiché i file menu dell'utente hanno la precedenza sul file menu di sistema, essi sostituiscono il menu di sistema a meno che non siano esplicitamente uniti al menu di sistema. Informazioni sull'unione dei menu sono disponibili nelle seguente sottosezione.


2.6.1. Unione del menu di sistema

Spesso, un utente ha solo necessità di aggiungere o eliminare delle voci di menu in aggiunta al menu di sistema standard. Per supportare dei singoli cambiamenti come questi, è raccomandato l'uso dell'elemento in congiunzione con l'attributo type="parent" all'interno del file applications.menu dell'utente.

L'elemento permette l'unione di un menu con il contenuto del file menu dell'utente. Quando si specifica l'attributo type="parent", allora il contenuto dell'elemento è ignorato e il successivo file applications.menu nella directory $XDG_CONFIG_DIRS/menus/ viene usato per l'unione.
Vecchie specifiche

L'attributo type non era incluso nelle vecchie specifiche e in queste veniva semplicementa richiesta la posizione del file menu da unire comecontenuto dell'elemento . Come risultato, è ancora possibile vedee una posizione specificata nel contenuto di anche se type="parent".

L'unione è eseguita nel modo seguente:

* I figli dell'elemento radice nel file menu unito1 sono sostituiti con l'elemento nel file menu di base.
* Tutti gli elementi figli con lo stesso nome sono consolidati in un singolo elemento . Ciò viene eseguito apponendo tutti gli elementi figlio di ciascun elemento con lo stesso name nell'ultima occorrenza dell'elememento di menu.

In Esempio 2-3 è mostrato un esempio di un file menu utente che unisce esplicitamente il file menu di sistema.
2-3 Unione del menu di sistema

Applications
/etc/xdg/menus/applications.menu

Accessibility

dasher.desktop

2.6.2. Unione di menu arbitrari

Arbitrari file menu possono essere uniti all'incirca nello stesso modo dei menu di sistema. La differenza è che l'attributo type deve essere impostato a path o deve essere escluso dall'elemento per poter permettere questo tipo di unione.

L'unione è eseguita nella stessa maniera, fatto salvo il fatto che la posizione del file menu unito è specificata nel contenuto dell'elemento.


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Introduzione a Gconf, sistema utilizzato da GNOME per memorizzare le impostazioni di configurazione per il desktop e le applicazioni: 2a parte

Impostare i valori di preferenza

È possibile impostare un valore vincolante o un valore predefinito per una chiave. Per cambiare i valori vincolanti di preferenza o i valori predefiniti di preferenza, è necessario che nessun utente stia eseguendo un demone GConf. Assicurarsi quindi che tutti gli utenti abbiano effettuato il logout prima di modificare le loro preferenze.

Per impostare un valore vincolante o un valore predefinito per una chiave di preferenza usare il comando gconftool-2 come segue:

gconftool-2 --direct \
--config-source sorgente-configurazione \
--type tipo-dati \
--set chiave-preferenzavalue

Ad esempio per impostare wwwproxy.xyz.com come l'host vincolante per il proxy HTTP, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type string \
--set /system/http_proxy/host wwwproxy.xyz.com

In tal modo gli utenti non possono passare sopra a questo valore di preferenza.

Allo stesso modo è possibile usare il comando gconftool-2 per impostare i valori predefiniti. Ad esempio, per impostare a cinque il numero predefinito di aree di lavoro, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--type int \
--set /apps/metacity/general/num_workspaces 5

In tal modo gli utenti possono passare sopra a questo valore di preferenza.

Prima di cambiare il valori vincolanti di preferenza o quelli predefiniti è necessario assicurarsi che tutti gli utenti abbiano effettuato il logout.

Impostazione di preferenze generali

1.6.1. Impostare preferenze per il proxy HTTP

Per impostare le preferenze del proxy HTTP è necessario modificare i valori delle chiavi di preferenza nella directory /system/http_proxy/. Ad esempio, per impostare un valore vincolante per l'host di proxy HTTP, eseguire il comando seguente:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type string \
--set /system/http_proxy/host nome-proxy

Per impostare invece il valore predefinito per l'host di proxy HTTP, eseguire il comando seguente:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--type string \
--set /system/http_proxy/host nome-proxy

È anche possibile impostare altre preferenze legate al proxy HTTP. Per informazioni su queste preferenze vedere il file definizione schema system_http_proxy.schemas.

1.6.2. Impostare preferenze di gestione stampa

Per impostare le preferenze di gestione delle stampe, è necessario modificare il valore delle chiavi di preferenza nella posizione /apps/gnome-print-manager. Ad esempio per fare in modo che ogni utente non veda i lavori di stampa degli altri utenti, impostare un valore vincolante come il seguente:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type bool \
--set /apps/gnome-print-manager/show_all_jobs false

Per impostare un valore predefinito per questa preferenza, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--type bool \
--set /apps/gnome-print-manager/show_all_jobs false

È anche possibile impostare altre preferenze legate alla gestione delle stampe. Per maggiori informazioni su tali preferenze consultare il file definizione schema gnome-print-manager.schemas.


1.6.3. Impostare il numero di aree di lavoro

Per impostare un numero vincolante di aree di lavoro usare il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type int \
--set /apps/metacity/general/num_workspaces intero

Per impostare un numero predefinito di aree di lavoro usare il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--type int \
--set /apps/metacity/general/num_workspaces intero

È possibile impostare anche altre preferenze relative al window manager. Per informazioni su queste preferenze vedere il file definizione schema metacity.schemas

1.6.4. Impostare preferenze di accessibilità della tastiera

Per impostare le preferenze di accessibilità della tastiera modificare i valori delle chiavi di preferenza nella directory /desktop/gnome/accessibility/keyboard. Ad esempio per impostare un valore vincolante che attivi le caratteristiche di accessibilità della tastiera, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type bool \
--set /desktop/gnome/accessibility/keyboard/enable true

Per impostare un valore predefinito per questa preferenza, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--type bool \
--set /desktop/gnome/accessibility/keyboard/enable false

È possibile impostare anche altre preferenze legate all'accessibilità della tastiera. Per maggiori informazioni su queste vedere il file definizione schema desktop_gnome_accessibility_keyboard.schemas.

1.6.5. Impostare preferenze per scorciatoie da tastiera

Per impostare le preferenze per le scorciatoie da tastiera, modificare i valori nella posizione /apps/metacity/global_keybindings. Esempio: fare in modo che tutti gli utenti usino solo la scorciatoia Alt+F3 per aprire il dialogo Esegui applicazione. Per impostare questo valore vincolante, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type string \
--set /apps/metacity/global_keybindings/panel_run_dialog 'F3'

È anche possibile impostare altre preferenze legate alle scorciatoie da tastiera. Per maggiori informazioni su queste vedere il file definizione schema metacity.schemas.
1.6.6. Impostazione di preferenze per pannelli ed oggetti di pannello

Il file panel-default-setup.entries specifica i seguenti dettagli dei pannelli nello GNOME Desktop:

* numero di pannelli;
* tipi di pannelli;
* proprietà dei pannelli;
* contenuto dei pannelli.

La configurazione dei singoli pannelli e degli oggetti di pannello è un'attività complessa. Tale configurazione necessita in primo luogo la comprensione della struttura del file panel-default-setup.entries. Per maggiori informazioni su tale file vedere la sezione successiva.

Per impostare le preferenze dei singoli pannelli e degli oggetti di pannello è necessario impostare in una sorgente di configurazione i valori di molte preferenze. Il modo più semplice per impostare i valori di preferenza del pannello è usare il comando gconftool-2 assieme alle opzioni --dump e --load. Per maggiori informazioni su come impostare le preferenze per i pannelli e per gli oggetti di pannello, consultare Sezione 1.6.6.2 - Impostare preferenze per singoli pannelli ed oggetti di pannello.

