Ubuntu non deve tagliar fuori intere generazioni di macchine con Unity.


Unity è l'ambiente desktop predefinito e purtroppo si basa ancora su Compiz, software non più sviluppato.

Compiz è un compositing window manager per X Window System. Si tratta in sostanza di un software che gestisce sia l'estetica e il piazzamento delle finestre delle applicazioni sia una serie di effetti che possono essere applicati a tali finestre (a partire da semplici effetti di ombreggiatura fino ad arrivare a complessi effetti tridimensionali).

Questo ambiente desktop richiede molte risorse al computer, impiegando molta RAM e impegnando intensamente il processore. Non voglio trattare di Unity, che tutto sommato mi piacerebbe usare.

 
Quello che mi interessa esporre è la frustrazione che deriva dall'impiegare un ambiente desktop anche interessante, ma che in assenza di adeguato hardware, rende l'uso di Ubuntu un vero e proprio disagio informatico.

Con tutto ciò l’instabilità è stata – ed è – totale. Lo dice uno che ha tentato in tutti i modi di presentare una semplice guida all’installazione di Xgl/Compiz agli utenti poco esperti e si è visto costretto a modificare continuamente le informazioni *senza motivo* da una versione all’altra.

E non mi si venga a parlare di “ramo instabile” o di “software in sviluppo” perché non significa niente: quinnstorm e soci hanno fatto un fork dal giorno #1, anche se il nome continuava ad essere lo stesso. Nessuno ha mai considerato il fork di quinnstorm come un “ramo di sviluppo” per compiz… provate a chiedere all’autore originale di compiz, Mr Reveman.

Il launcher sulla sinistra è un dock di grande usabilità ed è veramente utile e facile da capire. L'uso della tastiera per giungere a fare quello che serve è una delle soluzioni che più apprezzo, ma quando si va ad estrarre la Dash o l'HUD e questi fanno il loro ingresso con un tremore grossolano e sgraziato, allora mi intristisco.

Nella mia esperienza dei primi 15 giorni ho notato un decadimento prestazionale direttamente proporzionale al numero di applicazioni in esecuzione, giungendo a rendere il desktop inutilizzabile in presenza di Firefox con 4 o 5 schede aperte. In quelle condizioni l'uscita della Dash o dell'HUD era non solo tremolante, ma ritardata in modo intollerabile e le icone non comparivano mai in modo rapido, alcune addirittura non venivano mostrate del tutto. inaccettabile.

Mi dispiace se offendo qualche talebano ma l’unica definizione plausibile per il lavoro di Quinnstorm e soci finora è “software sviluppato male”, e la prova è che il compiz originale di Mr Reveman non ha mai avuto tutti questi casini: la versione 0.2 presente nei repo di Dapper quattro mesi fa funzionava molto meglio di quanto faccia adesso beryl, solo che beryl è pieno di funzionalità inutili.

Io sono di certo convinto che Canonical debba perseguire la sua tipizzazione del desktop e proseguire nello sviluppo di Unity, ma credo che tagliar fuori intere generazioni di macchine non sia un atteggiamento molto user-friendly. Il mio PC è del 2008, quindi non proprio un ragazzo, ma nemmeno decrepito; nonostante ciò Ubuntu con Unity non è una scelta percorribile.
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Luca Soraci

Luca Soraci

Ubuntu giunge alle nostre orecchie solo perché è stato mutuato come nome per un sistema operativo di successo; lo abbiamo sentito nei discorsi di Mandela, del vescovo Tutu, ed è uno dei concetti fondanti di quel movimento di rinascimento che vuole far fiorire il continente africano al di sopra delle difficoltà attuali.

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