1.6.6.1. Specificazione di singoli pannelli e oggetti di pannello

Il file panel-default-setup.entries contiene sezioni che specificano i pannelli ed il loro contenuto, specificando i valori per le chiavi schema. Tale file risiede nella directory /etc/gconf/schemas ed è strutturato come segue:

The panel-default-setup.entries file is structured as follows:

1. Chiavi che specificano la struttura generale di pannelli, applet ed altri oggetti di pannello nello GNOME Desktop; le seguenti chiavi specificano il numero di pannelli, oggetti di pannello ed applet che appaiono nello GNOME Desktop:
* /apps/panel/default_setup/general/toplevel_id_list
* /apps/panel/default_setup/general/object_id_list
* /apps/panel/default_setup/general/applet_id_list

Le chiavi inoltre assegnano un identificatore ad ogni pannello, applet e oggetto di pannello; ad esempio, il seguente estratto da panel-default-setup.entries specifica che nello GNOME Desktop deve apparire un pannello:

toplevel_id_list
/schemas/apps/panel/general/toplevel_id_list

bottom_panel

Nel file panel-default-setup.entries, l'identificatore bottom_panel identifica il pannello di bordo inferiore.
2. Chiavi che specificano le proprietà dei pannelli. Le chiavi di proprietà dei pannelli sono strutturate come segue:

/apps/panel/default_setup/toplevels/nome-pannello/chiave-proprietà-pannello

Ad esempio la chiave /apps/panel/default_setup/toplevels/bottom_panel/size specifica la dimensione del pannello inferiore.

3. Chiavi che specificano gli oggetti di pannello, le proprietà di tali oggetti e i pannelli in cui tali oggetti risiedono. Ad esempio il seguente estratto da panel-default-setup.entries specifica un oggetto Menù principale sul lato sinistro del pannello inferiore:

object_type
/schemas/apps/panel/objects/object_type

menu-object

toplevel_id
/schemas/apps/panel/objects/toplevel_id

bottom_panel

position
/schemas/apps/panel/objects/position


4. Chiavi che specificano le applet, le loro preferenze ed i pannelli in cui tali applet risiedono. Ad esempio il seguente estratto da panel-default-setup.entries specifica l'applet Lista delle finestre nel pannello inferiore:

object_type
/schemas/apps/panel/objects/object_type

bonobo-applet

toplevel_id
/schemas/apps/panel/objects/toplevel_id

bottom_panel

position
/schemas/apps/panel/objects/position

bonobo_iid
/schemas/apps/panel/objects/bonobo_iid_type

OAFIID:GNOME_WindowListApplet

Il OAFFID è un identificativo univoco per una applet. Per trovare il OAFFID per una particolare applet, consultare il file .server per l'applet nella directory /usr/lib/bonobo/servers. Ad esempio, il seguente estratto da GNOME_Wncklet_Factory.server mostra il OAFIID per l'applet Lista finestre:

1.6.6.2. Impostare preferenze per singoli pannelli ed oggetti di pannello

Per impostare le preferenze per un pannello e per gli oggetti su un pannello fare quanto segue:

1. Effettuare il login in una sessione GNOME e configurare il pannello come richiesto.
2. Usare lo strumento a riga di comando gconftool-2 assieme all'opzione --dump per generare un file che contiene una descrizione XML della propria configurazione del pannello. L'opzione --dump genera una lista contenente tutte le chiavi di preferenza in una directory specificata del repertorio GConf.

Ad esempio il seguente comando crea una descrizione XML della configurazione del pannello in un file di nome impostazione-pannello.entries:

gconftool-2 --dump /apps/panel/ > impostazione-pannello.entries

3. Aprire il file impostazione-pannello.entries in un editor di testo e modificarlo secondo esigenza.

Ad esempio, si potrebbe desiderare cambiare la posizione dei file desktop entry. Il seguente è un estratto da un file generato con l'opzione --dump:

objects/object_16/launcher_location
/schemas/apps/panel/objects/launcher_location

hadjaha-00adce02f7.desktop

Nell'esempio qui sopra, si potrebbe voler cambiare il riferimento a hadjaha-00adce02f7.desktop ad un altro file desktop entry che è disponibile globalmente.

Quando si genera una configurazione del pannello con l'opzione --dump, le posizioni degli oggetti di pannello sono posizioni assolute. Si potrebbe voler cambiare tali posizioni da assolute in relative. L'oggetto alla estrema sinistra del pannello ha un valore position pari a 0. L'oggetto che segue ha un valore position pari a 1 e così via. Se si vuole che le posizioni degli oggetti siano relative al lato destro del pannello, impostare il valore della chiave right_stick a true.

4. Usare lo strumento a riga di comando gconftool-2 assieme all'opzione --load per impostare i valori della sorgente di configurazione predefinita ai valori indicati nel file impostazione-pannello.entries. Ad esempio il comando seguente imposta i valori delle chiavi nella sorgente di configurazione prefefinita ai valori delle corrispondenti chiavi in impostazione-pannello.entries:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--load impostazione-pannello.entries

Impostazione di preferenze dell'aspetto

1.7.1. Impostare preferenze per il tipo di carattere

Per impostare le preferenze per il tipo di carattere è necessario modificare il valore di due chiavi di preferenza. La tabella seguente mostra le chiavi da modificare e la parte dell'interfaccia utente cui le chiavi corrispondono:
Posizione GConf Componente interfaccia utente
/desktop/gnome/interface/font_name Strumento di preferenza Caratteri, opzione Carattere per le applicazioni.
/apps/nautilus/preferences/desktop_font Strumento di preferenza Caratteri, opzione Carattere per il desktop.

Ad esempio per impostare il tipo di carattere vincolante per le applicazioni a Sans 12, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type string \
--set /desktop/gnome/interface/font_name "Sans 12"

Per impostare invece il tipo di carattere predefinito per il desktop a palatino 12, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--type string \
--set /apps/nautilus/preferences/desktop_font "palatino 12"

1.7.2. Impostare preferenze per lo sfondo

Per impostare le preferenze per lo sfondo della scrivania, è necessario modificare i valori delle chiavi di preferenza nella posizione /desktop/gnome/background. Ad esempio, per impostare una immagine vincolante per lo sfondo, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type string \
--set /desktop/gnome/background/picture_filename nomefile.png

Per impostare un valore predefinito per questa preferenza, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--type string \
--set /desktop/gnome/background/picture_filename nomefile.png

È possibile impostare anche altre preferenze dello sfondo. Per maggiori informazioni su queste, consultare il file definizione schema desktop_gnome_background.schemas.
1.7.3. Impostare preferenze per l'immagine di avvio

Per impostare le preferenze per l'immagine d'avvio (splash screen), è necessario modificare i valori delle chiavi di preferenza nella posizione /apps/gnome-session/options/. Ad esempio per fare in modo che gli utenti non abbiano una immagine d'avvio, impostare un valore vincolante come segue:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory \
--type bool \
--set /apps/gnome-session/options/show_splash_screen false

Per impostare un valore predefinito per questa preferenza, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source xml:readwrite:/etc/gconf/gconf.xml.defaults \
--type bool \
--set /apps/gnome-session/options/show_splash_screen false

È possibile impostare anche altre preferenze dell'immagine d'avvio. Per maggiori informazioni su queste consultare il file definizione schema gnome-session.schemas.

Ripristinare i valori predefiniti delle preferenze

Per ripristinare i valori predefiniti delle preferenze per un utente, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --direct \
--config-source sorgente-configurazione-utente \
--recursive-unset

Sostituire sorgente-configurazione-utente con la sorgente di configurazione nella directory .gconf nella directory home dell'utente.

Questo comando reimposta (reset) i valori di tutte le chiavi di preferenza in tutte le sottodirectory dalle impostazioni dell'utente alle impostazioni nella sorgente di configurazione predefinita.
fonte: librerie Gnome



fonte: librerie Gnome

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Introduzione a Gconf, sistema utilizzato da GNOME per memorizzare le impostazioni di configurazione per il desktop e le applicazioni: 1a parte

GConf è un sistema utilizzato da GNOME per memorizzare le impostazioni di configurazione per il desktop e le applicazioni.

I cambiamenti sono controllati da un demone, GConfd.

Il database di GConf utilizza un sistema di directory e file XML, memorizzati nella directory ~/.gconf. GConf può utilizzare altri sistemi per memorizzare le configurazioni, come un server database.

L'applicazione Gconf-editor permette agli utenti più avanzati di modificare le configurazioni a mano.


GConf semplifica l'amministrazione delle preferenze per gli utenti dello GNOME Desktop. GConf consente agli amministratori di sistema di:

* Impostare valori vincolanti di particolari prefererenze per tutti gli utenti. In questo modo gli amministratori di sistema possono controllare quali utenti possano aggiornare particolari preferenze.
* Impostare valori predefiniti di particolari preferenze per tutti gli utenti.
* Usare i valori suggeriti di preferenze, che sono specificati nei file di definizione delle preferenze.
* Leggere la documentazione di ogni preferenza.

GConf inoltre notifica alle applicazioni quando il valore di una preferenza è cambiato, localmente o atteverso una rete. In questo modo, quando si cambia una preferenza, tutte le applicazioni che usano quella preferenza sono immediatamente aggiornate.

GConf è costituito dai seguenti componenti:

* Un repertorio (repository) delle preferenze utente.
* Un demone, gconfd-2.
* Uno strumento a riga di comando, gconftool-2.

Repertorio di GConf

Ogni preferenza nel repertorio di GConf è espressa come una coppia chiave-valore. Una chiave di preferenza GConf è un elemento nel repertorio che corrisponde ad una preferenza di un'applicazione. Ad esempio la chiave di preferenza /apps/gnome-session/options/show_splash_screen corrisponde all'opzione Mostrare schermata di avvio al login nello strumento di preferenze Sessioni. L'interfaccia utente dello GNOME Desktop non presenta però tutte le chiavi di preferenza del repertorio di GConf. Ad esempio lo strumento di preferenze Pannello non contiene alcuna opzione corrispondente alla chiave /apps/panel/global/tooltips_enabled.

Il repertorio è strutturato come un semplice file system gerarchico e contiene quanto segue:

* Le directory che corrispondono alle applicazioni che usano il repertorio GConf. Ad esempio nel file system è presente la directory /apps/metacity.
* Le sottodirectory che corrispondo a categorie di preferenze. Ad esempio nel file system è presente la directory /apps/metacity/general.
* I file speciali che elencano le chiavi di preferenze presenti nella directory e contengono informazioni sulle chiavi. Ad esempio un file che contiene informazioni sulle chiavi relative alle preferenze del proxy HTTP è nella directory /system/http_proxy.
* Una directory /schemas che contiene i file che descrivono tutte le chiavi di preferenze.

Le chiavi di preferenza sono tipicamente costituite da valori semplici come stringhe, interi o liste di stringhe ed interi. Il formato di una chiave di preferenza nel repertorio dipende dal modulo di backend usato per leggere il repertorio. Il seguente è un esempio della chiave di preferenza /desktop/gnome/interface/font_name quando viene usato un modulo di backend in XML (Extensible Markup Language) per leggere il repertorio:


Sans 10


Quando in questa guida si fa riferimento ad una chiave di preferenza, il percorso della chiave è aggiunto al suo nome. Ad esempio la chiave di preferenza font_name posta nella sottodirectory /desktop/gnome/interface è indicata come /desktop/gnome/interface/font_name.

* 1.2.1. Sorgenti di configurazione GConf
* 1.2.2. Schemi GConf
* 1.2.3. File definizione schema GConf

1.2.1. Sorgenti di configurazione GConf

Il repertorio GConf contiene una serie di posizioni di memorizzazione che sono definite sorgenti di configurazione. Le sorgenti di configurazione sono elencate nel file di percorso GConf. La posizione di tale file è /etc/gconf/numero-versione-gconf/path. Ciascun utente ha un file di percorso. Il file di percorso specifica le seguenti informazioni per ciascuna sorgente di configurazione:

* Il modulo di backend da usare per leggere il repertorio.
* I permessi sul repertorio.
* La posizione del repertorio.

Il file di percorso di GConf contiene anche delle istruzioni include. Il contenuto predefinito del file di percorso di GConf è il seguente:

xml:readonly:/etc/gconf/gconf.xml.mandatory
include /etc/gconf/2/local-mandatory.path
include "$(HOME)/.gconf.path"
include /etc/gconf/2/local-defaults.path
xml:readwrite:$(HOME)/.gconf
xml:readonly:/etc/gconf/gconf.xml.defaults
Quando GConf cerca il valore di una preferenza, le sorgenti di configurazione sono lette nell'ordine specificato dal file di percorso. La seguente tabella descrive le sorgenti di configurazione nel file di percorso:
Sorgente di configurazione Descrizione
Vincolante I permessi su questa sorgente di configurazione sono impostati a sola lettura. Gli utenti non possono sovrascrivere i valori in questa sorgente, quindi le preferenze in questa sorgente sono vincolanti.
Utente

Questa sorgente di configurazione è memorizzata nella directory .gconf posta nella directory home dell'utente. Quando un utente imposta un preferenza, la nuova informazione di preferenza è aggiunta in questa posizione.

È possibile usare Editor di configurazione per modificare la sorgente di configurazione dell'utente.
Predefinita Questa sorgente di configurazione contiene le impostazioni predefinite delle preferenze.

La sequenza delle sorgenti di configurazione nel file di percorso assicura che le impostazioni di preferenza vincolanti scavalchino le impostazioni di preferenza dell'utente. La sequenza inoltre assicura che quelle dell'utente scavalchino quelle predefinite. In pratica GConf applica le preferenze seguendo questo ordine di priorità:

1. Preferenze vincolanti
2. Preferenze specificate dall'utente
3. Preferenze predefinite

Le istruzioni include nel file di percorso di GConf consentono all'amministratore di specificare altre sorgenti di configurazione.
Sorgenti di configurazione incluse Descrizione
/etc/gconf/2/local-mandatory.path Usare questa sorgente di configurazione per memorizzare i valori delle preferenze vincolanti per un particolare sistema.
$(HOME)/.gconf.path L'utente specifica la posizione della sorgente di configurazione nella directory home in un file di nome .gconf.path.
/etc/gconf/2/local-defaults.path Usare questa sorgente di configurazione per memorizzare i valori di preferenze predefinite per un particolare sistema.
1.2.2. Schemi GConf

Uno schema GConf è un termine collettivo per una chiave schema GConf e un oggetto schema GConf. La tabella seguente descrive le chiavi schema e gli oggetti schema e le loro relazioni con le chiavi di preferenza:
Elemento Descrizione
Chiave di preferenza Un elemento nel repertorio GConf che corrisponde ad una preferenza di un'applicazione.
Chiave schema Una chiave che memorizza un oggetto schema per una chiave di preferenza.
Oggetto schema

Un elemento in una sorgente di configurazione che delle informazioni suuna chiave di preferenza, come le seguenti:


* Il nome dell'applicazione che usa la chiave di preferenza.
* Il tipo del valore richiesto dalla chiave di preferenza, ad esempio intero, booleano e così via.
* Un valore predefinito per la chiave di preferenza.
* Breve documentazione della chiave di preferenza.

La seguente tabella fornisce alcuni esempi di una chiave di preferenza, di una chiave schema e di un oggetto schema:
Elemento Esempio
Chiave di preferenza /desktop/gnome/interface/font_name
Chiave schema /schemas/desktop/gnome/interface/font_name
Oggetto schema


/desktop/gnome/interface/font_name
/schemas/desktop/gnome/interface/font_name
gnome
string
Sans 10

Default font
Name of the default font used by gtk+.



È possibile associare una chiave schema con una chiave di preferenza. Ad esempio la seguente chiave /desktop/gnome/interface/font_name include una chiave schema:



Quando si associa una chiave schema con una chiave di preferenza, la preferenza usa il valore suggerito che è specificato nell'oggetto schema della chiava schema. Il valore suggerito è contenuto nell'elemento nell'oggetto schema. In modo predefinito tutte le chiavi di preferenza nella sorgente di configurazione predefinita sono associate con chiavi schema.

Di solito gli schemi sono memorizzati nella sorgente di configurazione predefinita.
1.2.3. File definizione schema GConf

Gli schemi sono generati da alcuni file definizione schema. Un file definizione schema definisce le caratteristiche di tutte le chiavi di una particolare applicazione; tali file hanno estensione .schemas.

I file definizione schema sono inclusi nella directory /etc/gconf/schemas. È possibile usare tali file per creare una nuova sorgente di configurazione.

Alcuni file definizione schema corrispondono fedelmente ad una parte dell'interfaccia utente dello GNOME Desktop. Ad esempio il file system_http_proxy.schemas corrisponde allo strumento di preferenze Proxy di rete. Alcuni file definizione schema contengono chiavi di preferenza che non sono presenti nell'interfaccia utente, come ad esempio la chiave /apps/gnome-session/options/splash_screen_text.

Alcune parti dell'interfaccia utente dello GNOME Desktop contengono preferenze che rappresentano chiavi di preferenza ricavate da più di un file definizione schema. Ad esempio lo strumento di preferenze Scorciatoie da tastiera contiene le preferenze che rappresentano le chiavi dai file panel-global-config.schemas e metacity.schemas.

Demone GConf

Il demone GConf è chiamato gconfd-2. Tale demone notifica alle applicazioni quando cambia il valore di una preferenza. Ad esempio, selezionando di mostrare solo le icone nelle barre degli strumenti nella relativa opzione dello strumento di preferenza Barre menù e strumenti, le barre degli strumenti di tutte le applicazioni aperte sono aggiornate all'istante. Il demone GConf può operare localmente o attraverso una rete.

Per ogni utente è avviata un'istanza del demone GConf. Il demone non deve confrontarsi con problemi complessi come autenticazione e sicurezza dei dati. Al suo avvio, il demone carica il file di percorso GConf. Il demone gestisce tutti gli accessi tra applicazioni e sorgenti di configurazione.

Quando un'applicazione richede il valore di una chiave di preferenza, il demone cerca nelle sorgenti di configurazione nel seguente ordine:

1. ricerca il valore della chiave di preferenza in ogni sorgente di configurazione secondo l'ordine specificato nel file di percorso; se il valore viene trovato, restituisce tale valore;
2. se il valore non viene trovato, ricerca la chiave schema che corrisponde alla chiave di preferenza in ciascuna sorgente di configurazione secondo l'ordine specificato nel file di percorso;
3. se viene trovata la chiave schema, controlla il valore della chiave schema;
4. se il valore della chiave schema è un oggetto schema, restituisce il valore suggerito nell'elemento dell'oggetto schema.

Inoltre il demone GConf mantiene una cache dei valori delle chiavi di preferenza. Tutte le applicazioni fanno uso di questa cache, cosicché le applicazioni debbono accedere alle sorgenti di configurazione soltanto una volta.

Per terminare il demone GConf, eseguire il seguente comando:

gconftool-2 --shutdown

Strumento a riga di comando GConf

GConf include uno strumento a riga di comando, gconftool-2. È possibile usare gconftool-2 per eseguire le seguenti azioni:

* impostare i valori delle chiavi;
* mostrare i valori delle chiavi;
* installare schemi dai file definizione schema quando si installa un'applicazione.

Ad esempio il comando seguente serve a mostrare i valori di tutte le chiavi nella directory /desktop/gnome e nelle sue sottodirectory.

gconftool-2 --recursive-list /desktop/gnome

Qui sotto sono elencate alcune delle opzioni che è possibileusare con il comando gconftool-2 command. Per un elenco dettagliato delle opzioni da riga di comando, consultare man:gconftool-2(1).
Opzioni di comando di gconftool-2

--all-dirs

Elenca tutte le sottodirectory presenti nella directory specificata.
--all-entries

Mostra i valori di tutte le chiavi nella directory specificata.
--config-source=sorgente-configurazione

Usare questa opzione assieme all'opzione --direct per specificare una sorgente di configurazione da usare. Se non si specifica alcuna sorgente di configurazione, il comando è eseguito su tutte le sorgenti di configurazione presenti nel file di percorso.
--direct

Usare questa opzione assieme all'opzione --config-source per accedere direttamente ad una sorgente di configurazione. Quando si usa questa opzione, GConf scavalca il server. Assicurarsi che il demone GConf non sia in esecuzione prima di usare questa opzione.
--dump

Genera una lista che contiene tutte le chiavi di preferenza in una directory specificata del repertorio GConf. La lista contiene le descrizioni in XML di tutte le chiavi. La lista stessa è contenuta in un elemento .

Ad esempio è possibile redirigere l'output attraverso questa opzione per generare un file contenente la lista di tutte le chiavi relative alla propria configurazione del pannello. È possibile usare l'opzione --load con tale file.
--get

Mostra il valore di una chiave di preferenza specificata. Inoltre mostra i valori degli elementi nell'oggetto schema per una chiave schema specificata.
--help

Mostra un messaggio d'aiuto sul comando gconftool-2 e le opzioni che è possibile usare con tale comando.
--load=nome_file

Usare questa opzione per impostare i valori delle chiavi di preferenza nella directory corrente in una sorgente di configurazione ai valori nel file specificato. Tale file deve contenere le descrizioni XML delle chiavi all'interno di un elemento .
--long-desc=descrizione

Usare questa opzione assieme all'opzione --set-schema per specificare una descrizione lunga per una chiave schema.
--makefile-install-rule

Installa i file di definizione schema delle applicazioni.
--owner=proprietario

Usare questa opzione assieme all'opzione --set-schema per specificare un proprietario per una chiave schema.
--recursive-list

Mostra i valori di tutte le chiavi di preferenza nelle sottodirectory della directory specificata.
--recursive-unset

Reimposta i valori di tutte le chiavi di preferenza, in tutte le sottodirectory di una directory, dalle impostazioni utente alle impostazioni nella sorgente di configurazione predefinita.
--set

Imposta il valore di una chiave di preferenza e scrive il valore nella sorgente di configurazione utente. Usare l'opzione --type assieme all'opzione --set per specificare il tipo di dato del valore che si vuole impostare. Ad esempio il seguente comando imposta il valore della chiave /apps/gnome-terminal/profiles/Default/background_color nella sorgente di configurazione utente:

gconftool-2 \
--set "/apps/gnome-terminal/profiles/Default/background_color" \
--type string "#000000"

È possibile usare l'opzione --direct e quella --config-source assieme all'opzione --set per scrivere un valore in un'altra sorgente di configurazione.
--set-schema

Imposta il valore di un attributo in una chiave schema e scrive tale valore nella sorgente di configurazione predefinita.


Per specificare l'attributo che si vuole aggiornare usare assieme all'opzione --set-schema le seguenti opzioni:

* --type
* --short-desc
* --long-desc
* --owner

Ad esempio il seguente comando imposta la descrizione breve nella chiave schema per la chiave /apps/gnome-terminal/profiles/Default/background_color:

gconftool-2 \
--set-schema "/schemas/apps/gnome-terminal/profiles/Default/background_color" \
--short-desc "Colore di sfondo predefinito del terminale"

--short-desc=descrizione

Usare questa opzione assieme all'opzione --set-schema per specificare la descrizione breve di una chiave schema.
--shutdown

Termina il demone GConf.
--type=tipo-dati

Usare questa opzione per specificare il tipo di dato quando si imposta il valore di una chiave di preferenza. È anche possibile usare questa opzione quando si imposta il valore di un attributo in una chiave schema. Qui di seguito una lista dei tipi di dato validi:

* bool
* float
* int
* list
* pair
* string

--unset

Reimposta il valore di una chiave di preferenza dalle impostazioni utente alle impostazioni nella sorgente di configurazione predefinita.
--usage

Mostra un breve messaggio di aiuto sul comando gconftool-2 e le opzioni che è possibile usare con questo comando.
fonte: librerie Gnome




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mercoledì 3 giugno 2009

Rhythmbox, software di gestione e riproduzione musicale per GNOME: Guida all'uso, seconda parte

Rhythmbox è un media player libero. Originariamente ispirato ad iTunes, è un programma gratuito, progettato per lavorare con il desktop GNOME, ed usa la piattaforma GStreamer. È attualmente in pieno sviluppo.

Riproduzione di musica
Supporta la riproduzione di un'ampia varietà di musica digitale. I più comuni file riprodotti sono quelli memorizzati nella Libreria, oltre che radio in streaming e podcast; è supportato lo standard Replay Gain.

Si possono ricercare ed ordinare i file musicali presenti nella libreria, oltre che ordinarli in playlist (che possono essere dinamiche).
Ai brani si può anche assegnare una votazione automatica, che sarà tanto più alta quante più volte si ascolta un brano.

Integrabilità

Rhythmbox integrato nel pannello GNOME tramite l'applet Music Applet.

* Rhythmbox può essere facilmente integrato nel pannello GNOME.
* Rhythmbox è stato ampiamente integrato con diversi altri programmi, tra cui:
o Nautilus file manager, integrazione con il menu contestuale;
o XChat, attraverso un plugin;
o Pidgin ed Emesene, che aggiornano lo stato dell'utente con i dettagli dei brani attualmente in esecuzione (come accade in Windows Live Messenger, che aggiorna la firma con i brani in esecuzione su Windows Media Player);
o Music Applet[1], un applet GNOME che permette il controllo del programma direttamente dal pannello (come accade con la minibarra di Windows Media Player, se abilitata, sulla barra delle applicazioni);
o Shuffle, un gDesklet che permette di interfacciare fra loro Rhythmbox e l'iPod Shuffle;
o Rhythmlet, un altro gDesklet che trova album sul computer o da Amazon.com;
o SideCandyRhythmbox, un controllo di Rhythmbox basato su gDesklet;
o Rhythmbox XSLT, che permette di leggere la propria playlist come una pagina web;
o Drivel, che inserisce il nome della traccia in esecuzione sul player nel blog LiveJournal;
o Rhythmbox Tune Publisher, che pubblica la traccia in esecuzione su Jabber attraverso il protocollo User Tune;
o Blue Remote, che permette il controllo del lettore da un telefono dotato di controllo Bluetooth;
o FoxyTunes, un'estensione di Mozilla Firefox che permette di controllare Rhythmbox direttamente dal browser;
o Plugins per cercare ed ascoltare brani Creative Commons da Jamendo e Magnatune.

7. Sorgenti podcast

I podcast sono un nuovo strumento per diffondere contenuti audio attraverso la rete. Quando un autore pubblica un episodio, gli abbonati ai podcast vengono avvisati attraverso un feed XML.

Rhythmbox consente di abbonarsi ai feed podcast per essere avvisati quando un nuovo episodio è disponibile. Rhythmbox scaricherà e riprodurrà il nuovo episodio.

Figura 3 L'interfaccia dei podcast


7.1. Gestione dei podcast
7.1.1. Aggiungere un podcast

Per registrarsi a un podcast, scegliere Musica ▸ Nuovo feed podcast, quindi nella nuova finestra inserire l'URL del feed. Rhythmbox recupererà l'elenco degli episodi e l'ultimo episodio verrà scaricato nel disco fisso.

Per aggiungere un nuovo feed podcast è possibile fare clic col tasto destro del mouse sulla sorgente Podcast e selezionare Nuovo feed podcast.
7.1.2. Eliminare un podcast

Per eliminare un podcast, fare clic col tasto destro del mouse sul nome del feed o podcast e scegliere Elimina feed podcast, quindi scegliere Elimina solo feed per mantenere gli episodi del podcast oppure Elimina feed e file per eliminare il feed e tutti gli episodi.
7.1.3. Aggiornare i feed

Per sapere se è stato pubblicato un nuovo episodio di un podcast, fare clic col tasto destro sul nome del podcast e scegliere Aggiorna feed podcast. Se sono stati pubblicati nuovi episodi, saranno presenti nell'elenco degli episodi.

Rhythmbox controllo regolarmente e automaticamente l'elenco dei feed podcast per verificare se sono stati aggiornati.

Per verificare tutti i podcast è possibile anche fare clic col tasto destro del mouse sulla sorgente Podcast e scegliere Aggiorna tutti i feed.

7.1.4. Accedere alle proprietà del feed podcast

Per accedere alle proprietà del feed, fare clic col tasto destro sul nome del feed e scegliere Proprietà.

* Nella scheda Base è possibile vedere il Titolo, l'Autore, la data di Ultimo aggiornamento e la Descrizione.
* Nella scheda Dettagli è possibile vedere la Sorgente del feed, la Lingua e i Copyright.

È possibile visualizzare le proprietà e modificare il giudizio.

7.2. Gestire gli episodi

7.2.1. Scaricare un episodio podcast

Per scaricare un episodio nel proprio disco, fare clic col tasto destro sull'episodio e scegliere Scarica episodio, Rhythmbox avvierà lo scaricamento nella posizione indicata nelle preferenze. È possibile vedere l'avanzamento dello scaricamento di un episodio nella colonna Stato.

In modo predefinito, i podcast sono scaricati nella cartell Podcast/ nella propria cartella home. Per modificare questa posizione, consultare Sezione 14.1.3 - Podcast.
7.2.2. Ascoltare un episodio podcast

Per riprodurre un episodio podcast, selezionare l'episodio da leggere e scegliere Controlli ▸ Riproduci. È anche possibile premere il pulsante Riproduci.

È necessario scaricare gli episodi prima di poterli ascoltare. Per maggiori informazioni, consultare Sezione 7.2.1 - Scaricare un episodio podcast.
7.2.3. Eliminare un episodio podcast

Per eliminare un episodio da un podcast, fare clic col tasto destro del mouse sull'episodio e scegliere Elimina, quindi scegliere Elimina solo episodio per mantenere l'episodio nel disco oppure Elimina episodio e file per rimuovere l'episodio dall'elenco e rimuovere i file dal disco.

Quando viene eliminato un episodio, questo non sarà più disponibile nell'elenco degli episodi, anche se viene aggiornato il podcast.

7.2.4. Visualizzare le proprietà di un episodio podcast

Per accedere alle proprietà dell'episodio, fare clic col tasto destro del mouse sull'episodio e scegliere Proprietà.

* Nella scheda Base è possibile vedere il Titolo, il Feed, la Data di pubblicazione e la Descrizione.
* Nella scheda Dettagli è possibile vedere la Sorgente, la Durata, il Bitrate, la data di Ultimo ascolto, il Contatore ascolti e il Giudizio.

8. Coda di riproduzione

La coda di riproduzione è una sorgente che archivia temporaneamente le tracce successive che si vuole riprodurre. Quando viene aggiunta una traccia nella coda, Rhythmbox passa automaticamente, dopo le ultime tracce riprodotte, a questa sorgente.

Una volta riprodotta una traccia, questa è tolta automaticamente dalla Coda di riproduzione. Quando la coda è vuota, Rhythmbox riproduce l'ultima sorgente utilizzata.

8.1. Aggiungere una traccia alla Coda di riproduzione

Per aggiungere una traccia:

1. Selezionare la traccia da riprodurre in una qualsiasi delle sorgenti.
2. Scegliere Modifica ▸ Aggiungi a coda di riproduzione.

8.2. Rimuovere una traccia dalla Coda di riproduzione

Per rimuovere una traccia dalla Coda di riproduzione:

1. Selezionare la traccia da rimuovere dalla Coda di riproduzione.
2. Scegliere Modifica ▸ Rimuovi.

9. Le scalette

Le scalette sono delle sorgenti che vengono create dalle tracce disponibili nella Libreria. Consentono di raggruppare le tracce in base al «genere», in base a un gruppo o un artista specifico, a una particolare «atmosfera» o a qualsiasi altra cosa.

Rhythmbox dispone di due tipologie di scalette:

* Scalette statiche
* Scalette automatiche
Rhythmbox consente di masterizzare le tracce delle scalette su un CD audio.

9.1. Scalette statiche
Le scalette statiche sono scalette create dalle tracce prese dalla Libreria.

9.1.1. Creare una scaletta statica

Per creare una nuova scaletta, scegliere Musica ▸ Scaletta ▸ Nuova scaletta. Appare una scaletta vuota, senza nome nell'elenco delle sorgenti. Inserire un nome per la scaletta e premere Invio.
9.1.2. Aggiungere tracce a una scaletta

Per aggiungere tracce a una scaletta, selezionare le tracce dalla libreria e trascinare la selezione sopra l'icona nell'elenco delle sorgenti, quindi rilasciare la selezione.

È anche possibile trascinare un genere, un artista o il nome di un album dal catalogo per creare una scaletta. Tutte le tracce associate verranno aggiunte automaticamente.

È possibile creare una scaletta con delle tracce in un'unica azione. Selezionare le tracce dall'Elenco tracce o direttamente una o più categorie dal catalogo (Genere, Artista o Album) quindi rilasciare la selezione sull'Elenco sorgenti. Viene creata automaticamente una scaletta.
9.1.3. Rimuovere tracce da una scaletta

Per rimuovere tracce da una scaletta sono disponibili due metodi. Per prima cosa selezionare le tracce da rimuovere:

* Scegliere Modifica ▸ Rimuovi.
* Fare clic col tasto destro del mouse e scegliere Rimuovi.

Questa operazione rimuove le tracce solo dalla scaletta e non dalla Libreria.
9.1.4. Eliminare una scaletta statica

Per rimuovere una scaletta statica sono disponibili due metodi. Per prima cosa, selezionare la scaletta:

* Scegliere Modifica ▸ Rimuovi.
* Fare clic col tasto destro del mouse sulla scalette e scegliere Elimina.

Questa operazione rimuove solamente la scaletta e non le tracce contenute in essa.
9.2. Scalette automatiche

Le scalette automatiche sono scalette generate attraverso dei criteri, in modo tale che il contenuto sia creato dinamicamente. Tutte le tracce corrispondenti a quei criteri sono aggiunte alla scaletta.

9.2.1. Creare una scaletta automatica.

Per creare una nuova scaletta:
1. Scegliere Musica ▸ Scaletta ▸ Nuova scaletta automatica....
2. Modificare i criteri della scaletta attraverso l'editor.
3. Una volta scelti i criteri, fare clic su Nuovo.

9.2.2. Modificare una scaletta automatica

Modificare una scaletta consente di modificare i criteri impostati per quella scaletta. Per modificare una scaletta automatica, selezionarla, scegliere Musica ▸ Scaletta ▸ Modifica... e modificare i criteri. Una volta completato, scegliere Chiudi.

9.2.3. Rimuovere una scaletta automatica

Per rimuovere una scaletta automatica, sono disponibili due metodi. Per prima cosa, selezionare la scaletta da rimuovere:

* Scegliere Modifica ▸ Rimuovi.
* Fare clic col tasto destro del mouse sulla scalette e scegliere Elimina.

9.2.4. Usare l'editor di interrogazioni

Scegliere il criterio da applicare alla regola. Se è necessario aggiungerne un altro, fare clic su Aggiungi, comparirà una nuova riga per impostare il nuovo criterio.

Per limitare il numero di tracce in una scaletta, selezionare Limita a: e scegliere il limite. È possibile limitare in base alle tracce, alla dimensione totale (in MB o GB) oppure in base alla durata (espressa in Minuti).

Una volta completato, scegliere Nuovo, l'editor della scaletta si chiuderà e la scaletta visualizzerà le tracce corrispondenti ai criteri inseriti.
10. Sorgente CD audio

Rhythmbox è in grado di gestire anche i CD audio; li può riprodurre, ma consente anche di masterizzare le proprie compilation.

* 10.1. Riproduzione
* 10.2. Importare CD audio
* 10.3. Creare CD audio

10.1. Riproduzione

Quando viene inserito un CD audio nel lettore, comparirà nell'elenco delle sorgenti e le tracce contenute possono essere visualizzare nella finestra principale di Rhythmbox. Se è presente un collegamento a Internet, viene recuperato e visualizzato il titolo dei brani.

Per avviare o fermare la riproduzione o per saltare avanti e indietro, utilizzare gli stessi controlli usati per la riproduzione dalla libreria.
10.2. Importare CD audio

Se si desidera mantenere le tracce di un CD audio nel computer, è possibile farlo e le tracce verranno salvate come file musicali.

Per importare un CD audio, scegliere Musica ▸ Importa CD audio... per avviare Sound Juicer, un'applicazione GNOME dedicata all'importazione di CD audio. Per maggiori informazioni riguardo Sound Juicer, consultare il manuale di Sound Juicer.

Affinché le tracce importate da Sound Juicer vengano aggiunte automaticamente nella Libreria di Rhythmbox, è necessario configurare Sound Juicer in modo tale che estragga le tracce nella posizione delle Libreria di Rhythmbox e l'opzione di monitoraggio della libreria deve essere attiva. Per maggiori informazioni, fare riferimento alle preferenze di Sound Juicer e alle preferenze della libreria di Rhythmbox.
10.3. Creare CD audio

Rhythmbox consente di creare i propri CD audio utilizzando la musica presente nella Libreria.

Per creare un CD audio:

1. Creare una scaletta, statica o automatica (consultare Sezione 9 - Le scalette) e aggiungere delle tracce.
2. Scegliere Musica ▸ Scaletta ▸ Crea CD audio...
3. Inserire un CD vergine.
4. Fare clic sul pulsante Crea, il processo di masterizzazione inizierà.

11. Riproduttori audio portatili

Rhythmbox è in grado di rilevare quando un riproduttore audio portatile è stato inserito nel computer ed è in grado di leggervi le tracce contenute. Rhythmbox è in grado di gestire la maggior parte dei lettori audio portatili come l'Apple iPod.

Attualmente Rhythmbox è solo in grado di leggere le informazioni, ma non di scriverle (come la modifica delle etichette, la cancellazione delle tracce o la copia di tracce da Rhythmbox al lettore).

Quando viene collegato un lettore audio portatile, viene aggiunta un'icona nell'elenco delle sorgenti. Questa nuova sorgente funziona come la Libreria.

Se Rhythmbox non rileva il dispositivo come un dispositivo audio portatile, è possibile creare un file vuoto .is_audio_player all'inizio del file system del lettore.
12. Condivisioni DAAP

DAAP è un protocollo di rete che consente di condividere la musica presente in Rhythmbox. DAAP significa Digital Audio Access Protocol.

Dato che DAAP è un protocollo standard per la condivisione di musica, è possibile ascoltare e condividere musica non solo con altri utenti Rhythmbox, ma anche con altri utenti che utilizzano un software DAAP compatibile come iTunes.

Quando viene avviato Rhythmbox, vengono cercate tutte le condivisioni pubblicate nella rete locale (la propria casa o ufficio, non tutta Internet) da altri utenti e verranno visualizzate nell'elenco Sorgenti. Se la condivisione è abilitata, Rhythmbox pubblicherà la propria libreria e le proprie scalette. In questo modo, è possibile ascoltare musica archiviata nei computer di amici e viceversa.

Per disabilitare la condivisione DAAP di Rhythmbox, consultare Sezione 14.1.4 - Condivisioni.
13. Area di notifica
13.1. Panoramica

L'area di notifica è una caratteristica di GNOME che aggiunge una piccola icona nel pannello mentre il programma è in esecuzione; questo consente di controllare Rhythmbox dal pannello e di ricevere informazioni quando l'interfaccia di Rhythmbox non è visibile.

Figura 4 Rhythmbox nell'area di notifica
13.2.1. Suggerimenti

Quando viene spostato il cursore del mouse sopra l'icona di Rhythmbox, è possibile visualizzare l'artista, il titolo del brano e il tempo.
13.2.2. Finestra di notifica

Ad ogni cambio di traccia o per ogni episodio podcast scaricato, Rhythmbox mostra delle informazioni visualizzando una finestra di notifica.
Figura 5 La finestra di notifica di Rhythmbox

La finestra di notifica può essere disabilitata selezionando l'opzione Mostra notifiche dal menù contestuale dell'icona nell'area di notifica.
13.3. Controllare Rhythmbox

Attraverso l'icona di Rhythmbox nell'area di notifica, è possibile inviare i seguenti comandi all'applicazione:
Figura 6 Area di notifica (con il menù)


* Riproduci— Se selezionato, riproduce la canzone selezionata.
* Precedente— Salta alla canzone precedente nella sorgente selezionata.
* Successivo— Salta alla canzone successiva nella sorgente selezionata.
* Mostra riproduttore musicale— Sceglie se mostrare o meno la finestra di Rhythmbox.
* Mostra notifiche— Sceglie se mostrare o meno le notifiche di Rhythmbox al cambiamento di traccia.
* Esci— Esce da Rhythmbox.

Se si utilizza un mouse con una rotellina di scorrimento, è possibile utilizzarla per regolare il volume mentre il puntatore del mouse è posizionato sull'applet.

È possibile commutare tra la riproduzione e la pausa premendo il tasto centrale del mouse.

14. Personalizzare Rhythmbox

È possibile personalizzare Rhythmbox affinché soddisfi i propri requisiti e le proprie esigenze. Questa sezione descriver come personalizzare Rhythmbox.

14.1. Impostare le proprie preferenze

Usando la finestra di dialogo Preferenze è possibile personalizzare il comportamento e l'aspetto di Rhythmbox. Per visualizzare il dialogo Preferenze, scegliere Modifica ▸ Preferenze.

14.1.1. Generale

Scegliere le Colonne visibili da visualizzare in Rhythmbox. Quest'opzione è globale e modifica le seguenti sorgenti:

14.1.2. Libreria

*Scegliere il modo in cui visualizzare le Viste del catalogo. È possibile scegliere una vista a due o tre riquadri.
*La Posizione libreria è una cartella monitorata da Rhythmbox alla ricerca di nuove canzoni. Quando vengono aggiunti nuovi file audio in questa cartella o nelle sue sotto-cartelle attraverso il gestore di file (come Nautilus), Rhythmbox li rileverà automaticamente e saranno aggiunti alla Libreria.

Evitare di impostare la cartella Home come posizione per la libreria dato che questa caratteristica utilizza molto la CPU.

Per disabilitare la funzionalità di monitoraggio, deselezionare Monitoraggio di nuovi file nella libreria.

Per aggiungere più cartelle da controllare, usare gconf-editor e aggiungerle a «/app/rhythmbox/library_locations»

14.1.3. Podcast

*La Posizione scaricamento dei podcast è definita in modo predefinito alla cartella Podcast/ nella directory home.

Se questa posizione non fosse adeguata, selezionare un'altra cartella dall'elenco a discesa o scegliere Altro... per visualizzare il selettore di file.
*Scegliere la frequenza con cui Rhythmbox controllerà la presenza di nuovi episodi podcast.

14.1.4. Condivisioni

Rhythmbox può far condividere il contenuto della propria Libreria attraverso la rete locale ad altri utenti Rhythmbox o Apple iTunes.

* Selezionare Condividere la mia musica personale per abilitare gli utenti della rete alla visualizzazione e alla lettura delle proprie canzoni.
* Inserire il nome con cui apparire nella rete nel campo Nome musica condivisa.

14.1.5. Profilo Last.fm

Il plug-in per Last.fm raccoglie informazioni riguardo le canzoni ascoltate e le invia al sito web Last.fm creando un profilo con i propri gusti musicali. Con questo profilo è possibile:

* Consultare statistiche come le canzoni o l'artista più ascoltato.
* Ricevere segnalazioni riguardo artisti che potrebbero essere di interesse.

Per poter utilizzare il plug-in Last.fm è necessario avere un account su Last.fm. Se non si dispone di un account, utilizzare la pagina di accesso di Last.fm per crearne uno. Inserire i dettagli dell'account Last.fm nei campi Nome utente e Password nella finestra di configurazione del plug-in Last.fm.

La finestra di configurazione del plug-in Last.fm visualizza anche informazioni di stato. Se la pagina del proprio profilo Last.fm indica che il profilo non è aggiornato, le informazioni qui visualizzate possono aiutare a diagnosticare il problema.

15. Scorciatoie

15.1. Scorciatoie da tastiera
Tabella 2 Scorciatoie del riproduttore
Scorciatoie Azioni
Alt+Spazio Riproduce / Pausa
Alt+Sinistra Salta alla traccia precedente / Torna all'inizio della traccia
Alt+Destra Salta alla traccia successiva
Ctrl+R Abilita / Disabilita l'opzione Ripeti
Ctrl+U Abilita / Disabilita l'opzione Mischia
Tabella 3 Scorciatoie generali
Scorciatoie Azioni
Ctrl+A Seleziona tutto
Maiusc+Ctrl+A Deseleziona tutto
Ctrl+E Estrae il CD (lancia Sound Juicer)
Ctrl+J Salta alla canzone in riproduzione
Ctrl+Y Azzera tutti i campi di ricerca e rimuove tutti i filtri nel catalogo
Ctrl+N Crea una nuova scaletta
Ctrl+I Aggiunge una nuova stazione radio internet
Ctrl+P Aggiunge un nuovo feed podcast
Ctrl+O Aggiunge una cartella alla libreria
Alt+Invio Visualizza le proprietà della traccia
Tabella 4 Scorciatoie per la finestra
Scorciatoie Azioni
Ctrl+W Chiude la finestra di Rhythmbox
Ctrl+Q Esce da Rhythmbox
Ctrl+B Mostra / Nascone il catalogo
Ctrl+D Commuta la visualizzazione a display piccolo
Ctrl+L Mostra / Nasconde l'elenco delle sorgenti
Ctrl+K Mostra / Nasconde la Coda di riproduzione
Ctrl+S Mostra / Nasconde il controllo scorrevole di avanzamento della riproduzione
Maiusc+Ctrl+T Mostra / Nasconde la Coda di riproduzione
F11 Commuta la modalità a schermo intero
15.2. Tasti multimediali

Rhythmbox supporta i tasti multimediali delle tastiere se configurati nell'ambiente grafico.
Tabella 5 Scorciatoie per la finestra
Scorciatoie Azioni
Stop Stop
Pause / Play Pause / Play
Precedente Traccia precedente
Successivo Traccia successiva
15.3. Linux Infrared Remote Control

Rhythmbox comprende un plug-in per il supporto LIRC (Linux Infrared Remote Control). I seguenti comandi sono supportati utilizzando il comando «rhythmbox»:
Tabella 6 Scorciatoie per la finestra
Stringa di comando Azione
play Avvia la riproduzione
pause Mette in pausa la riproduzione
playpause Commuta tra riproduzione e pausa
shuffle Commuta la modalità mischia
repeat Commuta la modalità di ripetizione
next Salta alla traccia successiva
previous Salta alla traccia precedente
seek_forward Salta 10 secondi avanti nella traccia in riproduzione
seek_backward Salta 10 secondi indietro nella traccia in riproduzione
volume_up Aumenta il volume di riproduzione del 10%
volume_down Diminuisce il volume di riproduzione del 10%
mute Silenzia la riproduzione


fonte: librerie Gnome

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Rhythmbox, software di gestione e riproduzione musicale per GNOME: Guida all'uso, prima parte

Rhythmbox è un media player libero. Originariamente ispirato ad iTunes, è un programma gratuito, progettato per lavorare con il desktop GNOME, ed usa la piattaforma GStreamer. È attualmente in pieno sviluppo.

Riproduzione di musica

Supporta la riproduzione di un'ampia varietà di musica digitale. I più comuni file riprodotti sono quelli memorizzati nella Libreria, oltre che radio in streaming e podcast; è supportato lo standard Replay Gain.

Si possono ricercare ed ordinare i file musicali presenti nella libreria, oltre che ordinarli in playlist (che possono essere dinamiche).


Ai brani si può anche assegnare una votazione automatica, che sarà tanto più alta quante più volte si ascolta un brano.


Integrabilità
Rhythmbox integrato nel pannello GNOME tramite l'applet Music Applet.

* Rhythmbox può essere facilmente integrato nel pannello GNOME.
* Rhythmbox è stato ampiamente integrato con diversi altri programmi, tra cui:
o Nautilus file manager, integrazione con il menu contestuale;
o XChat, attraverso un plugin;
o Pidgin ed Emesene, che aggiornano lo stato dell'utente con i dettagli dei brani attualmente in esecuzione (come accade in Windows Live Messenger, che aggiorna la firma con i brani in esecuzione su Windows Media Player);
o Music Applet[1], un applet GNOME che permette il controllo del programma direttamente dal pannello (come accade con la minibarra di Windows Media Player, se abilitata, sulla barra delle applicazioni);
o Shuffle, un gDesklet che permette di interfacciare fra loro Rhythmbox e l'iPod Shuffle;
o Rhythmlet, un altro gDesklet che trova album sul computer o da Amazon.com;
o SideCandyRhythmbox, un controllo di Rhythmbox basato su gDesklet;
o Rhythmbox XSLT, che permette di leggere la propria playlist come una pagina web;
o Drivel, che inserisce il nome della traccia in esecuzione sul player nel blog LiveJournal;
o Rhythmbox Tune Publisher, che pubblica la traccia in esecuzione su Jabber attraverso il protocollo User Tune;
o Blue Remote, che permette il controllo del lettore da un telefono dotato di controllo Bluetooth;
o FoxyTunes, un'estensione di Mozilla Firefox che permette di controllare Rhythmbox direttamente dal browser;
o Plugins per cercare ed ascoltare brani Creative Commons da Jamendo e Magnatune.

Una piccola guida ll'uso di Rhythmbox, prima parte:

Introduzione

Rhythmbox è un riproduttore musicale e una discoteca per file etichettati in grado di supportare diversi formati musicali.

Attualmente, le caratteristiche di Rhythmbox comprendono:

* Riproduzione di diversi formati musicali dalla Libreria dei file etichettati.

* Visualizzazione di informazioni riguardo la canzone attraverso la lettura dei meta-dati.


* Visualizzazione delle canzoni in modo organizzato.


* Creazione di scalette statiche trascinando le canzoni dalla Libreria.


* Creazione automatica di scalette attraverso diversi criteri.


* Ricerca delle canzoni da sorgenti come la Libreria o le Scalette.


* Ascolto di stazioni radio via Internet.


* Lettura di CD audio e recupero delle informazioni come i titoli delle tracce da Internet.


* Masterizzazione di CD audio dalle scalette.


Per iniziare


2.1. Avviare Rhythmbox

È possibile avviare Rhythmbox nei seguenti modi:

Menù Applicazioni

Scegliere Audio e Video ▸ Rhythmbox - Riproduttore musicale.

Riga di comando


Digitare rhythmbox e premere Invio.

2.2. Eseguire l'assistente

Al primo avvio di Rhythmbox viene avviato un assistente per aiutare nell'importazione della musica. Nella seconda finestra dell'assistente, premere il pulsante Esplora... e selezionare la cartella in cui è raccolta la musica.

3.1. Panoramica

La finestra di Rhythmbox consente di esplorare e riprodurre la musica preferita. La Figura 1 mostra l'interfaccia di Rhythmbox con i componenti principali.
Figura 1 La finestra di Rhythmbox

La Tabella 1 descrive i componenti della finestra di Rhythmbox.
Tabella 1 Componenti della finestra di Rhythmbox
IdComponenteDescrizione
1Barra dei menùContiene i menù utili per eseguire azioni nella finestra di Rhythmbox.
2Barra degli strumentiFornisce accesso alle funzioni di riproduzione e ai dettagli riguardo la traccia in riproduzione.
3Barra del tempoVisualizza la posizione di lettura all'interno di una traccia. Consente di saltare in un'altra parte della traccia.
4Elenco sorgentiVisualizza un elenco delle sorgenti disponibili.
5CatalogoConsente di esplorare e filtrare le tracce per genere, artista o album. Fornisce anche una funzione di ricerca per visualizzare solo le tracce che corrispondono a un determinato criterio.
6Elenco tracceElenca tutte le tracce che appartengono alla sorgente selezionata.
7Barra di statoVisualizza informazioni riguardo la sorgente selezionata.
3.2. L'elenco delle sorgenti

Attraverso il riquadro laterale è possibile accedere alla libreria musicale, alle radio via Internet, alle scalette e ai CD audio. Questo elenco può contenere le seguenti sorgenti:

* La libreria di Rhythmbox, dove vengono visualizzate le tracce importate.
* La sorgente iRadio con tutte le stazioni radio su Internet.
* Podcast.
* Tutte le scalette (normali e automatiche).
* CD audio inseriti nei lettori CD del computer.
* Riproduttori portatili come l'iPod collegati al computer.
* Le condivisioni musicali DAAP trovate nella rete locale.

La visualizzazione dell'elenco delle sorgenti può essere commutata selezionando Visualizza ▸ Riquadro laterale.
3.3. La barra di riproduzione

L'area della barra fornisce accesso ai dettagli della traccia in riproduzione. Quando nessuna traccia è in riproduzione, quest'area non mostra alcuna informazione. Durante l'ascolto di una canzone, viene visualizzato il nome della traccia e sotto questo il nome dell'artista e il titolo dell'album.

Viene visualizzato anche un indicatore che mostra l'avanzamento della traccia in riproduzione. Quando l'indicatore ha il focus, è possibile utilizzare le frecce direzionali per avanzare o tornare indietro nella traccia.
Se viene utilizzato un mouse con una rotellina, è possibile regolare il volume utilizzandola quando il puntatore del mouse è posizionato sul pulsante del volume.
3.4. La barra di stato

La barra di stato contiene ulteriori informazioni riguardo il numero totale di canzoni e la durata. La visualizzazione della barra di stato può essere commutata selezionando Visualizza ▸ Barra di stato.

3.5. La finestra di Rhythmbox ridotta

Rhythmbox dispone di una modalità a visualizzazione ridotta. In questa modalità è possibile accedere solamente alla barra dei menù e alle funzioni di riproduzione di Rhythmbox.

Per passare alla modalità a display piccolo, selezionare Visualizza ▸ Display piccolo.


4. Usare Rhythmbox
4.1. Ascoltare musica
Per riprodurre una traccia, scegliere Controlli ▸ Riproduci, selezionare la traccia e premere il pulsante Riproduci nella barra degli strumenti oppure fare doppio clic sulla traccia.

Quando una traccia termina, Rhythmbox passa alla traccia successiva nell'elenco.

Dalla Libreria è possibile ascoltare tutte le canzoni di un solo artista o un singolo album selezionando Album o Artista dal catalogo.


4.1.1. Precedente/Riproduci/Successivo

I pulsanti Successivo e Precedente possono essere usati per saltare tra le tracce durante la riproduzione. Se una traccia è in riproduzione, il pulsante Precedente la farà ricominciare. Premendo il pulsante Riproduci viene riprodotta la traccia attuale.

4.1.2. Ripeti

L'opzione Ripeti fa in modo che Rhythmbox riproduca la prima traccia nell'elenco quando viene raggiunta l'ultima traccia.

Per attivare la ripetizione, scegliere Controlli ▸ Ripeti oppure premere il pulsante Ripeti nella barra degli strumenti

4.1.3. Mischia

L'opzione Mischia fa in modo che Rhythmbox riproduca tracce casualmente.

Per attivare l'opzione mischia, scegliere Controlli>Mischiaitem> oppure premere il pulsante Mischia> sulla barra degli strumenti. Mostra il pulsante mischia nella barra di stato.
4.1.4. Controllo del volume

Il controllo del volume è posizionato nella parte destra della barra degli strumenti. Premendo l'icona dell'altoparlante viene mostrato il controllo scorrevole. Spostarlo in alto o in basso per alzare o abbassare il volume. L'icona verrà modificata per riflettere il volume relativo.
È possibile regolare il volume usando la rotellina del mouse sopra l'icona dell'altoparlante.

5. Libreria


La libreria è la sorgente principale in Rhythmbox, è il database che contiene tutti i file musicali che vengono importati in Rhythmbox (archivia il percorso per accedere ai file, non i file).

La libreria può contenere anche file musicali non disponibili nel computer (nella propria directory Home), ma può anche contenere file disponibili attraverso servizi di rete. Esempi di alcuni servizi di rete supportati sono:

* FTP pubblico
* FTP con autenticazione
* NFS
* Condivisioni Windows

I file importati nella Libreria sono visualizzati nell'elenco delle tracce con le informazioni (nome dell'artista o dell'album) disponibili nelle etichette integrate nelle tracce. Rhythmbox utilizza queste etichette per visualizzare le tracce in modo organizzato.

Attualmente Rhythmbox non è in grado di modificare le etichette della propria musica, ma è possibile usare un altro programma come Easytag.

5.1. Aggiungere tracce alla Libreria

Per aggiungere tracce alla Libreria, è possibile seguire questi metodi:

* Per importare una sola traccia, scegliere Musica ▸ Importa file... dal menù, quindi selezionare il file e premere il pulsante Apri.
* Per importare diversi file in una cartella, scegliere Musica ▸ Importa cartella... dal menù, quindi selezionare la cartella e premere il pulsante Apri. Tutti i file musicali presenti nella cartella e nelle sotto-cartelle verranno importati.
* Trascinare i file dal gestore di file (come Nautilus) all'interno della finestra di Rhythmbox.

Se è stata abilitata l'opzione di monitoraggio (consultare Sezione 14.1.2 - Libreria), tutti i file musicali presenti nella directory scelta verranno aggiunti alla Libreria, compresi quelli che verranno aggiunti successivamente.
5.2. Rimuovere tracce dalla Libreria

Per rimuovere una traccia dalla libreria lasciandola sul disco, scegliere Modifica ▸ Rimuovi. La traccia e le sue proprietà (come il giudizio o il contatore ascolti) vengono rimosse dal database di Rhythmbox.

Per rimuovere una traccia dalla Libreria e anche dal disco, scegliere Modifica ▸ Sposta nel cestino. La traccia verrà rimossa come in precedenza e il file spostato nel Cestino.
5.3. Trovare tracce attraverso la ricerca

Rhythmbox è dotato di una funzione di ricerca, che consente di trovare e filtrare le tracce attraverso dei termini di ricerca.

Inserire del testo nella casella di ricerca e, durante la digitazione, le tracce che corrispondono al testo inserito verranno visualizzate. La funzione esegue una ricerca in tutte le etichette delle tracce archiviate nella Libreria.

Per eseguire una ricerca più precisa, è possibile eseguirla solo su determinate etichette come Artisti, Album o Titoli.
5.4. Trovare le tracce attraverso il Catalogo

Il Catalogo è un metodo conveniente per trovare delle tracce. Il Catalogo è un riquadro di visualizzazione a due o tre vie che consente di esplorare i generi musicali, gli artisti e gli album e di visualizzare le tracce che corrispondono alla ricerca.

Per prima cosa, per visualizzare il Catalogo, selezionare Visualizza ▸ Catalogo. Selezionare artista, album e genere e, durante la scelta, solo le tracce che corrispondono alla scelta verranno visualizzate nell'elenco. Il criterio delle colonne si applica da sinistra a destra.

È possibile scegliere diversi criteri della stessa categoria usando il tasto Ctrl.

È possibile anche trovare a partire da una traccia selezionata, tutte le tracce con lo stesso genere, artista o nome dell'album. Selezionare una traccia dall'elenco delle tracce, fare clic col tasto destro su di essa e scegliere Esplora questo genere/artista/album. Il catalogo filtrerà le tracce in base a quel criterio.
6. Sorgente radio

È possibile utilizzare il sintonizzatore di radio Internet per ascoltare a flussi audio attraverso una rete, locale o Internet.
Figura 2 Radio Internet in Rhythmbox


fonte: librerie Gnome

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